Sarà la serata Milano meets New York Guitar Festival ad inaugurare, giovedì 8 novembre alla Salumeria della Musica, la prima edizione dell'attesissimo Milano Guitar Festival, rassegna artistica dedicata allo strumento che, più di ogni altro, incarna lo spirito della musica contemporanea (ma non solo) al di sopra di tutte le etichette e di tutti i sofismi di genere: la chitarra.
Tre giornate - 8, 9 e 11 novembre - ricche di concerti, dibattiti ed eventi collaterali e complementari, durante le quali si esibiranno, sui palcoscenici deputati ad ospitare di volta in volta gli appuntamenti in programma, strumentisti del calibro di Paco de Lucia, Dominic Frasca, Mick Taylor, Forastiere e Pietro Nobile, con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento internazionale per professionisti e cultori del mondo delle 6 e delle 12 corde, ma anche di attirare semplici "curiosi appassionati" non necessariamente iniziati alla disciplina. Proprio per questo, abbiamo scambiato qualche battuta con Ezio Guaitamacchi, direttore artistico del Milano Guitar Festival, in modo da presentare nel migliore dei modi questa importante iniziativa, unica nel panorama musicale italiano, a neofiti e non addetti ai lavori. Come, del resto, chi scrive...
Innanzitutto: a chi si rivolge esattamente il Milano Guitar Festival? E' alla portata anche di coloro che, magari, non masticano in modo specifico l'arte delle 6 e delle 12 corde?
Certamente. Non si tratta di un convegno strettamente riservato ai "maniaci" del genere bensì, piuttosto, di una rassegna che punta a coinvolgere tanto chi ha un culto particolare per la chitarra quanto per chi è appassionato di musica in generale e vuole avvicinarsi o approfondire questo argomento sotto un profilo più emotivo che tecnico. Lo spirito alla base del Milano Guitar Festival è quello di celebrare la chitarra come uno strumento capace di attraversare le epoche, i generi, le generazioni e le culture mantenendo inalterato il suo fascino e la sua riconoscibilità , e questa lettura può essere colta sia da chi in materia possiede conoscenze approfondite sia da chi ne possiede superficiali...
Per chi volesse partecipare al Milano Guitar Festival ma fosse completamente - o quasi - a digiuno di punti di riferimento, che tipo di "corso accelerato" gli consiglieresti di seguire in questi pochi giorni per calarsi con più cognizione nelle atmosfere e nei contenuti della manifestazione?
In realtà non parlerei di "corso accelerato" quanto, piuttosto, di stimoli e di impatti percettivi che possono derivare anche semplicemente dall'ascolto di un disco o di un concerto. Potrei farti i nomi di Jimi Hendrix, di B.B. King, di Steve Vai, per esempio, ma anche di Bob Marley e Bruce Springsteen, artisti, cioè, la cui immagine è da sempre associata all'uso della chitarra pur se con sfumature e attitudini completamente diverse. Credo che per un pubblico non strettamente 'attrezzato' o 'competente' il percorso più semplice da seguire per avvicinarsi al festival sia fondamentalmente questo...
Nel programma del Milano Guitar Festival c'è anche una mostra/mercato, intitolata "Second Hand Guitar", che si terrà l'11 novembre all'Alcatraz dalle 11:00 alle 18:30. Anche in questo caso, si tratta di un evento indirizzato principalmente a collezionisti e patiti di Memorabilia o a tutti?
Innanzitutto ci tengo a precisare che la mostra/mercato "Second Hand Guitar" è un progetto arrivato quest'anno alla sua trentesima edizione e indipendente rispetto al Milano Guitar Festival, ma inglobato per l'occasione all'interno del programma della rassegna in modo da creare una situazione rinnovata e di maggior respiro. Ci saranno numerosi strumentisti esponenti del, genericamente parlando, «mondo Rock», e verranno esposti altrettanti esemplari di chitarre di produzione principalmente americana che poi chiunque potrà comprare, vendere o scambiare.
