Robert Pattinson ha 25 anni ma già una carriera cinematografica di tutto rispetto, nel corso della quale ha principalmente avuto a che fare con vampiri e lupi mannari. Stavolta però non siamo dalle parti della saga di Twilight. Niente Stephenie Meyer: qua il libro è della canadese Sara Gruen, quindi il bel Robert mantiene sì la sua aria pallida e un po' cupa, ma non se la deve vedere con i non-morti, bensì con un elefante.
L'elefante è quello del circo a cui si unisce il giovane veterinario Jacob (sì, lui, Robert), figlio di immigrati polacchi rimasto improvvisamente orfano negli anni della Grande depressione americana. Il regista Francis Lawrence - che conosciamo soprattutto per Io sono Leggenda - copre il film con una patina di antico, che ci riporta ai classici Fox e Warner Bros degli anni Trenta. Peccato che le situazioni di grande povertà descritte da Lawrence non siano troppo credibili: il circo è stranamente pulito e i due protagonisti - è Reese Whiterspoon la promessa al bel Robert - un po' troppo perfettini. Il che non impedisce al film di essere piuttosto coinvolgente, soprattutto nella prima parte.
Lui, lei, l'altro: la storia più vecchia del mondo è anche il riassunto della trama di Come l'acqua per gli elefanti. In questo caso però, viene riverniciata con una spruzzata di animalismo. Non è una cattiva idea, anche perché nell'arco di tutto il film vengono utilizzati animali veri, il che non è così scontato, nell'epoca degli effetti speciali digitali. Ora, non è difficile capire che se un attore recita di fronte a un animale in carne e ossa, piuttosto che da solo, bè, l'effetto è molto più... vero. Di più: qui i due protagonisti sembrano più a loro agio nel rapportarsi con l'elefante, che non nel rappresentare il loro reciproco innamoramento.
La storia infatti dovrebbe essere un grande melodramma d'amore, ma è raccontata e interpretata in modo stranamente freddo, privo di passione.
Come l'acqua per gli elefanti è un film prevedibile e tradizionale in modo rassicurante: intrattenimento che va bene a tutta la famiglia, o almeno che può essere sopportato da tutta la famiglia. Pensavo che film del genere non li facessero più, e invece...

