Nel racconto l'autore rivela solo la punta dell’iceberg del mondo che vuole rappresentare, lasciando al lettore il piacere di immaginare. È quanto accade nei dodici inediti della nuova SMEMO 12MESI 2011. Una raccolta corale di storie a tema libero, alcune autobiografiche, altre di fantasia, con un unico punto in comune: la brevità della forma letteraria. A firmarli, oltre ai direttori editoriali di Smemoranda Gino e Michele, alcuni dei più amati scrittori italiani: Silvia Ballestra, Enrico Brizzi, Cristiano Cavina, Rossana Campo, Piero Colaprico, Sandrone Dazieri, Raul Montanari, Michela Murgia, Aldo Nove, Tiziano Scarpa. E, per la prima volta su Smemo, la regina delle blogger Elasti, premiata per il suo www.nonsolomamma.com con il Blog Award 2007, autrice della rubrica Appunti e divagazioni di una (non solo) mamma del settimanale D di Repubblica.
E così, in qualche ora di lettura, trovano spazio un'amara riflessione sulla perdita dell'innocenza, una fervida lettera d'amore, un elogio della poesia, una cena romantica, un breviario sulla simmetria della coppia, le rocambolesche retate (ma innocue, è pur sempre una parodia!) di un surreale carabiniere leghista...
Rossana Campo, ad esempio, racconta le comiche disavventure di una moderna Emma Bovary alle prese con Leone, sgrammaticato amante della “sotomissione†incontrato in chat, che la manda “fuori di brocca†e le fa esclamare: “Sto facendo una cosa proibita! Ma anche una mezza stronzata, mi saâ€.
Cristiano Cavina ricorda quell’inverno dell’’81, quando aveva sette anni e “alcune certezze incrollabiliâ€: “Che non si poteva giocare a calcio in piazza Sasdelli, perché i vigili requisivano i palloni, e che le urla che sentivo per strada la notte, dal mio letto, probabilmente non erano i fantasmi ma i Fumogeni che giocavano a guardie e ladriâ€. E di come queste certezze cominciarono a scricchiolare grazie alla coraggiosa impresa grande Piter Tozzi, eroe sotto i dieci anni che sfidò l'impossibile: “scendere con il suo bob per tutta la pista di Pagnano, dalla cima del monte fino alla stradaâ€.
Il Premio Strega Tiziano Scarpa si cimenta addirittura in una sorta di manifesto poetico sul “ruolo dello scrittore nella società , l’ambiguo e travagliato rapporto dell’artista con i media†raccontando di come si è preso lo scolo, perché gli scrittori – maledetto il popolo che ha bisogno di eroi, e la crisi è la nostra maledizione - hanno il dovere di narrare la vita così com'è, senza paura di sputtanarsi.
Le storie, i ricordi, le visioni dei dodici grandi scrittori sono poste in appendice, come una nicchia sicura in cui rifugiarsi per riflettere o, semplicemente, per godere del conforto che solo un buon racconto sa regalare.

