Musica e Libri
07/11/2007
Consigli ad un giovane musicante: Vegetable G
Due chiacchiere tramite posta elettronica...

di L'Alligatore

Sì, sembra proprio sia un buon periodo per le etichette indipendenti, progetti di vero e proprio artigianato produttivo com'è il caso della bella Olivia Records da Monopoli, di Giorgio Spada e Luciano D'Arienzo. I due, assieme al batterista Maurizio Indolfi sono i componenti dei Vegetable G: voce e chitarra il primo, basso e chitarra l'altro. Un progetto musicale zeppo di rimandi al meglio della musica degli ultimi quarant'anni che ha conquistato in poco tempo molti (Ministero per le Politiche Giovanili per lo spot contro la guida in stato di ebbrezza, Triennale di Milano e Agenzia Contrasto per la mostra sulla Cina, L'Alligatore per le sue orecchie...).
Il trio pugliese incanta per l'ironia nel proporsi, l'estrema capacità di presentarsi al meglio dal punto di vista estetico (copertina di splendido gusto con magnifico fumetto di s/f in bianco e nero) unito ad una perfetta capacità nel miscelare suoni di indie-pop elettronico, melodie avvolgenti, coretti di marca sixty, organo sempre in evidenza e atmosfere soffuse.
Che dire di più? Niente.
Meglio lasciare la parola a loro per la mia solita intervista tramite posta elettronica. Nonostante i molti impegni hanno gentilmente accettato di rispondere insieme. Questi sono i loro consigli a dei giovani musicanti riguardo...

- Scrivere una canzone

Come nasce un vostro pezzo? Pensate prima alla musica e poi al testo o succede il contrario? Scrivere per un cd o per una mostra fotografica è differente?
In estate o in primavera il clima è perfetto. In ogni caso tutto accade molto velocemente. Travolgente! Prima musica e poi testo ma il passo è brevissimo.
Per un album scriviamo di getto secondo una logica che si rivela e ti sorprende dopo. Genealogy ci stupisce perché continuiamo ancora oggi a scoprire come testi, significati, intenzioni e suoni si siano incastrati secondo un'armonia che quasi non avevamo progettato. Inconscia? Se i tempi di scrittura e registrazione fossero più dilatati l'eccessiva razionalità non sortirebbe gli stessi risultati... Il disco avrebbe un ordine apparentemente perfetto all’inizio ma poi finirebbe per annoiare.
Per una mostra fotografica si scrive con i piedi per terra, devi colpire quel senso comune di avvertire un certo argomento e raccontare in musica con atmosfera densa, perché più gente possibile possa cogliere il proprio lato d'intenderlo.

- La politica

Bush jr passerà alla storia, oltre che per le sue vergognose guerre, anche per aver ispirato un sacco di buoni musicisti: dal Boss ai Pearl Jam a Neil Young, solo per citare i primi che mi vengono in mente. C'è un modo diretto di parlare di politica, uno più sottile, oppure si può ignorarla del tutto. Voi come vi ponete con l'argomento? Come porsi da giovani musicanti di fronte ad essa?
Chi dice in modo sottile, senza eccessi ma con gusto può parlare a 360° senza essere mai banale. Al contrario si è alla stessa stregua di quei politici chiacchieroni privi del senso della misura. Come fai a non incazzarti da bestia ogni giorno?
Il compito della musica a nostro avviso però è un altro... Altrimenti dovremmo sparare! La musica è già quanto di più diretto vi sia, i testi non dovrebbero esserlo altrettanto. Scrivere sfiorando con grazia ogni cosa è già forma di rispetto e rappresenta quindi il sublime dell'umano... La politica è mercato, chiasso, venditori di fumo, volgare. Noi stiamo lontani da coloro che sputano mille parole politicamente colorate che finiscono poi nel vuoto: lo fanno già i peggiori politici. Lo sa fare persino Bossi, pensate!!! Bush lo spareremmo nello spazio contro un asteroide che lo faccia brillare: sarebbe almeno utile a divertire per un attimo i bambini che porta al macello o rende orfani.

