Noi dei cinesi non sappiamo proprio nulla. Eppure sono qui, con noi.
Vivo a Milano e prendo con diffidenza la Coca Cola nel bar "da Romeo", gestito da cinesi, gli unici aperti fino a notte tarda; compro i vestiti nelle loro boutique "Tutto a 9,90", poi non li metto perché li hanno tutti (tipico estremismo egualitario comunista?!) e tutti dicono che puzzano; mangio il cibo di "Specialità pizza-sushi-cinese" e non so neanche che l'involtino primavera lo hanno inventato per noi, da loro manco esiste; disdegno i loro parrucchieri, perché lo shampoo portato da casa e il liscio piastrato non mi convincono; insomma, li cerco solo per risparmiare su tutto… e alla fine risparmio anche sul giudizio su di loro. Però ho frequentato un corso di lingua cinese, scoperto che è musica e storia, e ridacchio divertita quando sento un cinese che parla milanese.
E mi chiedo come mai, i cinesi che vivono qui non riesco proprio ad associarli all'impegno politico e civile di quelli che lottano contro il mostruoso sistema di Mao (addirittura da qui abbiamo creduto, che Mao fosse cosa buona e giusta, da invocare in corteo e mettere sulla T-shirt, ignoranti); né al poeta Liu Xiaobo, a cui non è stato permesso di ritirare il Nobel per la Pace "per il suo impegno non violento a tutela dei diritti umani in Cina": é detenuto in un luogo segreto, accusato di “incitamento alla sovversione del potere dello stato”; non li associo mai ad Ai Weiwei, orgoglio artistico cinese, anche lui detenuto, anche lui per un certo periodo in un luogo segreto (hanno 'sta usanza) per presunta opposizione al regine (la stessa sorte sarebbe toccata a Po, l'eroe di Kung Fu Panda, se non fosse stato un cartone animato, ma si sono dovuti limitare a censurarlo in Cina perché "distorce le tradizioni"… e mi spiace per tutti quei bimbi cinesi, che non sanno che si sono persi!); non li associo ai film che tanto tanto mi sono piaciuti di Wong Kar-wai… Non li associo a nulla di tutto ciò, i cinesi che vedo qui non li associo mai a nulla di elevato, alla qualità , all'impegno. Li associo alle borse di plastica, alle scarpe dozzinali, al mancato rispetto per la loro dignità , alle leggende metropolitane sui loro funerali qui in città , al cibo che fa male… Mi sorprendo se vedo una loro manifestazione (addirittura ho scoperto che qui c'è una comunità cinese impegnata nella lotta per il Falun Dafa, un'antica pratica yoga cinese tuttora perseguitata con la tortura in Cina… perché la calma che infonde sarebbe contro il sistema cinese!). Purtroppo io li associo solo al lavoro forsennato, ai diritti rinnegati, alla scarsa qualità di vita, alla dittatura, a una cena a poco prezzo…
Poi succede che incappo in un film come Io sono Li e mi dico da sola: uh, che stronza ignorante che sei!
IO SONO LI
Un film di Andrea Segre. Con Zhao Tao, Rade Sherbedgia, Marco Paolini, Roberto Citran, Giuseppe Battiston
uscita venerdì 23 settembre 2011

