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03/07/2007
Fahrenheit 2000
Nel celebre romanzo di Ray Bradbury "Fahrenheit 451" un gruppo di uomini imparava i libri a memoria per ricordarli, raccontarli e preservarli dal rogo e dall'oblio. Nel progetto "Living Library", invece, ciascuno racconta come fosse un libro la propria vita...

di La Redazione

Quante volte avete (o non avete) comprato un libro soltanto perché vi piaceva (o non vi piaceva) la copertina?
Non c'è nulla di cui vergognarsi, intendiamoci, è un comportamento che viene del tutto spontaneo: il rischio, semmai, è quello di prendere delle fregature con la copertina stupenda e perdere dei capolavori con la copertina orrenda. Se è vero che «Anche l'occhio vuole la sua parte» ma che «L'abito non fa il monaco», insomma, è ancora più vero che «Non si giudica un libro dalla copertina», come recita il claim di una singolare e inedita - per l'Italia - iniziativa tenutasi lo scorso sabato a Torino e promossa dal locale Comitato All Different All Equal all'interno della kermesse del Gay Pride: "La Biblioteca Vivente".
Il meccanismo è identico a quello di qualsiasi altra bibilioteca: si sceglie un titolo da un apposito catalogo e si aspetta che l'incaricato vada a prenderlo. Ma proprio all'atto della consegna arriva il colpo di scena: il titolo corrisponde non ad un libro cartaceo, ma ad una persona in carne e ossa, o meglio: al "romanzo" della sua vita. Non una recita a soggetto né una simulazione da reality, ma - molto più semplicemente - un racconto di se stessi e della propria esperienza, meglio ancora se distante anni luce da quella del lettore/interlocutore di turno.

La formula originale della "Living Library", infatti, è stata elaborata in Danimarca nel 2000 allo scopo di avvicinare tra loro le persone facendo crollare, attraverso l'uso della dialettica (e, dunque, della narrativa) e del contatto fisico, le barriere sociali, culturali e razziali che provocano ogni giorno i climi di pregiudizio e di tensione a cui siamo, ormai, tristemente abituati.
All'insegna del motto «A stranger is a friend you haven't met yet», «Uno straniero è un amico che non hai ancora conosciuto», l'idea della "Living Library" si è diffusa a macchia d'olio in tutta Europa, trovando sostenitori e 'praticanti' anche in Norvegia, Ungheria, Islanda, Finlandia, Svezia e, finalmente, in Italia, dove l'esperimento del 30 giugno verrà replicato sempre a Torino durante Melting Box, la Fiera Internazionale dei Diritti e delle Pari Opportunità per Tutti, dal 22 al 24 ottobre prossimi.
Un progetto che, inevitabilmente, richiama alla memoria la popolare immagine degli "Uomini-Libro" creati da Ray Bradbury nel 1953 per il suo capolavoro Fahrenheit 451, con la differenza che lì le persone imparavano e tramandavano i libri per preservarne il ricordo e salvarli così, virtualmente, dal rogo, mentre nel caso della "Living Library" è il "libro stesso" - per così dire - che si racconta da solo.
Allestire una "Biblioteca Vivente" non è un'operazione complessa, anzi: è sufficiente condividerne e sottoscriverne le finalità (dare visibilità ai diritti delle persone e delle minoranze attraverso le loro testimonianze e denunciare apertamente le varie forme quotidiane di odio e intolleranza) e trovare un evento di più ampia portata - un Festival, per esempio - disposto ad ospitare e a patrocinare la "Biblioteca" senza scopo di lucro. Gli orari medi di "lettura" possono andare dai 20 ai 45 minuti e non deve esserci limite di età nel concedere un "prestito".
Tutto, insomma, è accuratamente pianificato e regolamentato, a conferma di come la "Living Library" non sia un'attrazione da sagra paesana ma un vero e proprio nodo di scambio culturale a tutti gli effetti.
E in un momento in cui si teme (o si registra) la progressiva disaffezione dei giovani verso la carta stampata, rinnovare l'idea di "libro" senza affidarsi necessariamente a bit, click e chip potrebbe rivelarsi una delle chiavi di volta per tornare a stimolarne gli interessi culturali e contribuire così, implicitamente, a salvare dall'oblio o dalla scomparsa anche l'editoria tradizionale...

Per approfondimenti e documentazioni:
- www.tuttidiversituttiuguali.it
- www.eycb.coe.int

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