La riconciliazione e il superamento della distanze: sono queste le immagini chiave che terranno a battesimo la prima edizione di Life In Gubbio - Lo Spettacolo Prende Vita, il poliedrico festival ideato da Michele Afferrante e Filippo Mauceri - autori della trasmissione televisiva Il Senso Della Vita - in collaborazione con Paolo Bonolis (che parteciperà all'evento anche in veste di presentatore) e organizzato dal Comune di Gubbio e dall'agenzia ArcobalenoTre.
Quattro giorni, dal 22 al 25 luglio, di spettacoli, concerti, performance letterarie, mostre e proiezioni all'insegna della più ampia trasversalità sul tema della Vita, in un continuo intreccio di ricerca, riflessione e intrattenimento. Un vero e proprio 'percorso culturale' allestito nei luoghi più evocativi e caratteristici del centro storico di Gubbio attraverso immagini, colori, suoni e racconti, di cui è direttamente lo stesso Filippo Mauceri a rivelarci ogni dettaglio in questa breve chiacchierata...
La prima domanda è diventata ormai un 'tormentone' di tutte le nostre interviste con ideatori, organizzatori e direttori artistici di Festival estivi: mai come quest'anno, infatti, ne sono nati così tanti e quasi tutti orientati ad un aspetto artistico più ampio del semplice "concerto live". Pensi che sia un trend o, piuttosto, un nuovo modo di veicolare la cultura per risollevarsi dalla tabula rasa degli ultimi tempi?
"Più che un trend, credo che si tratti di una risposta precisa alla voglia che il pubblico sta dimostrando di riavvicinarsi a contenuti diversi da quelli proposti ormai a tappeto dai media. Nel nostro caso specifico, in particolare, è l'evoluzione dell'esperienza che abbiamo avviato in televisione con 'Il Senso Della Vita', che ricalca gli stessi obiettivi di creare uno spettacolo di qualità mescolando spunti di meditazione e approfondimento a momenti di svago e alleggerimento..."
E com'è nata l'idea di una rassegna così 'trasversale' e la scelta di una location così particolare ed evocativa?
"Già da tempo Michele Afferrante e io stavamo cercando il modo di tradurre in un Festival all'aperto le idee chiave del concept di 'Il Senso Della Vita', ed è stato proprio l'Assessore alla Cultura di Gubbio, Renzo Minichetti, ad offrircene l'opportunità e l'occasione: avendo a disposizione un simile 'impianto' storico ed artistico, quindi, ci è venuto spontaneo sviluppare una traccia così articolata di contenuti in perfetta sinergia con esso..."
Il programma di Life In Gubbio è estremamente eterogeneo e difficilmente inquadrabile per etichette e compartimenti standard. Che tipo di aspettative vi siete fatti, dunque, sul pubblico che parteciperà ai vari eventi?
"In effetti, proprio perché il programma è così eterogeneo, è quasi impossibile avere delle aspettative chiare e definite in questo senso. Gubbio è sicuramente una piazza abituata ad eventi culturali a sfondo letterario e artistico, quindi immaginiamo che il pubblico locale possa rispondere nel migliore dei modi. D'altra parte, quello dell'Umbria è anche un contesto ricco di turismo, per cui ci auguriamo che Life In Gubbio incuriosisca e interessi persone di ogni età e di ogni provenienza..."
Scorrendo alcuni nomi tra quelli che animeranno le serate e le iniziative del Festival - Piergiorgio Odifreddi e Giovanni Allevi su tutti - viene spontaneo ricollegarli al tema del superamento delle distanze, che è uno dei capisaldi di Life In Gubbio: entrambi, infatti, esulano dalla proverbiale immagine del filosofo e dell'artista 'noiosi' che si rivolgono solo ai pochi iniziati in grado di capirli, superando la distanza tra "intellettuale" e "pubblico". C'è una correlazione, insomma, tra questo aspetto e la scelta degli ospiti?
"Naturalmente, anzi: è esattamente la chiave della manifestazione. E anche in questo caso, in fondo, si tratta di un'eredità recuperata dal nostro programma. Avere a disposizione personaggi di spessore, capaci di affrontare temi importanti e profondi in modo né banale e superficiale né ermetico ed esclusivo è fondamentale se si vuole che il messaggio in cui si crede arrivi a coloro che ne sono gli effettivi destinatari..."
Che ruolo ha avuto e avrà Paolo Bonolis all'interno di Life In Gubbio?
"Penso di poter dire che, senza il suo contributo, con ogni probabilità il Festival non sarebbe mai potuto andare in scena. E' stato anche grazie al suo intervento, per esempio, che molti artisti hanno accettato di partecipare, e il suo nome rappresenta ovviamente un enorme traino per tutto l'evento. Sarà lui a condurre la serata conclusiva della manifestazione, sabato 25 agosto, occasione in cui verranno anche assegnati il primo 'Premio Internazionale Lupo di Gubbio per la Riconciliazione' e i riconoscimenti speciali 'Il Senso di una Vita'..."
Quale modalità di interazione è prevista, se è prevista, tra pubblico e ospiti e artisti?
"Certamente è prevista. Di più: vista la particolare morfologia delle strutture che ospiteranno gli eventi e i concerti si creerà anche fisicamente una forte empatia tra artisti e pubblico. Ci saranno comunque numerose occasioni per scambiare battute e opinioni con gli ospiti, alcune addirittura sotto forma di aperitivo, ed altre - molto suggestive - in movimento tra le strade della città ..."
Per informazioni al pubblico: 0759220693

