"Il progetto âMusicomediansâ è teso alla riscoperta del metodo e dello spirito che animava i cabaret delle origini (e che riproponeva a sua volta in chiave allora moderna â e non so dire quanto volutamente o inconsciamente - lâatmosfera che si respirava nei caffè dâinizio secolo) allo scopo di salvaguardarne la memoria e, nel medesimo tempo, riproporne e riaffermarne lâattualitĂ . Il cabaret era un luogo (e non è, come il nostro abituale linguaggio sottintende, un âgenereâ) dove la canzone e il monologo convivevano pariteticamente sullo stesso palco secondo dinamiche, sia espressive che di ascolto, molto precise: un legame tra le due forme che ha contraddistinto unâepoca. (...) Parole e musica, parole in musica, la musica come sottolineatura delle parole, le parole che diventano canzoni⌠Il tentativo è quello di ritrovare e valorizzare la dimensione ânarranteâ che ha sempre caratterizzato da un lato il âcantautoreâ e dallâaltro lo âstand up comedianâ, ricreando quel connubio particolare di canzoni e monologhi capace di generare un contesto di comunicazione emozionale oggi sempre piĂš usato anche nei âreadingâ letterari."
CosĂŹ Flavio Oreglio descrive il progetto Musicomedians. Noi riassumiamo: cabaret e teatro-canzone di alto livello. Che non significa che non faccia ridere. Anzi.
Dal 21 al 24 ottobre, Musicomedians porta al Teatro della Cooperativa di Milano lo spettacolo Il moscone nel whisky andò a cader.
Il moscone nel whisky andò a cader è un happening libertario che mette in scena â attraverso le performance degli artisti del cenacolo - in modo satirico e poetico gli aspetti grotteschi della vita quotidiana narrando le vicend e di un viaggio che non è un viaggio, attraverso una cittĂ che non è una cittĂ . Ă il resoconto di un bighellonare sfacciato e caustico per le vie di una metropoli che potrebbe anche essere Milano, purchĂŠ vista come simbolo del mondo.
PerchĂŠ tutto il mondo è paese e lâuomo è lo stesso dappertutto.
Il moscone scruta, non visto, la realtĂ ed emette la sua sentenza, condivisibile o meno. E cosĂŹ, attraverso la metafora dei suoi occhi, tra passioni e sentimenti, tra situazioni paradossali e narrazioni irriverenti, si vive in diretta lâapocalisse dellâoggi e la sconfortante vicenda dellâuomo che ha smarrito la sua vera essenza.
Info e prenotazioni: 02 64749997
e-mail: info@teatrodellacooperativa.it

