Musica e Libri
26/11/2007
Consigli ad un giovane musicante: Yellow Capra
Due chiacchiere tramite posta elettronica...

di L'Alligatore

Ha detto bene la nostra Alessia, presentandone qui su Smemoranda Online il secondo cd (da poco uscito presso Piloft con distribuzione Family Affair), Chez Dédé: gli Yellow Capra sono una band difficilmente catalogabile nelle solite etichette di genere. Sono un concentrato di suoni e umori rock impastati con strumenti da musica classica, riferimenti al cinema, esplosioni punk, deliri immaginari.
Quasi esclusivamente strumentali, con il cantato che s'inserisce a volte come un altro strumento musicale, a volte come il perfetto accompagnamento di melodie pop-post-rock incantevoli (vedi American Tafano), gli Yellow Capra sono in giro dal 2001 con ironia e deliri visionari. Magnifici i titoli delle loro canzoni (da Califoggia a Porco Io, passando per Cassavetes e Il Mozzicone di Morricone, San Mamante Blues...), originale il modo di proporsi in pubblico con filmati fotografici e video. Più radicali dei Giardini di Mirò, più sofisticati e numerosi dei Rosolina Mar, il gruppo milanese (sono in 7) rappresenta un nuovo modo di fare, proporre, ascoltare e vedere musica.
Non potevano quindi sfuggire alle domande dell'Alligatore tramite posta elettronica. Nonostante i molti impegni ha gentilmente accettato di rispondere a nome di tutti Luca Freddi, basso elettrico della band.
Questi sono i suoi consigli a dei giovani musicanti riguardo…

- Scrivere una canzone

Come nasce un vostro pezzo? Spesso, ascoltando le vostre canzoni si ha l’impressione che la musica e le (poche) parole siano sullo stesso piano, siano un tutt'uno. È così anche quando scrivete? Parole e musica arrivano magicamente nello stesso istante?
Abbiamo suonato per un lungo periodo in un sottotetto. L'atmosfera era raccolta. Ci si lasciava andare a lunghe jam senza disturbare i vicini. Forse in questo caso ci siamo costruiti attorno le pareti di un rock da camera. Anche passando in sala prova comporre vuol dire improvvisare tutti insieme e poi mano a mano aggiustare il tiro e plasmare la materia in brano, con un inizio, una fine e tutte le cose che ci stanno dentro. Comunque, se non c'è la scintilla negli occhi di tutti dopo il brano, lo si accantona.

- La politica

Bush jr passerà alla storia, oltre che per le sue vergognose guerre, anche per aver ispirato un sacco di buoni musicisti: dal Boss ai Pearl Jam a Neil Young, solo per citare i primi che mi vengono in mente. C’è un modo diretto di parlare di politica, uno più sottile, oppure si può ignorarla del tutto. Voi come vi ponete con l’argomento? Come porsi da giovani musicanti di fronte ad essa?
La nostra musica è d'evasione, come gran parte di quella che senti in giro. Non nel senso che debba essere leggera o lontana dalle questioni cardine di tutti i giorni. La nostra musica può accompagnare stati d’animo o sguardi. Ed è prodotta anche da quelle cose. Ma non è una fuga dalla realtà. La realtà non ci piace. E probabilmente suoneremmo contro non solo tutte le figure del Centro-Destra, ma anche contro agli attuali pilastri della Sinistra. Questo non perché non crediamo in niente, ma perché quello che vediamo non ci piace.

- Immagini

Avete spesso lavorato in contesti di confine come il teatro, il cinema, la pubblicità. Inoltre durante i vostri spettacoli proiettate immagini in movimento, veri e propri filmati. Con quale criterio prendete le immagini da proiettare? La musica ispira immagini o è il contrario?
Per cinema e pubblicità siamo stati invitati a collaborare. Certe nostre cose si adattavano a quel mood. Per il teatro invece abbiamo fatto noi un lavoro intorno al testo e all’attore. Dal vivo portiamo o un fotofilm, che abbiamo realizzato con nostre fotografie e immagini o particolari di illustrazioni, dipinti, opere, foto, film, oppure dei filmati realizzati ad hoc per i pezzi. Siamo tutti appassionati di cinema e qualcuno di noi lavora nell’ambiente. La maggior parte delle volte diciamo "Su questo pezzo ci starebbero quelle immagini...". Funziona così.

