Musica e Libri
28/12/2007
Consigli ad un giovane musicante: Ila
Due chiacchiere tramite posta elettronica...

di L'Alligatore

Ila è come la vedi, semplice e diretta, e la sua musica non è da meno.
Nata a Genova, terra di grandi tradizioni cantantuorali, è emigrata a Milano in cerca di fortuna e si è poi trasferita a Bergamo dove ha registrato il suo primo cd Malditesta. Un cd molto ricco negli arrangiamenti, vario nelle musiche (dal rock grintoso al sofisticato jazz, e poi la world music, i nostri cantautori, momenti funk e pura pop-music...). Una varietà di suoni e parole che nascono da una vita piena di esperienze lavorative varie. A Milano, per sopravvivere al suo sogno di musica, ha fatto i più disparati mestieri (come George Clooney quando sognava di diventare quel divo che è diventato, come i giovani della "Generazione Mille Euro", come mio/nostri nonno/i, quando la fame lo/li costringeva a farlo), incontrando persone e suoni che le sono stati sicuramente utili per la sua musica.
Per questo ho chiesto ad Ila la mia solita intervista tramite posta elettronica. Molto gentilmente ha accettato di rispondere, nonostante i numerosi impegni. Questi sono i suoi consigli a dei giovani musicanti riguardo...

- Scrivere una canzone

Come nasce un tuo pezzo? Pensi prima alla musica e poi al testo o succede il contrario? Hai in mano la tua chitarra acustica quando scrivi le tue canzoni?
Di norma le canzoni nascono in un momento particolarmente "funesto", crisi esistenziali, amori finiti, morti e feriti... Insomma, quando non ci sto più con la testa ecco arrivare automatico lo sfogo su carta e chitarra. Ma non succede sempre così, per fortuna. In questi ultimi 2 anni in particolare ho scoperto che è come se ad un certo punto, un momento qualunque della giornata, accadesse una sorta di magia, come se un omino nella testa mi cantasse delle frasi all'orecchio e tutto ciò che mi rimane da fare è prendere subito carta e penna e scrivere. La cosa più divertente è quando mi succede prima di addormentarmi: sento delle parole che mi girano per la testa. Allora assonnata prendo un quaderno che tengo appositamente sul comodino, scrivo e poi il giorno dopo vedo se è qualcosa di valido o meno. La media dice che scrivo prima i testi e poi la musica, ma comunque sempre e subito con chitarra in mano. Dopo 13 anni che scrivo canzoni mi conosco abbastanza bene da poter "agire in fretta"...

- La politica

Bush jr passerà alla storia, oltre che per le sue vergognose guerre, anche per aver ispirato un sacco di buoni musicisti: dal Boss ai Pearl Jam a Neil Young, solo per citare i primi che mi vengono in mente. C'è un modo diretto di parlare di politica, uno più sottile, oppure si può ignorarla del tutto. Tu come ti poni con l'argomento? Come porsi da giovani musicanti di fronte ad essa?
La politica è un argomento delicato. È molto facile cadere nella retorica più bieca ed io sinceramente non sono molto tagliata per parlarne. Solo in un pezzo, Pallottolion, c'è un cenno, un riferimento alla guerra, alla pace, ma non vuole essere un messaggio politico. E poi detto tra noi, che canzone potrei mai scrivere su Prodi e Berlusconi...? ;)

- Genova

Inevitabile, visto la tua provenienza geografica, una domanda sui cantautori storici della tua bella città di nascita. Li hai frequentati musicalmente e ti hanno influenzato? Chi di più? La situazione musicale di Genova oggi com'è? Hai ancora contatti oppure sei tutta presa a vivere la tua nuova esperienza lombarda?
Ho iniziato ad ascoltare "veramente" De Andrè a 27 anni. Certo lo conoscevo, ma ero ancora troppo lontana dall’assorbirlo, cosa che ancora non ho fatto del tutto. In realtà il cantautore italiano che mi ha influenzata di più quando ho fatto il "passaggio compositivo" verso i 19 anni è stato il milanese Concato. Prima scrivevo cose tipo Nirvana, sul grunge, o sullo ska, dei "bluesettoni" con testi assolutamente insulsi. Mi "vergognavo" a tirar fuori quello che sentivo dentro. Quando ho sentito "scomporre e ricomporre" di Concato è stata come un'illuminazione. A Genova ci vado quando riesco ed ho degli amici musicisti lì. Uno dei motivi per il quale me n'ero andata da Genova era la mancanza di opportunità. Negli ultimi due anni ho visto che si sta muovendo qualcosa (incrocio le dita).

