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05/09/2007
Peace Reporter: dal web alla carta stampata
Se la tendenza dell'editoria italiana sembra diventata quella di trasformare omicidi e sequestri in spettacoli da circo e reality show, per fortuna c'è anche chi, attraverso le edicole, ha deciso di farsi testimone e portavoce di Pace e, ce lo auguriamo, di buone notizie...

di Antonio Incorvaia

«PeaceReporter esce dal mondo di Internet e si cimenta con la difficile sfida della carta stampata, e in un momento in cui - come tanti settori dell'economia italiana - questa è in crisi. Una doppia sfida, dunque, che pensiamo necessaria.
Perché mai come oggi, dalla seconda guerra mondiale, dalla stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dalla creazione delle Nazioni Unite per mettere al bando la guerra, mai come oggi il mondo è travagliato da conflitti terribili e da altrettanto terribili violazioni dei diritti più elementari.
Per questo crediamo sia importante che la voce di chi non ha voce abbia il massimo della diffusione possibile. Per questo crediamo che sia urgente che il mondo venga raccontato con reportage e testimonianze dirette, con la voce e la penna di chi lo vive, e non solo di chi ne parla o scrive. Conoscere il mondo, capirne le sue sofferenze ma anche le tante cose splendide che troppo spesso non si raccontano è sempre più indispensabile. Come è indispensabile avere anche buone notizie, per sapere che, comunque, il mondo è davvero bello e che si possono fare, spesso con poco, cose egregie.
PeaceReporter è nato, come sito Internet, quattro anni fa, quando soffiavano forti venti di guerra. Oggi quei soffi di vento sono diventati tempeste.
Ma non ci si può arrendere all'ineluttabilità del corso della storia, perché il mondo è fatto dagli uomini e dalle loro scelte. E dunque noi, invece di arrenderci, raddoppiamo gli sforzi perché si diffonda una cultura di pace. [...]
Perché, anche questo vogliamo che sia raccontato, ci sono storie che parlano di scelte alternative alla guerra: scelte di cooperazione, di vicinanza, di passione per la specie umana e per la vita che danno frutti, e ne danno tanti, privi di quei terribili veleni che sono l'odio, la volontà di dominio, la certezza di stare dalla parte della ragione e della giustizia, magari per mandato divino.
Sappiamo di imbarcarci in un'impresa difficile, ma sappiamo che è necessaria. Abbiamo imparato che la guerra è semplicemente da abolire, e lo abbiamo imparato vivendola. Siamo convinti che raccontare il mondo con la voce di chi lo vive e non di chi vuole deciderne le sorti, sia un passo importante in quella direzione.»

Con questo editoriale - pubblicato su un numero 'di prova' stampato a tiratura limitata - è iniziata lo scorso luglio l'avventura cartacea di PeaceReporter, un progetto che da quattro anni, attraverso internet, diffonde e fa conoscere «la voce di chi non ha voce» e che si prepara ad approdare ufficialmente anche in edicola a partire proprio da questo mese di settembre.
A dirigerlo è Maso Notarianni e a firmarlo, tra gli altri, sono anche Vauro, Gino Strada e Claudio Sabelli Fioretti.
Ogni mese, dunque, si potrà finalmente sfogliare una rivista che alla controinformazione dei nani e delle ballerine (ormai dilagante e imperante in Italia) opporrà una ricca informazione di attualità, politica estera, interviste e dossier con gli occhi e la mente proiettati verso un comune ideale di fratellanza, di solidarietà e, per l'appunto, di Pace. Affinché «raccontare il mondo con la voce di chi lo vive e non di chi vuole deciderne le sorti» sia davvero un ulteriore passo avanti verso l'abolizione della guerra e la diffusione di una nuova cultura sociale.

La presentazione del mensile di PeaceReporter avverrà mercoledì 12 settembre alle ore 18:30 presso la Libreria Feltrinelli in piazza Piemonte 2 a Milano.

Sito ufficiale: www.peacereporter.net

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