Annie Hall è uno dei miei film preferiti di Woody Allen. Ho rovinato la videocassetta a forza di guardarlo. Ora credo rovinerò questo cd a forza di ascoltarlo: troppo bello, troppo perfetto per essere solo l'esordio di una giovane band italica.
Copertina ricamata a mano dalla madre e dalla nonna di uno dei componenti del gruppo, che fa tanto prodotto artigianale, pop-folk fresco, a tratti malinconico a tratti ironico, giri di chitarra puliti, banjo, scampanellii e battiti di mani, l’ideale per scaldarsi dai torpori autunnali.
Il primo pezzo, Ghosts' Legs, è il più dolce e scanzonato, un pop campestre che mi piacerebbe ascoltare la mattina appena sveglio. Poi si passa ad una romantica Open 24 Hours e ad un omaggio a Woody Allen con l'innesto di un clarinetto in Mushrooms (l'ideale per un Annie Hall - Trent'Anni Dopo). Il resto è tutto in salire, con il theremin vibrante nella smashingpumpkinsiana Uncle Pig, il calore di Gone For Good, da ascoltare davanti al caminetto spento abbracciati a chi volete voi (sembra scritta da Nick Drake) e il sognante finale di Another Age.
Questi Annie Hall fanno proprio sul serio, a partire dal loro Cloud Cuckoo Land all'impressionante sfilza di concerti programmati.
Andate a vederli, credo vi divertirete un sacco.
Annie Hall, CLOUD CUCKOO LAND - Pippola Music/Audioglobe, 2007
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Chi è L'Alligatore:
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: diegoalligatore@tiscali.it