- I concerti

Ti piace suonare dal vivo? Oppure ti senti più a tuo agio in studio? Per chi è agli inizi quali sono gli ostacoli più difficili da superare dal vivo? Con chi e come proponi Malditesta?
Bella domanda... Suonare dal vivo è decisamente la cosa che ti da più emozioni, perché hai la gente davanti, non necessariamente tanta, ma ti guarda e ti ascolta ed il mio unico scopo è quello di trasmettere delle emozioni. Dal vivo bisogna darsi incondizionatamente, è la cosa più importante. È ovvio che sia facile quando hai davanti 100 persone, ma capiterà a tutti di averne davanti 5 e la reazione di solito è quella del "non vedo l’ora di scendere dal palco". Invece no, bisogna saper sfruttare lo sguardo di quelle persone che se pure poche sono lì per te, e dare tutto il possibile. Per me è decisamente più difficile lo studio, nonostante mi piaccia molto. Per quasi tutti quelli che conosco spesso può risultare ostico. Le cuffie, l'ascolto, il clic, lo stress... Insomma, bisogna cercare di rilassarsi il più possibile, sbagliare, alla fine, serve a migliorare.
Dal vivo suono con quella che io ho chiamato la "Malditesta Band" (una volta quella malaticcia ero solo io, ora anche loro non sono proprio dei fiorellini... e mi odiano...! ;) ) composta da:
Teo Marchese » batteria
Matteo Airoldi » basso
Andy Ronchi » chitarra
Gli ho fatto anche un sito: www.ilamusic.it/band/home.htm. Ci divertiamo molto insieme, è una cosa molto importante per me. Mi sopportano, che è già un gran lavoro... e mi assecondano sul palco.

- Le case discografiche

Una giovane musicante ha in mente 12 belle canzoni. Le ha provate e riprovate fino alla noia. Suonate dal vivo nel bar sotto casa e nei circoli della propria città. Ora vorrebbe farne un disco. Cosa non dovrebbe assolutamente fare? Cosa, invece, dovrebbe fare?
Suonare, suonare, suonare, divertirsi, crederci e rischiare... Ed ovviamente una buona dose di culo! A me è successo così: cercavo un arrangiatore, un amico mi dice «Vai al Cavò Studio, c’è un mio amico, magari ti aiuta...». Così ho preso appuntamento, sono arrivata nello studio di Paolo Filippi e Teo Marchese a Bergamo. Due chiacchiere e poi ho strimpellato qualcosa. «Settimana prossima registriamo il disco», hanno detto loro. «Va bene...», ho detto io sconcertata... Prima però mi sono sparata una gavetta di 11 anni, quindi... Non arrendetevi mai!
Cosa non fare? Convincersi di essere davvero bravi: è il momento in cui si smette di migliorare. Perché c'è sempre qualcosa in cui migliorare.

- Internet

La Rete delle Reti è un buono strumento per farsi conoscere: ci sono band che trovano finanziatori online, altre sparano il loro cd direttamente su Internet facendo incazzare la distribuzione tradizionale, altre ancora si limitano a far sentire solo alcuni pezzi. Che rapporto hai con questo mezzo potentissimo da utente? E da giovane musicante?
Faccio la web designer… ;) quindi ho un buon rapporto col web, ottimo, da moltissimi anni. Io ho il disco su iTunes e ogni tanto mi scrivono da varie parti d'Europa per dirmi che hanno comprato il cd, così nasce un rapporto che con la normale distribuzione non potresti avere. Importante per chi è all’inizio è mettersi su MySpace e ascoltare le critiche. Però non fate quelli che chiedono una critica e quando ve ne fanno una negativa vi arrabbiate. Non serve a niente... Bisogna sfruttare ogni commento esterno.

- Grafica

Se non sbaglio tu sei l'autrice del bel disegno di copertina di Malditesta (mi ricorda certi personaggi di Linus della mia infanzia). È nato appositamente per il cd oppure esisteva già? Disegni anche in altri contesti oppure è stato un disegno fatto solo per l'occasione?
Sì, come dicevo, sono grafica, i miei siti musicali li faccio io (ecco spiegata l’abbondanza di versioni) e prima di suonare disegnavo. Mattina, pomeriggio e sera. Poi ho fatto l’artistico, ma nel frattempo la musica mi aveva rapita... Non disegno spesso, la copertina è stata fatta appositamente, anche se è arrivata all'improvviso, ovviamente durante un attacco violento di mal di testa!

- La più grande truffa del rock'n'roll

Chi è per te la più grande truffa del rock'n'roll?
Oddio che domanda: in Italia? Adesso? Hai un'altra domanda? Se per voi i Finley sono rock allora i Finley! E ora crocifiggetemi pure... ;)
Vorrei fare un’aggiunta personale, un consiglio spassionato per chiunque sia agli inizi: la cosa più importante nella musica è l'umiltà. Saper ascoltare le critiche di CHIUNQUE ed essere umili sul serio. C’è così poca umiltà nell'Italia musicale... A volte mi fa tristezza che tutti credano di essere i "meglio"...

Links ufficiali: www.ilamusic.it | MySpace

Chi è L'Alligatore:
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: diegoalligatore@tiscali.it

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