Arte, cine, teatro
23/01/2012
Da vedere: La Talpa
Il cinema visto dalla Smemo. Recensioni di film, telefilm e microfilm

di Michele Rumor

Ecco un film che dichiara fin dalle primissime battute la sua natura: una classica storia di spie. Inglesi. Frutto dell'adattamento di un libro di quello del più inglese fra gli autori di storie di spie. La Talpa (1974) è uno dei romanzi più noti e celebrati di John Le Carré. Soprattutto, per merito di un protagonista indimenticabile.

George Smiley è la star di diversi romanzi firmati Le Carré, e di conseguenza di questo adattamento cinematografico de La Talpa. Anche al cinema è un tipo che colpisce, di quelli che rimangono in testa appena li vedi o li senti parlare. Per farla breve, è il contrario di James Bond: vecchio, non lo immagini combattere con qualche spia russa sul tetto di un treno in corsa, né guidare una Aston Martin pesantemente customizzata con una simil-Ursula Andress al suo fianco. No, George Smiley è uno di quelli che stanno in poltrona, a fumare e a pensare. E difficilmente lo vedrete tirare il grilletto della sua pistola per sparare un colpo.

Dunque, ecco un romanzo di Le Carré del 1974, e un film che sembra volerci riportare indietro, ai film di spionaggio di una volta, con la grana grossa dell'immagine, zero effetti speciali, la tensione che cresce piano piano. Quelli erano film che ti facevano stare seduto in sala con il mento appoggiato alla mano, ad arrovellarti per trovare la soluzione del mistero. Succede anche guardando La Talpa. Almeno finché la trama non inizia a scivolare pericolosamente dall'intricato verso l'incomprensibile.

Tomas Alfredson è uno dei registi più interessanti degli ultimi anni, e il suo valore l'ha già dimostrato con il bellissimo e spaventosissimo horror vampiresco Lasciami entrare. Qui mette insieme un raffinato intrigo demodé, ben sceneggiato e intepretato in modo eccezionale da un cast tutto al maschile perfetto, dal protagonista Gary Oldman a Colin Firth e John Hurt. Però, a tratti, sembra che lo stile prenda un po' il sopravvento sulla sostanza, e invece di un film ti pare di guardare un catalogo di vestiti e mobili vintage.

La Talpa è tutt'altro che un brutto film, ma nonostante la sua innegabile qualità sembra minato dalla continua ricerca della perfezione formale da parte del regista, che alla lunga disinnesca un po' le emozioni che una pellicola del genere avrebbe potuto dare a noi che guardiamo. E che in fondo, ci interesserebbero anche di più della bellezza delle immagini.

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