- Colonne sonore

Oltre al vostro recente Genealogy siete stati recentemente impegnati in alcuni interessanti progetti musicali. Avete fatto da colonna sonora per la campagna nazionale contro la guida in stato di ebbrezza e anche la Triennale di Milano vi ha scelti come sottofondo alla mostra fotografica organizzata da Contrasto sul tema della Repubblica Popolare Cinese. Come siete entrati in questi progetti e come avete lavorato ad essi?
Abbiamo la fortuna di avere amici e conoscenti che lavorano tra Bologna, Milano e Roma come registi e fotografi di rilievo ma che anzitutto hanno grande stima di noi. Ci hanno messo alla prova più volte e sinceramente non abbiamo mai deluso, anzi. Sanno che sappiamo calarci all'occorrenza in contesti sia pure lontani dai nostri ma mettendoci personalità, sempre. Dalle chitarre in feedback, dal basso distorto e batteria al quartetto d'archi e al basso tuba non cambia, né ci fa soffrire di doppia personalità. Abbiamo lavorato tecnicamente nella stessa maniera che adoperiamo per cose più strettamente legate a noi, con meno istinto sicuramente, ma con la stessa intensità.

- I concerti

Vi piace suonare dal vivo? Oppure vi sentite più una band da studio? Per chi è agli inizi quali sono gli ostacoli più difficili da superare in ambito live?
Tantissimo, superlativo, il live è quanto di più vero e immediato esista. I brani registrati sono come morti, andati... Dal vivo riprendono vita, anche diverse vite ogni volta. Con questo album poi è divertentissimo.
Giorgio » La penso come sopra ma mi piace anche l'idea della band da studio, come accadeva una volta. Tuttavia non può accadere oggi anche perché manca quel corollario di belle cose che c'erano un tempo e che non rendevano il live l'unica via possibile. Già un vinile, rispetto al cd, dà l'idea di un bel siparietto ed è valvolare. Procurarsi dei live è quanto di più difficile oggi vi sia se si è agli inizi. Nessuna agenzia vuole rischiare con le novità, e quindi restano tali all’infinito oppure invecchiano precocemente. La vediamo nera anche perché i live sono l'unica vera fonte di minimo sostentamento oggi per i musicisti indipendenti. Adesso abbiamo finalmente un'agenzia fuori dalle righe nel senso più puro e buono possibile (Magic Dice Zone) che peraltro collabora con delle altre, ma fino a poco tempo fa eravamo nella c****! C'è un giro però che non s'immagina, accordi e intrighi sotterranei ignoti ai più, purtroppo!, tra agenzie e locali. Tutto questo crea intorno "La Stasi"...

- Le case discografiche

Una giovane musicante ha in mente undici belle canzoni. Le ha provate e riprovate fino alla noia. Suonate dal vivo nel bar sotto casa e nei circoli della propria città. Ora vorrebbe farne un disco. Cosa non dovrebbe assolutamente fare? Cosa, invece, dovrebbe fare? Com’è nato il progetto Olivia Records?
Se oggi si riuscisse ad imparare quelle basilari nozioni per registrarsi in casa con una discreta scheda audio un piccolo album, il risultato sarebbe quantomeno a proprio gusto... Magari anche in bassa fedeltà, ma personale. Gli studi spersonalizzano troppo spesso. Poi, se un'etichetta è interessata al lavoro sa capire se è il caso di rifare tutto, in parte o niente.
Non mandate più demo così all'impazzata!!! Fatevi un MySpace e fatevi conoscere da tutti. Usate quello come biglietto da visita, prima: funziona!
Olivia Records è stata un'idea di Giorgio. La voglia di costruire qualcosa di proprio dopo molte collaborazioni in giro con altri artisti, in studio e dal vivo. Sono servite le conoscenze per la partenza, i consigli e la volontà, un progetto in cui credere, quello di Paolo Zanardi, poi tutto a seguire: un distributore che ha accettasse il rischio (Venus), le prime conoscenze in ambito di stampa e promozione. Vegetable G era già sotto Minus Habens Records e quando sei in qualche modo dentro, tutto il meccanismo è più chiaro. Poi serve organizzarsi e crederci ogni giorno...
Adesso Olivia Records si avvale anche di Luciano D'Arienzo (basso/chitarra dei Vegetable G e Zanardi) come "manager" e insieme pensiamo a nuovi progetti per il 2008. Sicuramente un'altra band. Ce ne sono un paio possibili. Vedremo chi sarà più in grado di muoversi anche autonomamente. Questo è importante! Le rockstar in partenza hanno già perso la battaglia!

