Ammettiamolo: questo 2007 non è stata propriamente un'annata doc per quanto riguarda le pellicole transitate nelle nostre sale. «C'è grossa crisi», come direbbe qualcuno, e non è una crisi dovuta alla mancanza di fondi quanto, inequivocabilmente, alla mancanza di idee. Che allontana il pubblico dai cinema invogliandolo a scaricarsi un film gratis piuttosto che spendere 7 euro e 50 per un'ora e mezza di noia, luoghi comuni ed effetti speciali fini a se stessi.
Chi e cosa si salverà da questa interminabile picchiata ce lo rivelerà tra qualche mese la Notte Degli Oscar. Nel frattempo, noi iniziamo ad eleggere i nostri film preferiti - ma anche no... - attraverso il più collaudato - ma anche no! - dei bilanci di fine anno...
Miglior investimento dei soldi del biglietto:
LE VITE DEGLI ALTRI, di Florian Henckel von Donnersmarck, con Ulrich Muhe
Il più bel film dell'anno. E va bene che «non ci voleva molto», ma "Le Vite Degli Altri" - più che legittimamente premiato con un Oscar come Miglior Film Straniero - ha veramente tutto quello che serve per impartire una lezione di cinema ai blasonati "autori" (o presunti tali) italiani e americani. Soggetto interessantissimo, sceneggiatura solidissima, recitazione ineccepibile, tensione costantemente sul filo del rasoio, drammaticità dirompente e un finale da applausi. Non c'è davvero niente che non funzioni. Chi non lo ha visto, lo veda. Chi lo ha visto, lo riveda...
Miglior dormita con la sala piena:
BORAT, di Larry Charles con Sacha Baron Cohen
Tra tutte le delusioni dell'anno, questa è stata una delle più scottanti (ma gli incassi la pensano diversamente). Per nulla pungente, a tratti quasi da film dei Vanzina o Neri Parenti - con Sacha Baron Cohen nella parte di Massimo Boldi -, si risolve in un paio di gag più o meno riuscite e in tanta, tantissima noia, tra scene triviali e grottesche e i soliti "finti attacchi al sistema" che più scardinare riveriscono. Peccato, perché il concept di partenza era bizzarro, curioso e lasciava sperare in ben altro genere di risultati. Botteghini a parte, appunto...
Miglior dormita con la sala vuota:
THE DARWIN AWARDS, di Finn Taylor con Joseph Fiennes
Concept geniale - celebrare i suicidi più assurdi come viatico supremo per il miglioramento della società -, cast stellare - Joseph Fiennes, Wynona Rider, David Arquette - e film inesistente. Una trilogia di ingredienti a cui Hollywood ci ha tristemente abituato nel corso degli anni, e che in "The Darwin Awards" raggiunge una delle sue miscele più micidiali (e perfette). 76mila euro di incassi nell'unica settimana in cui è rimasto in proiezione la dicono sufficientemente lunga su come la gente se ne fosse accorta ancora prima di mettere piede in sala...
Miglior fantasma da rievocare in dvd:
CONFETTI, di Debbie Isitt con Martin Freeman
Transitato nelle sale nel disinteresse generale - sia del pubblico che dei media -, è invece una commedia grottesca non priva di spunti di acume e ironia. Tre coppie di promessi sposi si affrontano in una sorta di concorso/'reality show' indetto da una rivista di moda: in palio c'è il classico "matrimonio da sogno", ma a patto che sia il più originale possibile. Forse è un po' troppo calcato l'elemento camp, ma quantomeno il tentativo di svecchiare gli stereotipi delle storie d'amore c'è ed è portato avanti con un certo gusto visionario...
Miglior attore inesistente più espressivo di Monica Bellucci:
IL GATTO CON GLI STIVALI per "Shrek Terzo" di Chris Miller e Raman Hui
Decisamente meno invasivo di Ciuchino, ed ancor più decisamente più espressivo della nostra meno espressiva attrice di tutti i tempi (ora che Nicoletta Braschi ha molto ridotto la sua presenza sullo schermo). Dotato dello sguardo al tempo stesso più magnetico e più stucchevole - in senso buono - del mondo dell'animazione, è il vero "vincitore morale" dell'episodio conclusivo della trilogia di "Shrek", sotto molti aspetti inferiore al precedente tranne che nella caratterizzazione del carismatico felino...
Miglior «bonazza che sa anche recitare»:
CHARLIZE THERON per "Nella Valle di Elah", di Paul Haggis con Tommy Lee Jones
Ha già vinto un Oscar - per "Monster" -, quindi è evidente che non siamo gli unici a stimarla anche come attrice oltre che come... beh, ci siamo capiti: come bonazza! Ma Charlize brava lo è davvero, ed è lodevole che accetti di interpretare più spesso ruoli drammatici, complessi e 'struccati'. In "Nella Valle di Elah" riesce a tenere testa ad un Tommy Lee Jones ispiratissimo senza accusare né cedimenti né timori reverenziali di sorta. Con 6 film in uscita e/o in produzione nei prossimi mesi, c'è di che cominciare a prenotare i biglietti...
Premio «Pedro Almodovar della Garbatella» alla carriera:
FERZAN OZPETEK per "Saturno Contro", con Stefano Accorsi e Ambra Angiolini
Una telenovela interminabile (quella che in critichese viene sistematicamente definita «film corale») congegnata ad hoc per stanare i sentimenti più ancestrali dello spettatore e sopprimerli uno ad uno con la stessa efficacia una tortura cinese. Va bene: Ambra è tanto caruccia e tanto simpatica, lo hanno detto tutti e lo confermiamo anche noi. Ma non bisogna necessariamente scimmiottare ogni volta qualcun altro - con ben altro talento - per mettere in scena dei drammoni strappalacrima che colpiscano al cuore. Soprattutto quando poi non ci riescono...