Per quel che riguarda i "Memorabilia", intesi come «cimeli storici appartenuti a...», posso anticipare che ricopriranno soltanto una ristretta minoranza dell'offerta totale, concentrata invece sul "Vintage" tout-court, ovvero quello del «cimelio storico e basta», svincolato da ulteriori logiche di valore aggiunto. Non a caso, durante il seminario "Le Chitarre Dei Rolling Stones" fissato per domenica 11 alle 15:30 nel corso di "Second Hand Guitar", verranno esposti modelli di chitarre uguali a quelle suonate dai Rolling Stones ma non appartenute personalmente a loro e, dunque, non circoscrivibili all'ambito dei "Memorabilia"...
Negli ultimi anni si è diffuso il pregiudizio che il computer - prima con i sintetizzatori e poi con internet - abbia ucciso la cosiddetta «musica vera di qualità ». Pensi che ne abbia risentito anche uno strumento come la chitarra?
Beh, il discorso sarebbe sicuramente molto esteso e complesso... In linea di massima, sicuramente la musica Rock ha già espresso i suoi valori migliori ed è quasi 'miracoloso' che sia riuscita a sopravvivere fino ad oggi, peraltro con risultati spesso anche apprezzabili. Quello di cui però risente l'intero panorama musicale - quindi, di riflesso, anche uno strumento come la chitarra - è la crisi creativa che in questo periodo sta colpendo gli artisti, che per la prima volta, a differenza di quanto è sempre successo in passato, sono più indietro e hanno un passo più lento rispetto alla tecnologia. E' da loro che bisognerebbe aspettarsi un segnale di inversione di tendenza, in questo senso: è troppo facile banalizzare la questione imputando la crisi della musica all'avvento del computer se poi non esiste la volontà di combattere quello che si ritiene il "nemico" di turno con la forza delle idee oltre che del pregiudizio e delle parole...
E in Italia in che condizioni versa il mondo delle 6 e delle 12 corde?
In generale, è positivo che oggi un autore o un appassionato abbiano ormai a disposizione tutto il necessario per scrivere e comporre musica. E' anche vero, però, che il Rock è un genere che si avvicina più alla musica etnica che alla musica classica, e che quindi non appartiene strettamente alla nostra eredità musicale tradizionale. Ragion per cui molto di quello che in Italia viene definito «Rock» non è altro che la riproposizione e il remake di qualcosa che è già stato fatto - e quasi sempre meglio - da qualcun altro. In realtà questo non vale solamente per l'Italia, ma in Italia è sicuramente un atteggiamento particolarmente diffuso...
Quella che si prepara ad aprire i battenti sarà la prima edizione del Milano Guitar Festival. Avete già formulato prospettive o scenari a lungo termine anche per le prossime edizioni o, per il momento, siete concentrati principalmente su questa?
Sì, per il momento siamo concentrati principalmente su questa, anche perché organizzarla è stato un processo lungo e piuttosto rocambolesco - non abbiamo sponsor commerciali ma unicamente sovvenzioni da parte degli enti locali, per fare un esempio -. Naturalmente, il nostro auspicio è quello di riuscire a diventare un punto di riferimento internazionale per appassionati e non della chitarra, e per questo ci siamo anche gemellati con un evento della portata del New York Guitar Festival, ma è ancora presto per fare previsioni e delineare scenari a lungo termine...
Ultima domanda: il 2007 è stato ufficialmente, per l'Italia, l'Anno dei Festival. Ne sono nati moltissimi, nella fattispecie di matrice artistica e musicale. Ritieni che si tratti, finalmente, di una reazione al sottovuoto culturale degli anni scorsi o, in alcuni di casi, di una tendenza prevalentemente commerciale?
Anche in questo caso, penso che sia prematuro giudicare un evento solamente sulla base di una singola edizione: saranno i prossimi anni a decretare se questo genere di manifestazioni avevano basi solide - e se tali basi sono culturali, ovviamente, meglio ancora - o se si è trattato di fuochi di paglia ed episodi isolati. Da parte mia, non posso che augurare buona fortuna a tutti... e, già che ci siamo, un saluto agli amici della Smemo!"
MILANO GUITAR FESTIVAL
Milano, sedi varie | Dall'8 all'11 novembre
Per dettagli, informazioni, programma completo degli eventi e prevendite biglietti: www.energiemultimediali.it | www.ticketone.it