- Internet

La Rete delle Reti è un buon strumento per farsi conoscere: ci sono band che trovano finanziatori online, altre sparano il loro cd direttamente su Internet facendo incazzare la distribuzione tradizionale, altre ancora si limitano a far sentire solo alcuni pezzi. Che rapporto avete voi con questo mezzo potentissimo da consumatori? E da giovani musicanti?
Come dicevamo, internet è appunto un mezzo potentissimo. Se lo si utilizza con criterio e con serietà permette davvero di raggiungere risultati sorprendenti. A questo però bisogna pensare dopo. Il primo obbiettivo infatti è fare il meglio che si possa fare. Occorre avere un buon album o demo prima di tutto, una forte e unitaria personalità nel presentarsi, inventarsi qualcosa di curioso, di accattivante per non confondersi con il resto. Una maturità, ecco! Non ci si deve abbattere se non si è considerati come si vorrebbe, bisogna essere umili e capire che evidentemente non si è raggiunta quella maturità necessaria. Quando accade lo si capisce subito, e inevitabilmente le cose sperate arrivano! Le visite vanno da sé: i bei complimenti arrivano dappertutto e ogni giorno. La gente ti cerca. Provare per credere!

- Influenze

Yo La Tengo e David Bowie, Cure e Sonic Youth, Beatles: queste, tra le altre, le vostre influenze, a leggere certa stampa. Le sentite realmente vostre oppure sono le solite masturbazioni mentali della critica? Quali altri artisti vi hanno influenzato? Non solo in campo musicale...
Quello che si è ascoltato resta sempre, e quando c’è qualcosa di veramente valido non se ne sta fermo e latente nella memoria ma riaffiora dolcemente come quando torna alla mente un'immagine di un sogno fatto giorni, mesi o anni prima. La vera personalità e originalità stanno nel saper essere se stessi fortemente lasciando che queste influenze restino solo colori, sfumature, sensazioni ispiratrici. E' fuori dubbio che Beatles, Bowie e Sonic Youth ci abbiano toccato dentro...
Nel quotidiano siamo solo quello che vogliamo essere: personaggi che non fingono. Amiamo la birra ma non ci sentiamo maledetti, non vestiamo giacca e cravattino, adoriamo feedback e rumori ma non ci sentiamo rockstar e non sfasciamo strumenti negli amplificatori. Siamo Vegetable G e basta. Non ci interessa imitare nessuno ma saper cogliere la grazia di chi ne ha o ne ha avuta da vendere.
Altri riferimenti? The Jesus And Mary Chain, The Sound, The Beach Boys, The Church, Ramones, R.E.M....

- La più grande truffa del rock'n'roll

Chi è per voi la più grande truffa del rock’n’roll?
Ok, allora...
Luciano » Oasis... E non vuole argomentare sennò s'incazza! Mah!
Maurizio e Giorgio » Il metal in genere, e argomentiamo aggiungendo che a partire dalla seconda metà degli Anni Ottanta si sono avvicendati alcuni fenomeni di ineguagliabile cattivo gusto. Oddio! Zombies... creature infernali! Addirittura canzoni melliflue da questi energumeni che per andare in bagno avevano bisogno forse dello scudiero. La musica è in fondo l'arte più romantica. Meglio la visionaria ma raffinata fantasia epica del rock progressive degli anni prima. Come dicevamo, preferiamo una band di frati campanari!
Giorgio » Un'anticipazione: ho voglia di comporre un brano per campane! Lo farò, giuro!...

Vai al MySpace ufficiale dei Vegetable G

Chi è L'Alligatore
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: diegoalligatore@tiscali.it

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