Se pensate anche voi, come me, che il cinema sia un’esperienza estrema, viva e forte, dovrete fare un salto al Trento Film Festival in programma fino all’otto maggio, per vedere il cinema del regista (ancora) più vivo e radicale in circolazione, Werner Herzog.
Il maestro tedesco ha presentato in prima nazionale sabato 30 aprile (dopo il festival di Toronto e quello di Berlino), “Cave of Forgotten Dreams” (“La grotta dei sogni dimenticati”), primo suo documentario in 3D. Filmato in gran parte all’interno della grotta Chauvet in Francia, dove solo a pochi esperti è concesso accedere, il film di Herzog svela le più antiche pitture mai rintracciate (si stima risalgano ad oltre 30mila anni fa).
Ho avuto il privilegio di vederlo in una delle proiezione piene zeppe di pubblico, e ne è valsa la pena. Il 3D usato per far penetrare lo spettatore dentro le grotte e non per semplice spettacolo più un finale sconvolgente: dei coccodrilli fatti nascere non molto lontano dalle grotte. Incredibile, in Francia hanno creato un allevamento sfruttando il raffreddamento delle acque non contaminate di una centrale nucleare. Per me sono due volte pazzi. Profonda la riflessione di Herzog sulla natura e sullo sconvolgimento portato dall’uomo in questi ultimi anni. Ancora una volta il geniale tedesco è con la natura.
Quasi sempre ospite al festival trentino con i suoi film, Herzog ha pure un film in concorso: “Happy People, a year in the Taiga”, documentario sulla vita in Siberia, firmato dal regista Dmitri Vasyukov, ma presentato, prodotto, scritto e narrato proprio dall’autore di ”Fitzcarraldo”. Sarà proiettato il 6 maggio.
Altri motivi per andare alla rassegna cinematografica dedicata alla montagna? La Finlandia, passata al setaccio non solo per quanto riguarda il cinema, ma anche per il meglio della letteratura di quel paese, tra i protagonisti di MontagnaLibri, la rassegna interna dedicata alla letteratura che compie venticinque anni. Altri protagonisti in questo settore presenti al festival: Enrico Brizzi, Neri Marcorè, Mauro Corona, Luca Mercalli e poi miti della montagna quali Reinhold Messner, Leo Houlding e Simone Moro in quattro serate-evento durante le quali narreranno di alcune mitiche imprese.
E poi l’ecologia, la difesa del territorio, grazie a “Rivers of ice: vanishing glaciers of Himalaya”, mostra di denuncia sul drammatico ritiro dei ghiacciai di David Breashears. Foto gigantesche dei più bei ghiacciai del mondo, scattate un centinaio di anni fa e oggi. Si vede nettamente il ritirarsi dei ghiacciai, determinanti per i cambiamenti climatici che già vediamo oggi. Sconvolgente.
Questo è solo un piccolo assaggio del gigantesco programma dell’edizione numero 59 del festival trentino.
Per altre informazioni, vi rimando all’ottimo sito della rassegna: http://www.trentofestival.it/

