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Licia Troisi: fantasy, fumetti, stelle

di La redazione
| News | Libri e Fumetti | 0 commenti

Intervista all'autrice de Il fuoco di Acrab

Licia Troisi

Il fuoco di Acrab

Mondadori

Acrab è il nome di una stella della costellazione dello Scorpione. Ma anche quello di uno dei personaggi fondamentali della Saga del Dominio, l'ultima uscita dalla penna - ok, più probabilmente è un documento Word perché siamo nel 2017, ma pazienza - di Licia Troisi.

Licia è un'amica di Smemo, questo lo sapete. E sapete anche che è una grande autrice fantasy. Sicuramente l'unica autrice italiana di questo genere letterario capace di vendere più di 4 milioni di copie dei suoi libri, dalle Cronache del Mondo Emerso in poi. Il fuoco di Acrab è il suo ultimo libro, da pochi giorni in tutte le librerie. Una buona occasione per fare due chiacchiere con lei su eroine fantasy, scienza e fumetti. L'intervista è spoiler free.

Visto che non possiamo parlare troppo del libro, parliamo di come hai fatto a scriverlo. Di base sei una scrittrice istintiva o una pianificatrice?
Sono una persona molto ansiosa, per cui quando comincio a scrivere un libro cerco di sapere più cose possibile. Quando comincio una saga cerco di avere un piano dell’opera, qualcosa di generale. E poi quando inizio a scrivere un singolo libro faccio un sacco di schemi, per capire cosa devo scrivere ogni giorno, cosa ci deve essere in ogni capitolo.N on mi lascio trasportare, devo sapere prima. Poi magari ci sono dei momenti in cui mi lascio andare, ma di solito quello succede più che altro all’inizio… diciamo che cerco di spostare il problema a monte, di risolverlo prima di cominciare la stesura vera e propria.

Ti piace l'etichetta di "autrice di grandi eroine fantasy"?
Mah, il fatto è che i miei personaggi sono sempre usciti naturalmente, non è che mi sono messa a pensare: “nel fantasy mancano forti personaggi femminili, e quindi ne inventerò qualcuno io.” No, per me era normale raccontare personaggi del genere, perché assomigliavano alle donne che avevo intorno in qualche modo. Addirittura Nihal [protagonista delle Cronache del Mondo Emerso, ndr] aveva preso molti spunti dalla mia adolescenza, quindi lì è stato molto semplice…

Un paio d'anni fa hai scritto il tuo primo libro scientifico, intitolato Dove fa a finire il cielo. Prevedi di scrivere altri libri non-fantasy?
Io ho sempre fatto divulgazione, ho iniziato quando andavo all’università, sono astrofisica di formazione. Mi piaceva l’idea di mettere insieme la mia parte narrativa e la mia parte scientifica, e mi è piaciuto il risultato. Tanto che vorrei replicare, anche perché il feedback dal pubblico del fantasy è stato molto positivo.
Il problema fondamentale è stato all’inizio, trovare la voce giusta. Io ero abituata alla narrativa, e ho faticato a trovare il modo giusto di mettere quelle cose per iscritto, perché io ero abituata a parlare di scienza a voce. Poi però, dopo aver riscritto il primo capitolo un paio di volte, è filato tutto liscio.  Non è stato un libro più o meno difficile da scrivere, solo diverso: più documentato, perché non raccontavo il mio mondo fantasy in cui posso decidere qualsiasi cosa, questo era il mondo vero... In ogni caso si trattava di cose che per la maggior parte avevo studiato all’università, quindi non è stato complicato.

Tornando al fantasy, come giudichi lo stato di salute di questo genere? A noi sembra buono...
Medio. Secondo me abbiamo superato il momento di picco che è stato intorno ai primi Duemila, e ci siamo un po’ attestati su un livello medio. Certo, Il trono di spade è un successo televisivo enorme, ma dal punto di vista strettamente letterario non ci sono grandi fenomeni fantasy... in questo periodo vedo magari grande fantascienza, quello sì. Vedi Hunger Games, o cose del genere. Il fantasy oggi è un genere di successo, ma non ha la forza di un grande fenomeno di costume, come è stato qualche anno fa.
In fondo succede a tutti i generi letterari. Pensa a quando in Italia c’è stato il boom del noir, o del giallo. Non è che poi sia scomparso, dopo questa “età dell’oro”. Oggi esiste ancora come genere, ma non è, diciamo, più il momento in cui si presenta al pubblico e tutti quanti lo leggono perché è qualcosa di mai visto prima… Semplicemente il fantasy ha passato una delle sue fasi di picco e adesso si attesta su una fase di “normalità”.

Al di fuori del recinto fantasy, dici spesso che uno dei tuoi scrittori preferiti è Umberto Eco.
Il mio libro preferito è Il nome della rosa, sì, e credo che mi abbia influenzato più di ogni altro. Poi io leggo tanto fumetto, soprattutto giapponese. Ad esempio Berserk di Kentaro Miura è un’opera che mi ha segnata molto, e credo si ritrovi qua e là in molte delle cose che scrivo.

Per saperne di più

www.liciatroisi.it

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