70 città, più di 400 adesioni tra associazioni, botteghe, circoli Arci e di partito, gruppi di acquisto solidale: è il Clandestino day, una giornata di iniziative con e per i migranti, proposta il 25 settembre dal settimanale Carta.
Qui di seguito l'articolo pubblicato su Il manifesto giovedì 24.
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A vincere il premio per il “Clandestino Day” più creativo sono quelli di Matera: vogliono proiettare in piazza un comizio di Borghezio, organizzando una claque frenetica. I più formali sono quelli di Napoli che manderanno a sindaco, prefetto e ministro una lettera in cui dichiarano che se a chiedere il loro intervento saranno migranti senza documenti, ossia «clandestini», loro si daranno da fare lo stesso. I più spensierati [si fa per dire], quelli del Caffè Basaglia di Torino che, prima organizzano un torneo di calcio in cui i giocatori indosseranno le magliette Clandestino, poi andranno tutti a cena insieme.
I più complicati, in senso buono, sono quelli di Cosenza, associazioni e tutto il resto, che occuperanno una piazza piazzandovi, tra altre cose, il «bio-etno-orto». I più sfacciati quelli di Venosa, in Basilicata: hanno fatto un manifesto, con il patrocinio del comune e un grande «logo» del Clandestino Day in cui figura un migrante tutto nero, ritratto di spalle, che sul retro della maglietta mostra questa scritta: «Maroni, kiss my ass» [non traduco per pudore].
I più devoti, a modo loro, quelli di Termoli, in Molise, che la maglietta se la sono fatta da sé: dice «io ospito un clandestino» e si ispira al famoso striscione che Antonio Di Lalla, parroco, espose sul balcone della sua canonica a Bonefro. I più cinefili sono quelli che in un sacco di posti hanno organizzato la proiezione di film: il più gettonato è Come un uomo sulla terra, il primo a rivelare le «terrificanti condizioni» [parole dell’Alto Commissario Onu per i rifugiati, Guterres] in cui migranti e profughi si trovano nei lager libici.
E poi: su Radio Sherwood il progetto Melting Pot Europa farà due dirette, il mattino e il pomeriggio di venerdì. In decine di piazze, come a Vicenza a cura del Presidio No Dal Molin, si faranno banchetti e gazebo informativi su cosa significa davvero il «pacchetto sicurezza» e il «reato di clandestinità». In molti altri posti si andrà nei luoghi dell’esclusione, nei ghetti del «clandestini». Più o meno dappertutto si diffonderanno gli oggetti simbolo della giornata: magliette e spillette, felpe e bandiere, ecc.
Ai grandi media e ai brunivespa, ai politici in genere di quel che accade alle frontiere [ad Ancona, Venezia e Lampedusa] o subito al di là [nel mare di Sicilia o sotto i Tir dalla Grecia], di cosa sono i centri di detenzione, di come davvero vivano le persone migranti in questo paese non interessa gran che: usano questa decisiva questione del nostro futuro come una pallina nel ping pong della propaganda.
Per il programma completo basta ciccare su: http://clandestino.carta.org

