Si chiama Sharq/Gharb (Est/Ovest) ed è la prima casa editrice italiana a pubblicare libri in lingua araba. Nata da una 'costola' delle Edizioni E/O, attive dal 1979 e con un ampio ventaglio di autori di prestigio internazionale tra le proprie firme (Milan Kundera, Christa Wolf, Jean Claude Izzo, Massimo Carlotto e molti altri), la Sharq/Gharb rappresenta non soltanto una nuova esperienza letteraria, ma soprattutto - come si legge nel comunicato ufficiale - una precisa volontÃ
di stabilire un contatto diretto tra l'Europa e il mondo arabo, tra scrittori e lettori arabi ed europei, in entrambe le direzioni.
Troppo spesso, ancora oggi, la letteratura italiana arriva nei paesi di lingua araba attraverso traduzioni di seconda mano, che partono da versioni francesi o inglesi degli originali italiani: il caso più eclatante è forse quello dell'ultima traduzione della Divina Commedia in arabo, finanziata dall'Unesco e tradotta a partire da una versione francese. Nel mondo arabo molti validi scrittori attendono di poter pubblicare le proprie opere in arabo e di essere tradotti senza doversi piegare alle limitazioni della censura o alle difficoltà editoriali nei loro paesi.
È per dare una risposta a queste esigenze che nasce Sharq/Gharb.
Il Libro, dunque, come ponte tra i popoli e le culture, come strumento di contatto e di confronto, come simbolo di un'apertura reciproca che altri (e, purtroppo, più diffusi) mezzi di comunicazione impongono, soprattutto negli ultimi anni, come inopportuna, impossibile o addirittura dannosa:
Al centro della produzione di Sharq/Gharb non ci saranno soltanto le traduzioni dall’italiano: la casa editrice punta a portare nel mondo arabo il
meglio della letteratura europea, analogamente a quanto sta già facendo Europa Editions negli Stati Uniti. E il mercato su cui saranno posti in vendita i libri della casa editrice non sarà solo quello del mondo arabo: i titoli di Sharq/Gharb saranno distribuiti anche nelle principali città italiane ed europee.
Non si deve, quindi, pensare ad una ennesima variante di trend multietnico come quelle che ciclicamente ci suggeriscono le mode - dal guardaroba alla cucina -, bensì ad un progetto "filantropico" nel senso più ampio e figurato del termine che mira a ricucire quello strappo culturale innescato da pregiudizi e strategie del terrore all'indomani dell'11 settembre.
Le prime uscite in catalogo saranno le traduzioni in arabo di I Giorni Dell'Abbandono di Elena Ferrante e Un Borghese Piccolo Piccolo di Vincenzo Cerami, che sarà presente quest'oggi all'inaugurazione di Sharq/Gharb presso il Papyrus Cafè in via dei Lucchesi 28 a Roma alle ore 18:00 insieme all'editore Sandro Ferri, al direttore editoriale Amara Lakhous, ad Alessandro Masi e alla traduttrice Chirine Aidar.
Vai al Sito Ufficiale delle Edizioni E/O

