Arte, cine, teatro
24/07/2009
Da vedere (in DVD): la nostra recensione di Eagle Eye
Shia LaBeouf nel thriller tecnologico di D.J. Caruso

di Michele Rumor

Non si può certo negare che Eagle Eye sia una pellicola al passo con i tempi. Al momento della sua uscita, molti critici avevano soprannominato questo film Intrigo Internazionale 2.0, come fosse una specie di update del capostipite di tutti i thriller, girato da Alfred Hitchcock nel 1959. In effetti, il regista di Eagle Eye D.J. Caruso (non è uno scherzo, si chiama davvero così) sembra impegnato in un reboot dei classici hitchcockiani: l'aveva già fatto un paio d'anni fa con Disturbia, pesantemente ispirato a La finestra sul cortile, ci riprova ora con il perfetto thriller tecnologico degli anni Zero.

Qui non è il canovaccio a fare la differenza, ma lo svolgimento: se la struttura di base non brilla per originalità, con tanti piccoli tocchi di stile Caruso riesce a mettere insieme un paio d'ore di intrattenimento di buon livello, che non mancheranno di titillare gli appassionati del genere. Ecco qui gli ingredienti: Shia LaBeouf – già partner di Caruso nel succitato Disturbia, e ormai superstar affermata dopo i vari, altalenanti episodi di Transformers – viene portato in giro per il mondo, insieme alla bella Michelle Monaghan, telecomandato da una voce robotica che gli impartisce ordini. Fino al colpo di scena finale.

In mezzo, gli inevitabili inseguimenti, esplosioni e sparatorie che costituiscono inevitabile coté del genere. C'è da dire che, per una volta, è bello vedere effetti speciali fatti alla vecchia maniera: in un'epoca in cui gli effetti digitali sono il pane quotidiano del cinema hollywoodiano, Eagle Eye è pieno di veri stunt old school. Il punto debole del film? Forse il fatto che tutta la tensione accumulata nel corso della storia non trova il degno, gran finale. In più, il livello di sospensione dell'incredulità richiesto da parte dello spettatore è davvero piuttosto alto.

Ma se vi lasciate trasportare dall'ottovolante costruito dalla coppia Caruso/LaBeouf senza farvi troppe domande, vi godrete centoventi minuti di adrenalina tecnologica. Soddisfazione garantita.

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