«Vuoi che ti aiuto?»
«Io credevo che eri andata a dormire!»
«Prego, vadi pure avanti lei!»
«Penso che per una sigaretta non è mai morto nessuno...»
Riuscite a trovare i 4 errori nascosti (neanche poi tanto) nelle frasi qui sopra?
Esatto: si tratta di 4 errori di Congiuntivo, un modo verbale che sta letteralmente sparendo sia dalla nostra lingua parlata sia da quella scritta, soppiantato dal più semplice e immediato - ma scorretto - indicativo o da strafalcioni con la 'i' finale di fantozziana memoria.
Per salvaguardare l'utilizzo corretto di questa forma si è costituita una sorta di piccola "Accademia della Crusca" all'interno dell'Istituto Comprensivo 1, Scuola Media "Padre Costanzo Beschi", classe 2° B di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova. E il 21 ottobre 2006 è ufficialmente venuto alla luce il SIC, acronimo di Salviamo Il Congiuntivo, comitato dotato di un suo preciso statuto che si ripropone di restituire al Congiuntivo la propria legittima e perduta idoneità di utilizzo.
In che modo? Attraverso 4 semplicissime regole:
1. Conoscere il modo congiuntivo dei verbi regolari e irregolari.
2. Conoscere le regole che ne disciplinano l’uso.
3. Ascoltare con attenzione coloro che parlano, individuare gli errori e correggerli, chiunque sia l’emittente.
4. Dare l’esempio con l’uso corretto del modo congiuntivo.
Ben lontano dal trattarsi soltanto di un esperimento scolastico, il SIC - formato da tutti gli alunni della 2° B e da chiunque intenda sostenerlo, anche solo nelle intenzioni e nelle finalità - ha anche aperto un Blog Ufficiale dal carattere didattico e divulgativo, è stato invitato all'ultimo Salone del Libro di Torino ed è stato oggetto di attenzioni da parte di giornali e telegiornali. Che, probabilmente, potrebbero magari iniziare a dare il buon esempio in prima persona, visto che proprio dal mondo dei media arrivano gli attacchi più 'sanguinosi' al povero Congiuntivo.
Un'operazione sicuramente curiosa, insomma, ma anche quantomai utile e importante per difendere le regole della nostra lingua e per non ricadere nello strano paradosso secondo cui, per non passare da 'secchioni', molti accettano di buon grado di passare da somari...

