Precarietà , flessibilità , co.co.co., co.co.pro., stage, interinale, mille euro al mese: quante volte, in questi ultimi due anni, nel nostro Paese abbiamo sentito nominare queste espressioni da politici, sindacalisti e imprenditori (ma soprattutto dai diretti interessati, ovvero i 3 milioni 800mila lavoratori atipici attualmente 'impiegati' in Italia) senza che, a conti fatti, cambiasse niente?
Non sono servite due manifestazioni nazionali, non è servito che se ne occupassero i media a ciclo continuo e non è servito nemmeno che cambiasse il Governo, nonostante proprio sulla lotta al lavoro temporaneo Romano Prodi avesse eretto le più allettanti palizzate della sua propaganda preelettorale.
Invece eccoci qua: dicembre 2007, tutto da rifare.
E mentre le nostrane istituzioni continuano a latitare come se niente fosse - palesandosi (per onor di firma) una volta a settimana nei consueti "salottini bene" della "tv d'informazione" a sciacquarsi la bocca con gli stessi proclami demagogici di sempre - o, nella migliore delle ipotesi, si prendono a cuscinate per difendere gli interessi privati delle ristrette minoranze che rappresentano, dall'Europa arrivano proprio in questi giorni due ennesime riprove che il problema della Precarietà può e deve essere affrontato da tutt'altra prospettiva, meno attendista e più "creativa". Come uno stimolo, cioè, a trovare nuovi canali di espressione, approfittando anche delle enormi potenzialità che offre oggi la Rete per rimettersi in gioco.
In Spagna, per esempio, attraverso Internet l'organizzazione giovanile di Izquierda Unida ha lanciato una curiosa iniziativa mirata a premiare "Il più Precario di tutti i Precari". Il concorso, intitolato Volver A Empezar, assegnerà una sorta di ironica 'nota di merito' alla persona - tra i 16 e i 30 anni - che nell'arco di 12 mesi abbia collezionato il maggior numero di contratti temporanei e a quella che si sia vista offrire il contratto di lavoro a più breve scadenza. Un modo per sdrammatizzare la situazione, che anche in Spagna si profila con una fisionomia molto simile a quella dell'Italia (benché, quantomeno, in Spagna non siano dei rottami ultra60enni a tenere in mano tutte le cariche più alte della scala gerarchica e produttiva nazionale), e per fotografarne la paradossale entità al di là di tutte le generiche congetture populiste e di tutti gli ambigui riferimenti statistici.
In palio, una copia dello Statuto dei Lavoratori, un buono di 60 euro da spendere in una libreria di Madrid e un santino dell'ormai leggendario San Precario, divenuto ormai uno dei santi più invocati dell'intera concrega celeste.
Altrettanto dal basso e sempre sul Web è nato anche il network di Generation P, che riunisce alcune tra le organizzazioni/associazioni/community europee (Génération Précaire per la Francia, DGB-Jugend per la Germania, Fairwork e.V. e Germany Plattform Generation Praktikum per l'Austria, European Parliament Stagiaires Association per il Belgio e Generazione Mille Euro per l'Italia) contro l'abuso di lavoro temporaneo nei Paesi dell'UE.
Lo scorso 21 novembre, una rappresentanza di Generation P ha discusso al Parlamento Europeo di Bruxelles, alla presenza di alcune tra le più alte personalità dell'UE, la possibilità di avviare un piano di regolamentazione del Precariato su scala comunitaria partendo da una petizione online che chiede una limitazione alla durata del lavoro temporaneo (in Italia, per esempio, la proposta del Protocollo Welfare la fissa in 36 mesi), uno stipendio minimo locale e garanzie di tutela, sicurezza e trasparenza anche per chi ha contratti a termine.
Purtroppo, forse perché "non fa notizia", nessuno dei media italiani - né televisione, né carta stampata - si è occupato di questo importante avvenimento, che segna una svolta nelle dinamiche di partecipazione politica e di "coalizione generazionale", mentre ampio spazio è stato dato alla illuminante dichiarazione di Lapo Elkann secondo cui «La fame aguzza l'ingegno» (sarà mica per questo che in lui non ce n'è traccia?).
Due facce della stessa medaglia, in fondo. E la paura è che se contro il Precariato Sociale c'è ancora molto, molto da fare, contro il Precariato Culturale, purtroppo, da fare non c'è proprio niente...
Sostieni anche tu la petizione europea di Generation P contro l'abuso di Lavoro Temporaneo cliccando qui: basta un minuto!
Per approfondimenti e riferimenti: Generation P | Generazione Mille Euro
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