In principio, furono i racconti. Di 12 scrittori italiani. I migliori. Quei racconti fanno parte di Smemoranda 12 mesi 2010, l'unica agenda letteraria, per chi magari non va più a scuola, ma ha ancora tanto da scrivere, ricordare e leggere...
Visto che gli scrittori Smemo li avevamo tutti a nostra disposizione, abbiamo approfittato di loro! Ma per stavolta, ci siamo limitati a una piccola intervista letteraria, indagando un po' i loro gusti e disgusti...
6 & 7- Gino & Michele, hanno scritto per la Smemo 12 mesi il racconto Perdersi
1. Il primo libro che hai letto
G: Le Tigri di Mompracem, di Emilio Salgari
M: Il Giornalino di Giamburrasca. Edizione originale (copertina verde) di Vamba. Sette anni. A otto ho iniziato con Salgari e Verne. Ma è stato a dieci anni che ho letto il mio primo libro proibito. Di nascosto divorai Il buio oltre la siepe di Harper Lee. Non mi cambiò la vita ma mi segnò l'infanzia.
2. Il libro che ti ha cambiato la vita
G: Fantozzi, di Paolo Villaggio
M: Lavorare stanca di Pavese. Ho capito da quella raccolta di poesie che la scrittura e la lettura possono lacerare. E molto più avanti ho provato sensazioni simili con Nell'intimità di Hanif Kureishi.
Professionalmente mi (ci) ha cambiato la vita Cuore perchè da una rilettura adulta di De Amicis è nata l'idea del nostro primo libro di satira: Rosso un Cuore in petto c'è fiorito.
3. Il libro che avresti voluto scrivere
G: La trilogia di Verne: I figli del capitano Grant, Ventimila leghe sotto i mari, L'isola misteriosa
M: I promessi sposi (e non sto scherzando). Massacrati dagli obblighi scolastici.
4. Il libro che non avresti voluto scrivere
G: Tutto Dan Brown, ma l'ultimo in particolare, Il simbolo perduto, è al di là dell'immaginabile.
M: I promessi sposi (e non sto scherzando). Sapendo che sarebbero stati massacrati dagli obblighi scolastici.
5. Il libro che non hai finito di leggere
G: Ulisse, di Joyce. Iniziato 4 volte, 4 volte al tappeto prima del limite. Knock out tecnico per abbandono.
M: Nessuno. Finisco sempre i libri, per una strana etica che mi obbliga comunque a rispettare chi li ha scritti. Per fortuna quelli che non mi prendono me li dimentico subito.
6. Il momento della giornata in cui preferisci farlo (scrivere!)
G: Mattina presto, metà pomeriggio col primo buio.
M: Meglio di notte, tra le dieci e la una. Ma quando parto a scrivere sciolto non esiste più orario. Correggo "a freddo", di giorno e quasi sempre con una assistente.
7. Il posto più strano dove l'hai fatto (scrivere!)
G: Sulla scrivania di Michele.
M: Un racconto in nave. Passaggio ponte tra Napoli e Stromboli.
8. Il libro che ti ha fatto più ridere
G: Il bastardo primordiale, di Tom Sharpe.
M: Bar sport, il primo di Benni. E Fantozzi, il primo di Villaggio. Sono irrefrenabili come certi film di Woody Allen.
9. Il libro che ti ha fatto piangere
G: Trilogia della città di K, di Agota Kristoff.
M: Già detto alla risposta 2. E comunque si va al cinema per emozionarsi all'80% e al 20 per pensare. Si va a teatro per emozionarsi al 20% e all'80 per pensare. Si legge per emozionarsi all'80% e all'80% per pensare . E a culo la matematica che con l'anima c'entra poco.
10. Il romanzo che renderesti obbligatorio nelle scuole, al posto dei Promessi Sposi
G: Il Gattopardo, di Tomasi di Lampedusa
M: Innanzi tutto proverei a fare amare i Promessi sposi, che trovo sublimi. Per quanto riguarda il resto, penso a due romanzi di mia (pseudo) formazione: La storia della Morante e Cent'anni di solitudine. Ma il romanzo che renderei obbligatorio oggi è Eureka street dell'irlandese Robert McLiam Wilson. E mi fermerei un mese solo sul capitolo undici, uno dei più belli di letteratura contemporanea.
11. Ma i film tratti dai libri vengono tutti male?
G: Non tutti male: proprio il Gattopardo di Visconti è bellissimo. Di recente ho visto Lezioni d'amore, tratto da L'animale morente di Roth. Come il libro, ma con in più Penelope Cruz.
M: Spero di no. Però a volte è vero.
12. Il libro che hai sul comodino
G: L'urlo del cane, di Don Winslow (quello dell'Inverno di Frankie Machine).
M: Due libri in parallelo. Uno è Storia degli Stati Uniti (Laterza), di Oliviero Bergamini. Un saggio agile ma attendibile di storia ufficiale. L'altro è Storia del popolo americano (Il Saggiatore), scritto dallo studioso radical statunitense Howard Zinn. Ripercorre la storia del Nord America dalla parte dei vinti. Leggerli insieme è più divertente...