- I concerti

Vi piace suonare dal vivo? Oppure vi sentite più una band da studio? Per chi è agli inizi quali sono gli ostacoli più difficili da superare in ambito live?
Noi abbiamo grande difficoltà anche per il genere musicale che facciamo. Un certo tipo di musica riesce ad uscire allo scoperto solo grazie a certi circuiti o a certi locali in Italia. Purtroppo. Ah, ma se facessimo pop-rock diretto con dei bei ritornelli sarebbe diverso...

- Le case discografiche

Una giovane musicante ha in mente dodici belle canzoni. Le ha provate e riprovate fino alla noia. Suonate dal vivo nel bar sotto casa e nei circoli della propria città. Ora vorrebbe farne un disco. Cosa non dovrebbe assolutamente fare? Cosa, invece, dovrebbe fare? Com'è nato l’incontro con la Piloft?
Intanto ognuno dovrebbe essere molto critico con se stesso. E dovrebbe accettare le critiche di qualcuno che giudica il proprio lavoro. Poi i contatti con le etichette sono casuali e vanno a fortuna. Non girano molti soldi in certi ambiti e perché qualcuno decida di investire su di te deve essere ben disposto verso la tua proposta musicale. Con Piloft è stato un bell'incontro. Anche di amicizia e di condivisione di alcuni pensieri.

- Internet

La Rete delle Reti è un buon strumento per farsi conoscere: ci sono band che trovano finanziatori online, altre sparano il loro cd direttamente su Internet facendo incazzare la distribuzione tradizionale, altre ancora si limitano a far sentire solo alcuni pezzi. Che rapporto avete voi con questo mezzo potentissimo da consumatori? E da giovani musicanti?
Siamo un po' divisi su questa faccenda. Penso comunque che la rete sia ormai IL MEZZO. Puoi arrivare a molta più gente (poi devi piacere, ovviamente). Chi ha sentito online la tua musica può volere acquistare il tuo cd o riempire il locale mentre stai suonando.

- Influenze

Jethro Tull e Motorpsycho, Gatto Ciliegia e Rosolina Mar, Giardini di Mirò... Queste, tra le altre, le vostre influenze, a leggere certa stampa. Le sentite realmente vostre oppure sono le solite masturbazioni mentali della critica? Quali altri artisti vi hanno influenzato? Non solo in campo musicale...
Posso sinceramente dire che sono masturbazioni. Se penso che in 7 persone abbiamo gusti così diversi, a volte così agli opposti. Posso dire che certi confini o certe somiglianze sono venute fuori suonando insieme, per caso, magari. Un’alchimia. Certo, non dico che sia qualcosa di unico e di raro, ma è personale nella misura in cui ti ho raccontato.

- La più grande truffa del rock'n'roll

Chi è per voi la più grande truffa del rock'n'roll?
Ma quante ce ne sono?!? Le facce le puoi trovare sulle copertine delle riviste di musica (e non solo), nei video che girano su MTV. Non chiedeteci perché le maggiori truffe sono quelle che hanno più successo. Ripeto. Non ci piace quello che vediamo intorno.

Links ufficiali: www.yellowcapra.com | MySpace | Blog

Chi è L'Alligatore

Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: diegoalligatore@tiscali.it

22/05/2012
Da vedere: Il pescatore di sogni
Di solito è difficile apprezzare le traduzioni dei titoli dei film stranieri in italiano, però a questo giro ammet...
21/05/2012
Le imperdibili recensioni dell'Alligatore: Heike Has The Giggles
Con il capello da marinaio e con la maschera dell’Uomo Ragno, con il berretto da Babbo Natale, con le orecchie da r...
15/05/2012
Da vedere: Chronicle
Found footage, ecco la parola magica. Ehm, andiamo con ordine. Siamo nel tempo di youtube e dei cellulari con v...
13/05/2012
Le imperdibili recensioni dell'Alligatore: Sir Frankie Crisp
Vengono dal Salento, ma non hanno a che fare con la pizzica, la taranta, o con i nuovi suoni che questa calda zona...
11/05/2012
Da leggere: The Death-Ray
Avete mai avuto la sensazione di essere diversi, sbagliati, che non avreste mai trovato il vostro posto nel mondo?...
03/05/2012
Le imperdibili recensioni dell'Alligatore: The Softone
“Horizon Talesâ€, storie di confine, storie di vita e di morte, un concentrato acido di rock scuro, ballate folk, ca...
30/04/2012
Da vedere: The Avengers
La prima cosa che ci hanno insegnato i supereroi Marvel è: da un grande potere derivano grandi responsabilità. Non...