Italia «pizza, spaghetti e mandolino», Italia «culla dell'Arte e della Letteratura». Luoghi comuni (con un fondo di verità ) che negli ultimi anni tendono ad essere sempre più sconfessati dai fatti. Da una parte perché oltre a pizza, spaghetti e mandolino ci sono anche calciatori, veline e reality show; dall'altra perché le nostrane ricchezze artistiche e letterarie sono ormai appannaggio esclusivo di una ristretta casta di iniziati che hanno gli strumenti - soprattutto economici - per potersele permettere.
Per questo assumono ancora più importanza le Giornate Europee del Patrimonio in programma il 29 e 30 settembre prossimi, quando si spalancheranno finalmente le porte di tutti i siti d'arte più importanti, suggestivi e pittoreschi della penisola all'insegna della valorizzazione e della salvaguardia dei beni culturali che (sempre a proposito di luoghi comuni) «tutto il Mondo ci invidia» ma che spesso sono inaccessibili perché chiusi al pubblico - o aperti soltanto in orario limitato - o penalizzati da biglietti d'ingresso inspiegabilmente costosi.
Inaugurate in Francia nel 1984 ed estese al resto dell'Europa nel 1991, le Giornate del Patrimonio, a cui l'Italia aderisce dal 1995, costituiscono quindi un'occasione unica e, per molti versi, irripetibile per visitare gratuitamente musei, monumenti, cantieri di restauro e percorsi naturalistici e partecipare a dibattiti, seminari, conferenze, proiezioni, laboratori didattici e workshop, il cui numero è in continua crescita e che quest'anno toccherà quota 1000.
Lo slogan dell'evento sarà «Le grandi strade della Cultura: un valore per l'Europa», anche in virtù della specifica partnership con Autostrade per l'Italia, che permetterà di accedere a ben 200 punti di interesse aggiuntivi dislocati nelle vicinanze della rete autostradale a chi si troverà in viaggio o a chi deciderà di vivere quante più iniziative possibili spostandosi da un punto all'altro del territorio. Svariati i Ministeri che hanno contribuito ad organizzare, patrocinare e promuovere l'evento, da quello per i Beni e le Attività Culturali a quello per gli Affari Esteri e da quello dell'Istruzione a quello dell'Università e della Ricerca.
La speranza è che un simile approccio al Patrimonio non rimanga confinato semplicemente ad un paio di giornate all'anno ma possa diventare unappuntamento più frequente e, soprattutto, possa sviluppare una nuova sensibilità nell'approccio alla nostra Storia, alla nostra Cultura e alle nostre Tradizioni, di cui si parla sempre più spesso in termini di sterile conservazione in naftalina allontanandole da qualsiasi evoluzione e contatto con le persone...
Per informazioni e programma completo degli eventi: Ministero per i Beni e le Attività Culturali | Fai - Fondo per l'Ambiente Italiano | Autostrade per l'Italia

