Francesca Ghermandi la conosciamo tutti, grazie ai suoi geniali, pazzi, mai banali disegni con i quali ha illustrato (e continua a farlo) tanta buona stampa italica (e non solo), da Il Manifesto (sue, tra l'altro, le "faccine" che danno i voti sull'inserto culturale Alias), a Il Gambero Rosso, da Linus a Internazionale e poi L'UnitĂ , Nuova Ecologia, la Dolce Vita, Einaudi, Marco Tropea e tanto altro ancora.
Io l’adoro. Senza di lei sarebbe meno bello leggere.
Ora è uscito, per Coconino Press, nella collana Coconino Cult diretta da Igort, Grenuord, grande storia a fumetti sul nostro terrificante presente. Con ironia e garbo, la brava Francesca ci porta in Grenuord, cittadina scura e inquietante dove si rifugia George, morto vivente che non accetta la sua condizione di defunto (sembra Antonio Rezza quando fa la faccia brutta) in fuga da un passato che non ama.
Come in un videogame impazzito, George ripercorre gli stessi errori della sua precedente esistenza, con lavoro, vita sentimentale, rapporti di vicinato falsi, minati dal sospetto e dal tradimento. No: il povero George non può fidarsi di nessuno, in questa società incattivita, egoista, drogata.
Un eterno ritorno in salsa pop, dove si mescolano omaggi a Philip K. Dick, Alberto Grifi e Paperino. Si sorride e ci s'inquieta, pagina dopo pagina, e grazie al suo umorismo sempre presente si riesce ad uscire vivi e piĂą intelligenti da Grenuord.
Una buona lettura per le vacanze, da presentare nella lista dei libri letti a settembre all’insegnante di lettere più sveglia. Lettura consigliata anche a chi ha finito gli studi da un pezzo.
Francesca Ghermandi, Grenuord
Coconino Press, Bologna, 2007 - pp. 208, euro 15
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