Prendete Paolo Conte e tagliategli i baffi, costringetelo a prendere dell'acido e a recarsi poi in una di quelle famose cliniche di Casablanca. Tornerà indossando una gonna colorata e la voce non sarà più quella di prima, ma più dolce e birichina. Forse non vi ringrazierà , ma di sicuro farà un disco come Big Saloon, la sorpresa più gradita dell'anno.
Suona di tutto la bella Antolini (sì, perché è pure bella), capace di cambiare marcia senza perdere la compattezza e il filo del discorso. È un po' come quel pazzo e geniale disco dei Jennifer Gentle, Valende (non a caso in questo cd c'è lo zampino di Marco Fasolo e la Antolini suona nell'ultimo lavoro del gruppo veneto), ma Big Saloon sembra ancora più genuino.
Giocattolosa partenza, buona per una fiaba dark di Tim Burton, con vocette, marcette e melodie strane; secondo pezzo da piano bar, da saloon di un cartoon western alla Bruno Bozzetto; terzo pezzo tra Paolo Conte e un videogame, con la mia coda che non può proprio fare a meno di tenere il tempo…
Big Saloon è tutto così, con un piano sempre magnificamente presente, atmosfere particolari, giochi con la voce e con gli altri strumenti che solo chi ha un'ottima padronanza musicale può permettersi, citazioni alte e citazioni basse. La variopinta copertina di gusto pop dice molto sulla musica della giovane ragazza di Bologna, autrice di un esordio fatto in casa meritevole di molte attenzioni.
Chiapperi se mi piace questo Big Saloon!
BEATRICE ANTOLINI, "Big Saloon" - Pippola Music/MadCap Collective/Audioglobe, 2007
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