Arte, cine, teatro
15/01/2009
Da vedere: Valzer con Bashir
Ari Folman, regista israeliano, racconta in un film di animazione gli orrori della guerra. La nostra recensione.

di Michele Rumor

Valzer con Bashir
(Waltz With Bashir)
Regia: Ari Folman
Sceneggiatura: Ari Folman

Prima di parlare di Valzer con Bashir, bisogna raccontare una storia.

La storia in questione è quella di Ari Folman, che nel 1982 aveva vent'anni ed era un soldato israeliano. Ari ha combattuto nella guerra civile fra i vari gruppi etnici e religiosi del Libano, che coinvolse dal 1975 in poi anche israeliani e palestinesi, ovviamente su due versanti opposti del conflitto. Durante quella guerra, avvenne un terribile massacro all'interno dei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila, alla periferia di Beirut: le milizie cristiane uccisero centinaia – forse migliaia, non si è mai saputo – di profughi disarmati, come rappresaglia dopo che il loro leader politico era stato assassinato in un attentato ordito dalla parte araba. Quel leader era il presidente Bashir Gemayel. Furono i cristiani a uccidere i palestinesi, ma la strage fu resa possibile anche dall'esercito israeliano, che doveva vigilare sulla sicurezza dei campi e invece se ne disinteressò.

Oggi, ventisei anni dopo, Ari Folman non è più un soldato, ma un regista: ha deciso di raccontare quei giorni in un film a cartoni animati. Ma non è un'operazione semplice, perché Ari ha rimosso tutto ciò che è accaduto, l'ha sepolto nei meandri del suo inconscio, inaccettabile. Attraverso il film, racconta allo spettatore la difficile ricostruzione della memoria: incontrando i suoi vecchi commilitoni e altri testimoni di quel periodo, mette insieme i pezzi di quella terribile vicenda.

Negli ultimi anni il cinema d'animazione sembra diventato il mezzo migliore per raccontare storie autobiografiche difficili e drammatiche. È successo con Persepolis dell'iraniana Marjan Satrapj, e ora con questo Valzer con Bashir: un film toccante, duro e commovente allo stesso tempo. L'impatto estetico della pellicola è molto forte, grazie a una tecnica composita che unisce flash, 3d e animazione tradizionale in un mix che lo rende diverso da ciò che siamo abituati a vedere quando ci sediamo al cinema. La fluidità dell'animazione viene sacrificata a favore dell'espressività e dello stile, e attraverso questa coraggiosa scelta Folman riesce a raccontare il suo complesso percorso di ricordo e accettazione in modo straordinariamente efficace.

Valzer con Bashir racconta l'assurdità e l'orrore della guerra, che genera morte, ma anche drammi capace di inseguire un uomo per la sua intera esistenza. Il film esce in contemporanea con il nuovo attacco militare contro Gaza da parte dell'esercito israeliano.

A un quarto di secolo dalla strage di Sabra e Shatila, quelle terre e quei popoli martoriati purtroppo sanguinano ancora.

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