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L'Era Glaciale 4 - Recensione

di Michele R. Serra
| News | Cinema e Tv | Da vedere | 0 commenti

Non fatelo vedere ai vostri professori di storia, scienze o geologia!

Steve Martino e Mike Thurmeier

L'era glaciale 4: Continenti alla deriva

A volte le piccole cose sono quelle che fanno la differenza.

E infatti noi che andiamo al cinema, di tutti i personaggi che popolano la saga dell'Era Glaciale siamo affezionati soprattutto a un piccolo scoiattolo che ormai da tre film insegue inutilmente il suo oggetto del desiderio: una ghianda che mai riuscirà ad assaggiare. Adesso però siamo al quarto episodio, ed è giunto il momento per Scrat di essere promosso: da mascotte (tanto fantastica quanto) inutile a vero Motore della Storia. Lui e la sua ghianda, causa di tutto quello che vedremo nelle quasi due ore di L'era Glaciale 4: Continenti alla Deriva.


La tettonica a zolle non è un'opinione, e così dopo la glaciazione, il disgelo e i dinosauri, il mammut Manny e i suoi amici se la devono vedere con i terribili eventi naturali derivanti dalla formazione dei continenti.

Come dite? I continenti si sono formati ben prima che esitessero mammut e tigri dai denti a sciabola? Non importa: l'accuratezza storica non è certo quello che interessa ai produttori. L'importante è divertirsi.

A pensarci sopra un po', in realtà la storia de L'era Glaciale è incredibilmente triste: in fondo, i protagonisti della serie non sono altro che un mucchio di esseri gentili, che non vorrebbero far altro che stare tranquilli con la loro famiglia e i loro amici... ma sono destinati all'estinzione e lottano disperatamente contro la natura violenta, contro il mondo intero che vuole la loro morte. E cerca in continuazione di assiderarli, seppellirli, spiaccicarli.

Ah, come se non bastasse in questo quarto episodio ci sono pure dei cattivi veri, dei pirati. E il più cattivo di tutti, il capo dei pirati, è una scimmia. Come a dire: l'animale più vicino all'uomo. Non so se sia un caso. Ma non credo.

Non vorrei ripetermi, ma. Ogni significato secondo, ogni messaggio nascosto nel film - ovviamente roba positiva sui valori della famiglia e dell'amicizia eccetera - non è che sia così importante. L'importante è: gag e battute a getto continuo, appena inframezzate da altre gag, stavolta mute, con protagonista il piccolo Scrat. Sono i momenti più godibili di questo quarto episodio, e ricordano da vicino i cartoni del nonno, quelli che non parlavano ma facevano ridere lo stesso.

Vero, molto di quello che vedremo dentro L'Era Glaciale 4 l'abbiamo già visto da qualche parte. Ad esempio, la messa in scena di un tipico conflitto familiare - padre vs. figlia adolescente che in questo caso diventa mammutpadre vs. mammutfiglia adolescente, oppure il messaggio che si può stare bene insieme anche se si è diversi. Ma alla fine L'Era Glaciale 4 riesce a raccontare queste mezze banalità in modo tanto carino, che è francamente impossibile volergli male.

O magari appena un po'.

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