Tra la via Emilia e il West ha da poco aperto un nuovo Saloon, un Big Saloon con una pianista eccezionale dal poetico nome di Beatrice Antolini. Niente scazzottate e tantomeno sparatorie nel suo locale, ma melodie particolari, pop di marca indie incrociato con il vaudeville, jazz, psichedelia da favola e, come ho già detto nella mia entusiastica recensione, echi di uno dei nostri più grandi cantautori, Paolo Conte.
Suonato quasi tutto da sola in casa, autoprodotto in un primo momento, ha poi trovato due etichette giovani e intelligenti come MadCap Collective e Pippola Music e un distributore speciale come Audioglobe. Mixato dalla stessa Antolini nell'ormai mitico Ectoplasmic studio di Marco Fasolo, proprio in compagnia del cantante e chitarrista dei Jennifer Gentle, Big Saloon è una delle migliori uscite dell’anno. Un cd che dimostra quanto sia matura la nostra scena indipendente, quanto sia meritevole delle migliori attenzioni.
Per questo ho chiesto a Beatrice la mia solita intervista tramite posta elettronica.
Molto gentilmente ha accettato di rispondere. Questi sono i suoi consigli a dei giovani musicanti riguardo…
- Scrivere una canzone
Come nasce un tuo pezzo? Pensi prima alla musica e poi al testo o succede il contrario? Ti capita mai di pensare un testo nella nostra lingua e poi tradurlo in inglese?
Di solito i pezzi nascono un po' da soli… Sembrerà strano, ma è così: io non faccio altro che dare una forma (che a volte è molto varia). Mi metto sul piano e mi faccio comandare solo dal mio orecchio che di solito non mi tradisce mai. Non penso mai ad un testo, ma piuttosto a delle sonorità che mi piacerebbe si sentissero in un eventuale testo (anche lì seguo più che altro il mio orecchio)...
- La politica
Bush jr passerà alla storia, oltre che per le sue vergognose guerre, anche per aver ispirato un sacco di buoni musicisti: dal Boss ai Pearl Jam a Neil Young, solo per citare i primi che mi vengono in mente. C'è un modo diretto di parlare di politica, uno più sottile, oppure si può ignorarla del tutto. Tu come ti poni con l’argomento? Come porsi da giovani musicanti di fronte ad essa?
Per prima cosa… adoro Neil Young e la sua calma apparente, il suo modo di parlare di politica nel caso è molto sottile.
Non amo particolarmente quando le cose si mischiano: considero la musica così tanto libera che penso debba creare mondi paralleli più che ricalcare le sorti dei problemi odierni. Secondo me al giorno d'oggi c’è poca buona musica anche per questo, poche persone ed artisti si fanno trasportare totalmente al di là , dove tutto può succedere e la fantasia può più o meno prendere forma, anche una forma sbilenca o anche una non forma (pittura, musica contemporanea etc.). Ci vuole davvero un pizzico di inconsapevolezza per far accadere tutto questo, e credo che nel passato la gente sognasse molto di più, per questo l’arte in molti periodi storici è stata così affascinante.
Comunque, penso che si possa parlare di politica nell’arte come nella musica, ma va fatto prendendo l'"idea" del fatto politico e creando anche stavolta un "mondo" nuovo e personale nel quale narrarlo. Mi viene in mente Guernica di Pablo Picasso...
- Tra la via Emilia e il West
Tu vivi da qualche anno a Bologna, città musicalmente molto viva, che ci ha dato, come molte altre zone emiliane, un sacco di buoni musicanti. Come ti spieghi questa ricca tradizione musicale della via Emilia? È il Lambrusco oppure sono le origini contadine, da sempre molto canterine? Famiglie che cantano e ballano oppure è stato solo un caso che Guccini, Vasco Rossi, Ligabue, i Nomadi, i MCR,... siano nati da quelle parti?
Io sono di Macerata, e nel caso su di me hanno influenzato salsicce e vincisgrassi. Su quello che ha sfornato la via Emilia preferisco astenermi da commenti... Eh eh, scherzo!
- I concerti
Ti piace suonare dal vivo? Oppure ti senti più a tuo agio in studio? Per chi è agli inizi quali sono gli ostacoli più difficili da superare dal vivo?
Mi piace MOLTO suonare dal vivo, lo adoro e mi sento terribilmente a mio agio, pur essendo di natura io una timidona, ormai mi sono abituata ed è ogni volta più bello. Poi mi piace tutto quello che c'è intorno ad un live, tipo il viaggio per arrivare, la cena con gli altri della band, gli scherzi, le mille trovate idiote... Eh eh!
In studio è diverso, ma se registri da sola con un tecnico come faccio io, è quasi come stare nel proprio studio...
- Le case discografiche
Una giovane musicante ha in mente 13 belle canzoni. Le ha provate e riprovate fino alla noia. Suonate dal vivo nel bar sotto casa e nei circoli della propria città . Ora vorrebbe farne un disco. Cosa non dovrebbe assolutamente fare? Cosa, invece, dovrebbe fare? Il tuo incontro con MadCap Collective e Pippola Music...
Non deve andare nel pub sotto casa! Piuttosto deve concentrarsi sul produrle da sé senza intermediari, che di solito cambiano tutto quello che si ha in mente. Meglio un microfono rotto e una scheda audio da 100 euro, che qualcuno che non sa niente di te e pretende di fare meglio di te...
Il mio consiglio è non fidarsi di nessuno e impegnarsi molto, e sapere fin dall’inizio che è molto dura.
- Internet
La Rete delle Reti è un buono strumento per farsi conoscere. Come utilizzarla al meglio? Come la utilizzi tu? I Four Day Hombre hanno cercato e trovato in Internet dei finanziatori per produrre il loro disco. Potrebbe essere una strada da seguire anche da giovani musicanti di casa nostra?
Certo, può essere un mezzo migliore del telefono per farsi conoscere, ma più che seguire questa strada io consiglio di impegnarsi a creare un prodotto buono più che perdere tanto tempo a venderne di per niente buoni. Odio quando c'è tutto il contorno (foto, video, artwork, etc…) e non c’è la musica, e per la maggior parte di quello che ho visto su Internet è così, purtroppo.
- Influenze
Jennifer Gentle e Tom Waits, le Cocorosie e Paolo Conte: queste, tra le altre, le tue influenze, a leggere certa stampa. Le senti realmente tue oppure sono le solite masturbazioni mentali della critica? Quali altri artisti ti hanno influenzato? Non solo in campo musicale...
Mi piacciono molto gli artisti che hai citato (a parte le Cocorosie……ma che sei matto?), ma io non credo molto a questa cosa delle influenze... Chi poteva avermi influenzato a tre anni quando ho registrato il mio primo demo? Forse la sigla di Rockfeller!
- La più grande truffa del rock'n'roll
Chi è per te la più grande truffa del rock'n'roll?
Non lo so, molto probabilmente non l’ho ascoltata!
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Chi è L'Alligatore
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: diegoalligatore@tiscali.it

