Già da qualche anno, «Estate» non significa soltanto sole, mare e abbronzatura: sono sempre di più, infatti, le kermesse organizzate e promosse in tutta Italia per trascorrere le vacanze all'insegna sì del divertimento ma anche della cultura. Una di queste, il Traffic - Torino Free Festival, si prepara a lanciare la sua quarta edizione, in programma dal 10 al 14 luglio, forte dell'incredibile successo di quelle precedenti (nel 2007 ha fatto registrare la quota record di 200mila partecipanti). Resta invariata la formula, con 5 giorni di appuntamenti completamente gratuiti strutturati su 5 livelli - Main Stage al Parco della Pellerina, teatro di tutti i concerti principali; Traffic Village ai Giardini Reali, meeting point sonoro in orario da aperitivo; Traffic by Night ai Murazzi del Po, avvolgente afterhour per tutti gli amanti del clubbing; Traffic Cinema al Museo Nazionale del Cinema, rassegna di pellicole tematiche dal forte impatto emotivo; Traffic Art, articolato in una serie di mostre allestite nelle Gallerie principali della città -, e si arricchisce di nomi prestigiosi il parterre degli ospiti: Lou Reed, Franco Battiato, Arctic Monkeys, Daft Punk, Subsonica, Ivan Segreto, Meg e Daniele Sepe sono, infatti, soltanto alcuni tra i protagonisti degli eventi in cartellone.
E per capire meglio qual è il concept alla bassa di Traffic abbiamo fatto quattro chiacchiere con Fabrizio Gargarone, direttore artistico del Torino Free Festival insieme con Max Casacci, Cosimo Ammendolia e Alberto Campo...
D: Mentre le major discografiche continuano a demonizzare internet e il peer2peer come causa di tutti i loro mali, l'accoglienza riservata in questi anni a iniziative come Traffic dimostra che il pubblico ha ancora voglia - al di là del download più o meno legale - di "musica vera". Non sarebbe più utile, allora, concentrarsi su eventi come questo per rilanciare il mercato?
R: Effettivamente, per quanto riguarda il mercato, la sensazione è che si sia rotto il patto tra i consumatori e la qualità dei prodotti in commercio. Anche in passato circolavano le famigerate 'cassettine' registrate, eppure si vendevano molti più dischi. Io penso che, ancor più che sul dualismo concerti live vs mp3, sia soprattutto sull'alternativa gratis vs a pagamento che si gioca oggi la questione: un artista che si esibisce gratis in una piazza richiama decine di migliaia di persone, quando si esibisce in un teatro o in un palazzetto ne richiama al massimo qualche migliaio. E' per questo che vanno incentivate la diffusione e la fruizione della musica e dell'arte in generale senza dover pagare un prezzo di accesso, ed è per questo che Traffic si muove esattamente verso tale direzione...
D: Come si sviluppa, allora, l'organizzazione di un Festival gratuito? Quali sono le sue componenti di 'rischio', e in base a cosa - non esistendo un numero preciso di biglietti venduti - lo si può definire un "successo"?
R: Traffic nasce fondamentalmente da una scommessa: quella di estendere il concetto di "evento gratuito" ad iniziative non necessariamente nazionalpopolari, puntando in primo luogo su una serie di proposte alternative al mainstream commerciale. Questo mette in moto un meccanismo di ricerca di artisti di rilievo - già noti o emergenti - in linea con tali requisiti: lo scorso anno abbiamo scoperto e lanciato i Gogol Bordello, quest'anno siamo riusciti ad avere addirittura Lou Reed... Certo, all'inizio alcuni possono mostrarsi diffidenti, essendo abituati a manifestazioni con esibizioni molto brevi e gettoni di presenza molto alti, ma nel momento in cui viene chiarita loro nel dettaglio la bontà dell'iniziativa, generalmente l'adesione è totale ed entusiasta. Per quanto riguarda la definizione di "successo", lo si può quantificare sia nel numero delle persone che partecipano fisicamente ai vari appuntamenti, sia all'interesse che tali appuntamenti suscitano presso la stampa e i media: chiaramente, più se ne parla e più si crea interesse e partecipazione...
D: Traffic non è solo musica ma anche cinema e arte. Credi che questa soluzione 'multipiattaforma' gratuita possa essere un buon viatico per risvegliare dal torpore il clima culturale complessivo del nostro Paese?
R: Certamente. A dimostrazione di questo, per i visitatori che provengono da fuori Torino metteremo a disposizione 1500 Free Card valide per utilizzare gratuitamente per 3 giorni - 12, 13 e 14 luglio - i mezzi pubblici e per entrare sempre gratuitamente in alcuni tra i musei principali. Lo scorso anno, la risposta del pubblico a questo genere di iniziativa è stata davvero confortante: quasi tutti coloro che ne disponevano passavano ben volentieri da un concerto a una mostra e viceversa. Ancora una volta, credo che l'elemento della gratuità sia fondamentale: oggi entrare a una qualsiasi rassegna culturale costa troppo, e molta gente deve fare tragicamente i conti con ben altro genere di priorità ...
D: Un'ultima domanda: Torino, come dimostra anche Traffic, è una città in continuo fermento musicale, e moltissimi artisti di punta della scena italiana, indipendentemente dal genere, sono torinesi. Qual è - detto in parole povere - "il vostro segreto"?
R: Beh, penso innanzitutto che gli artisti torinesi che hanno raggiunto la popolarità in tutta Italia (ma anche all'estero) abbiano mantenuto un forte attaccamento alla città , e questo è importante perché non sono soltanto un modello in senso assoluto, ma sono un modello che rimane fisicamente 'a portata di mano' e con cui puoi confrontarti quotidianamente. Inoltre, esiste un legame molto saldo tra tutte le realtà musicali di Torino, anche quelle più esasperatamente diverse tra loro, dagli Africa Unite agli ex Eiffel 65, dai Subsonica ai Righeira e ai Fratelli Sberlicchio, che sostiene e foraggia una continua evoluzione e una continua voglia di sperimentazione. Non da ultimo, si tratta di artisti che oltre alla carriera strettamente musicale veicolano anche un messaggio e un'opinione politica, e questo dà sicuramente alla loro immagine un peso maggiore...
Per informazioni e programma completo: www.trafficfestival.com

