Arte, cine, teatro
21/01/2010
Da vedere: Moon
Il cinema visto dalla Smemo. Recensioni di film, telefilm e microfilm

di Laura Giuntoli

Ecco un gran bel film di fantascienza che gli appassionati del genere non possono assolutamente perdere. Questo piccolo capolavoro del cinema indie britannico è l'opera prima di Duncan Jones, altrimenti detto Zowie Bowie, figlio del mitico David Bowie... a dimostrazione del fatto che la fantascienza è un chiodo fisso di famiglia (visti i trascorsi paterni "Space Oddity", "Starman" e la pellicola "L'uomo che cadde sulla Terra").

Veniamo al sodo: la trama è più che mai attuale, per non dire profetica. Crisi energetica sulla Terra? Niente paura, ci pensa la società Lunar ad estrarre dal lato oscuro della Luna, con una sorta di trattori spaziali, il prezioso minerale Elio 3, capace (veramente) di produrre l'energia pulita necessaria a coprire quasi in toto il fabbisogno dell'umanità. Sam Bell (Sam Rockwell), l'unico uomo che conduce l'operazione sulla base lunare, sta per concludere il suo contratto triennale e fare ritorno nella madre Terra . Dopo anni di isolamento - l'unico suo interlocutore è un robot parlante tuttofare di nome GERTY - la solitudine gioca a Sam brutti scherzi: strane allucinazioni, attacchi di panico, improvvisi svenimenti gli causeranno un incidente quasi fatale. È qui che inizia a dipanarsi la matassa delle sordide e terribili macchinazioni che si nascondono dietro la sua presenza sulla Luna, catapultando l'astronauta in un incubo che lo porterà a scontrarsi, letteralmente, con se stesso.

Anche se in Moon, come afferma lo stesso regista, le citazioni dei classici del genere fantascientifico si sprecano - Alien, 2001 Odissea nello spazio e Blade Runner - non vi aspettate troppi déjà vu. Tutti i tasselli narrativi si incastrano magistralmente e la pellicola ci spiazza proprio quando credevamo di aver già in mano la soluzione dell'enigma, ribaltando i cliché a cui i grandi film di genere ci avevano abituati. Il risultato è un mosaico delle inquietudini dell'uomo contemporaneo: lo Spazio metafora dei mondi inesplorati che stanno (fuori, sì, ma soprattutto) dentro di noi.

Come per ogni pellicola indie che si rispetti, i soldi investiti nella realizzazione di Moon sono veramente pochi (solo 5 milioni di dollari, una vera e propria miseria nel contesto delle case di produzione cinematografiche) e Zowie, oltre ad aver ridotto il cast all'osso - Sam Rockwell è l'unico attore in tutto il film - per ricreare il paesaggio lunare ha usato i classici modellini, piuttosto che la più costosa animazione digitale... riservandosi però il lusso di affidare ai designer del team di Alien la progettazione del Ranger, set in cui si svolge la maggior parte della pellicola.

Avete voglia di vedere questo film? Non ci riuscirete, o almeno dovrete sbattervi un bel pò, visto che in Italia la distribuzione di Moon lascia al quanto a desiderare. Non vi resta che setacciare i cinema d'essai o sperare che una multisala, miracolosamente illuminata dal fuoco della settima arte, decida di proiettarlo. In fondo non chiedete mica la luna!

Moon
Di: Duncan Jones
Sceneggiatura: Nathan Parker
Con: Sam Rockwell, Kevin Spacey, Malcolm Stewart, Dominique McElligott, Kaya Scodelario, Benedict Wong, Matt Berry, Robin Chalk

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