Attenzione attenzione:
- è vietato l’ingresso ai non addetti al lavoro
- è vietato l’ingresso ai non addetti all'ingresso
- è ingrassato l'addetto ai non vietati al lavoro
- è lavato il gessetto ai non addetti all'ingrosso
La Rotonda della Besana a Milano è diventata una scatola magica e dentro è racchiuso il mondo colorato e perfetto di Bruno Munari, che ci accoglie con la "Sedia per visite brevissime" che non ammette soste lunghe e ci catapulta nelle dieci sezioni della mostra che no hanno intenti cronologici o tipologici, ma sembrano 10 versi di poesia
Allora basterĂ osservare a tutt'occhi, il nostro tempo sarĂ scandito dall'"Orologio del tempo libero". Gli oggetti, le idee, le cose diventano per Munari un cilindro magico dal quale riesce ad estrarre molte piĂą possibilitĂ di quante non ne abbiano attribuite loro la consuetudine o l'abitudine al loro uso.
Primo verso: da cosa nasce cosa. La magia si ottiene guardando oltre le convenzioni.
Le macchine create da Munari sono inutili o aritmiche, non hanno direzione, scopo o funzione, alcune sfoggiano tronfie e arroganti un motorino rumoroso e meccanismi che non servono a nulla ed un libro può conservare la sua riconoscibilità anche in assenza di parole.
Secondo verso: la macchina ha una sua individualitĂ data dalla bellezza della contemplazione dell'inutile.
L'ironia è il filo rosso che percorre tutta la mostra e diventa un gomitolino davanti all'opera "Olio su tela" 1996 che non è altro che una patacca di olio su una... tela! E poi si incontra il "Libro letto", che è un librone di tessuto che può essere letto o utilizzato come letto!
Terzo verso: solo il paradosso restituisce alla parola il suo senso di finzione.
Il rigore della regola per Munari era fondamentale per arrivare al caso: un tessuto fatto di macchie si ottiene deformando linee precise di colore con schizzi di gocce.
Quarto verso: l'uso del vietato è possibile solo se studiato, pensato e programmato.
Munari spaziava libero tra diverse discipline e linguaggi, comprendendone bene meccanismi e funzionamento e riuscendo infine semplificare.
Quinto verso: "Togliere invece di aggiungere vuol dire riconoscere l’essenza delle cose", e se difronte a certe espressioni di semplicità ci viene spontaneo dire «Lo sapevo fare anche io!» in realtà sarebbe più corretto dire «Lo sapevo rifare anche io!», altrimenti lo avremmo fatto prima!
L'ultimo verso della mostra poesia è dedicata all’opera di Munari per i bambini, che grazie a lui sono riusciti a vedere anche il vento.
Esco dalla mostra, nel taschino ho un dado a sfera disegnato da Munari, nello zaino il libro che mi insegna a costruire una macchina per addomesticare la mia sveglia.
Se preparando la cena riuscirò a vedere le rose nell'insalata... avrò imparato la lezione!
Bruno Munari - La vita come Gioco
Milano, Rotonda della Besana | dal 25 ottobre 2007 al 10 febbraio 2008
Orario: dal martedì alla domenica 09:30/19:30, giovedì 09:30/22:30 - Lunedì chiusura
Info: www.teknemedia.net

