Il 19 gennaio i Velvet suoneranno al Circolo degli Artisti di Roma. Il gruppo romano tiene molto a questo concerto e in questi giorni attraverso il sito ufficiale ha chiesto ai suoi fan di attrezzarsi per riprendere in tutti i modi il concerto con l'intenzione di raccogliere tutte le immagine e confezionare un momento musicale a 360 gradi. Ci siamo incuriositi e piacevolmente stupiti, così abbiamo deciso di intervistare telefonicamente Pier Luigi Ferrantini, detto Pier, voce e chitarra del gruppo.
N.d.r: più che un'intervista ci siamo fatti una bella chiacchierata saltando random da un discorso all'altro. Considerazioni normali: speriamo di avere riportato fedelmente i tanti pensieri di Pier, perchè le chiacchierate telefoniche sono decisamente meno affidabili rispetto alle mail, tanto per restare in tema di cambiamenti e nuovi mezzi di comunicazione.
-Da Tokyo Eyes ad oggi, percorso emozionale dei Velvet...
In questi anni sono successe tantissime cose. Siamo passati attraverso diversi stati d'animo. Dalla curiosità all'entusiasmo, dai momenti di gloria alle scelte impopolari che però alla lunga si sono rivelate importanti e giuste per noi. Dalla gioia al dolore. Il dolore di esserci dovuti dividere dalle persone sbagliate per noi e la gioia di avere incontrato grandi persone che ci hanno fatto bene e fatto migliorare. Siamo passati da dieci persone a concerto a grande e caldo pubblico. Diciamo che a noi non è mancato proprio nulla in questi anni.
-Dal 2000 ad oggi sono cambiate molte cose nel modo di comunicare...prima durante i concerti i cantanti chiedevano di accendere gli accendini oggi le telecamere....
All'inizio era strano vedere tutte le persone ai concerti con i telefonini accesi che ci riprendevano o ci fotografavano, ma con il passare degli anni abbiamo accettato (anzi forse inglobato) questo cambiamento. Apro una parentesi: il musicista, secondo me, ha prima di tutto il compito di scrivere e suonare canzoni vere, la verità , tutto quello che sente, anche nei difficili momenti di stasi e di blocco deve essere in grado di raccontarsi per quello che è senza maschere. Paradossalmente una delle canzone più sentite, non solo da chi ci segue, è Funzioni primarie del secondo album che è stata scritta proprio in un momento di blocco personale e si è rivelata infinitamente autentica. Questo per dire che secondo me il musicista deve non solo essere vero, ma deve anche stare attento ai cambiamenti che lo circondono, internet, la rete e tutto il suo mondo è uno di questi. A me sembra ridicolo, in questo periodo, vietare l'utilizzo delle telecamere ai concerti, quando attarverso i cellulari viene comunque ripreso tutto. Per questo motivo accettiamo la realtà e cerchiamo di regalare e filmare un concerto a 360 gradi, errori compresi. In modo particolare, inoltre, lo abbiamo fatto per quelli che non potranno essere presenti a questo concerto, ma che attraverso le immagini raccolte in qualche modo ci saranno comunque. Infine credo che la rete in generale non faccia male, purchè venga sempre manovrata con grande attenzione.
-Non senti il bisogno di scollegarti completamente ogni tanto?
Io personalmente si, mi scollego spesso. Però, ad esempio, è da diverso tempo ormai che preferisco cercare di avvicinarmi alla verità delle notizie attraverso la rete e non più attraverso i giornali perchè sinceramente mi hanno un po' deluso, mi ha un po' deluso il modo di fare un certo tipo di giornalismo.
-Consiglio spassionato ai giovani musicisti e non...
Quando smetterò di fare il musicista, anche se non credo si possa mai smettere di essere quello che si è, credo che cercherò di trasmettere ai giovani musicisti e non solo la passione. E' la passione che ti trascina e che ti permette di raggiungere qualsiasi risultato.

