Non sappiamo nulla. Credo dovremmo partire sempre da questo presupposto, soprattutto quando ci inondano d'informazioni che si confondono poi alle opinioni e si mescolano ai giudizi.
Non sappiamo nulla. Non sappiamo mai, quando leggiamo una notizia quali sono i colpevoli, quanti sono, e soprattutto non sappiamo noi che leggiamo cosa avremmo fatto. E soprattutto noi, fruitori e basta, non sappiamo mai bene cosa va fatto nella vita reale, quella della tragedia, tantomeno in un ruolo specifico come quello di un comandante di una nave per esempio. Ognuno di noi ha la propria morale, le proprie regole, segue la propria rotta e infila dentro ogni notizia che legge questo suo bagaglio personale… è umano e stimolante che sia così. Sacrosanto, che mentre leggiamo ci creiamo delle nostre personalissime idee, è il fondamento del senso critico… è utile anche condividerle con la propria cerchia di amici se ne hai voglia e bisogno e se sei in un salotto o al bar… ma diamine: trovo che sia veramente schifoso e irrispettoso per te e soprattutto per le vittime, se chi ti dà la notizia continui a fomentare e a imbeccare le tue reazioni di pancia piuttosto che quelle di testa. A quel punto non ci stanno informando, ma ci stanno solo e soltanto FREGANDO.
Sì, perché ci sono delle cose che soprattutto in rete fanno audience che generalmente, semplificando, sono: cani, gatti, il sesso, la morte, e la possibilità di scaricare le proprie frustrazioni e aggressività avvalendosi anche dell'anonimato… Allora se un portale di un noto Tg ti propone un sondaggio dove chiede secondo te chi è il colpevole, lascia perdere. Se sulla tua home di Facebook spuntano come funghi amici che propongono la pubblica impiccagione per il colpevole, lascia perdere. Se hai visto almeno 4 talk show che parlano della stessa tragedia, allora il 5° forse puoi anche perdertelo.
Perché a quel punto non ti arriva più nessuna informazione, è tutto confuso troppo velocemente, e fai la fine di un topo da laboratorio. E ora che le notizie viaggiano così straveloci, ti arrivano sull'iPhone mentre corri, sull'iPad mentre sei in bagno, sul computer in ufficio, in tele mentre mangi, in radio mentre guidi (tutto nell'arco di 1 ora), allora non sai veramente NULLA.
E oggi più di ieri dovremmo imparare a stare zitti almeno per un giorno, altrimenti facciamo casino.

