Il testo dell'articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »
UNA STORIA NELLA STORIA
di Giovanna Donini
Pierre aveva freddo. Non si era mai abituato, mai arreso, a quel freddo. Aveva le ossa spezzate dal legno marcio, dai passi a vuoto. Aveva l'odore della morte addosso.
Aveva le mani distrutte. Il cuore spezzato. Ma non si era ancora arreso.
Pierre continuava a sognare.
Il profumo del mare.
Il calore umano.
Il suo uomo lontano.
L'ultima volta mano nella mano.
Pierre continuava a sognare.
Fingeva pazzia.
Conservava una poesia.
Usava la fantasia.
La fantasia.
La fantasia.
Che dopo un po' finiva.
Quella mattina il comandante nazista annunciò un'esecuzione pubblica.
Pierre, come tutti gli altri, era costretto a guardare. A tenere gli occhi aperti.
Per non impazzire faceva finta che non fosse vero.
Ma la pazzia non si frega da sola.
Un uomo venne portato fuori e Pierre lo riconobbe: era il suo amante diciottenne di Mulhouse.
L'urlo nel cuore.
Il silenzio dell'orrore.
Le guardie del campo lo spogliarono degli abiti e posero un secchio metallico sopra la sua testa, quindi gli aizzarono contro i cani lupo addestrati che lo sbranarono fino ad ucciderlo.
Pierre chiuse gli occhi.
"ti porto via con me,
ti salvo io,
tu non sei lì...
tu sei con me tra le mie braccia,
amato, desiderato, per sempre...".
Gli omosessuali nella Germania nazista e durante l'olocausto
Il movimento di liberazione omosessuale venne rapidamente eliminato con l'avvento al potere del partito nazista capeggiato da Adolf Hitler.
L'ideologia nazista reputò l'omosessualità incompatibile con i propri ideali considerando che le relazioni sessuali dovessero:
« [...] essere finalizzate al processo riproduttivo, essendo loro scopo la conservazione ed il prosieguo dell'esistenza del Volk [popolo], piuttosto che la realizzazione del piacere dell'individuo. »
Migliaia di gay vennero sottoposti alla sterilizzazione forzata in seguito a sentenze pronunciate dai tribunali nazisti. Alcuni dei perseguitati da queste leggi non si identificarono mai come omosessuali e vennero semplicemente arrestati, imprigionati o castrati. Alcune di queste "leggi contro l'omosessualitĂ " continuarono ad essere presenti nell'ordinamento giuridico occidentale fino agli anni '60 e '70 e per questo molti uomini e donne ebbero paura di rivelare la loro condizione sessuale fino a quando queste "leggi" vennero abrogate.
Il numero di persone omosessuali uccise nei campi di concentramento durante l'Olocausto varia in maniera tra le 10.000 e le 600.000; la ragione di queste ampie variazioni risiede nella diverso conteggio delle persone esclusivamente omosessuali o anche appartenenti ad altri gruppi sterminati dai nazisti (ebrei, rom, dissidenti politici). Inoltre spesso i documenti relativi alle cause di internamento non vennero compilati, oppure scomparvero dopo la guerra.
Il racconto di un omosessuale sopravvissuto all'Olocauso, l'alsaziano Pierre Seel, fornisce dettagli sulla vita durante il periodo nazista. Nel suo racconto egli narra la propria appartenenza alla comunità gay della città di Mulhouse. Quando i nazisti assunsero il potere il suo nome apparve in una lista di omosessuali locali che ricevettero l'ordine di presentarsi presso la stazione di polizia. Seel obbedì all'ordine per evitare ripercussioni ai propri familiari. All'arrivo alla stazione di polizia egli, insieme ad altri gay, venne picchiato; ad alcuni, che cercarono di resistere, vennero strappate le unghie dagli uomini delle SS. Altri ancora vennero sodomizzati con bastoni spezzati che causarono lesioni ed emorragie intestinali.
Dopo il suo arresto, Seel venne inviato nel campo di concentramento di Schirmeck. Qui Seel racconta che durante un appello mattutino il comandante del campo annunciò un'esecuzione pubblica. Un uomo venne portato fuori e Seel lo riconobbe: era il suo amante diciottenne di Mulhouse. Seel prosegue raccontando che le guardie del campo lo spogliarono degli abiti e che posero un secchio metallico sopra la sua testa, quindi gli aizzarono contro i cani lupo addestrati che lo sbranarono fino ad ucciderlo.
da wikipedia.it

