"Le Cicale 2008": torna il longseller della comicità italiana. A dire la verità il nuovo episodio della fortunata serie voluta e "raccolta" da Gino e Michele e Matteo Molinari è disponibile già dal 18 ottobre.
Da Dio alle suocere, da Bush al lavoro, dal sesso agli animali, dalle freddure alle massime, la nuova raccolta, contiene ben 740 battute nuove, indicizzate anche per argomento, da leggere in qualunque momento, con qualsiasi tipo di andamento (e, per essere precisi, meglio se lento et attento...).
Torna l'ironia delle Cicale, la fantasia di autori celebri ed esordienti, italiani e stranieri, appassionati e lettori. Tornano Gino e Michele e Matteo Molinari che in esclusiva per il sito di Smemoranda si "faranno leggere" attraverso questa divertente (e quasi incrociata) intervista.
Intervista a Matteo Molinari
Uno. Raccontaci un po' di te, delle formiche e delle Cicale...
Sono prevalentemente insignificante, in genere ignorato dalle masse (il che contribuisce alla sensazione di insignificanza), sono piuttosto patetico, e di conseguenza senza una vera vita sociale. Vengo invitato ad un party solo se serve un guidatore sobrio per riportare a casa la gente — mi si potrebbe definire come uno spreco di organi interni. Il senso di autostima mi è stato rimosso chirurgicamente quando avevo 12 anni. E quelle cose del, “Ridi, e il mondo riderà con te?†Non è esattamente così. È più, “Ridi, e il mondo riderà DI te.†In ogni modo, un giorno in cui avevo trovato un pacchetto di coraggio l’ho usato e mi sono avventurato in quel di Milano dove, nel dietro le quinte di Drive-In (correva il 1986, non so quanto faccia ora un Euro) conobbi Gino & Michele. Cinque anni dopo nacquero “Anche le Formiche.†Con me, ma senza di me. Diciassette anni dopo, senza contare una pausa di cui non se n’è accorto nessuno, ed una metamorfosi del titolo, io ci sono sempre, ma per il vulgo (e per il 99.9% della stampa e degli editori), no. Dal che si può comprendere maggiormente la prima frase di questo paragrafo.
Due. Vivi a Los Angeles: che aria si respira in modo particolare in riferimento alla comicità ?
La stessa che si respira normalmente qui: ricca di smog. In ogni modo, la comicità qui è molto più libera, fortunatamente non ci sono battute su Berlusconi — spesso mi chiedo, se non ci fosse lui, come sopravvivrebbero i comici in Italia? — ce ne sono su Bush, ma sono una minima parte del panorama... La comicità qui è molto più salubre, non è monotematica, c’è molta improvvisazione, ed è molto ma molto meno volgare di quella italica (come mi ha detto Emo Philips, “Un comedian che sale sul palco e dice ‘cazzo’ è un segno di disperazione, come uno che si presenta ad un campionato di karate con una pistolaâ€).
Tre. Tre battute che hanno segnato la tua vita.
Credo che una sia stata una citazione dal film “Hellzappoppin’†di un cane che dice ad un altro cane, “Che strano, un orso che parla.†Quando l’ho capita (me l’aveva raccontata il Maestro Serena alle elementari. Avevo 6 anni) ho riso per una giornata e mezza. Il che ha disturbato le lezioni.
Altre battute che hanno segnato la mia vita... Quando ho capito il significato di “Walk this way†da numerosissime commedie americane e da quasi tutti i film di Mel Brooks (significato che ho impiegato anni a decifrare, e pertanto ne serbo gelosamente il segreto), e poi naturalmente ogni volta che sento una ragazza dirmi, “Sì, stasera vengo a casa con te.†Scoppiamo a ridere tutti e due quasi all’istante. Poi me ne vado a casa da solo.
Quattro. Quattro battute che ti hanno lasciato perplesso.
Un buon 50% delle battute italiane che leggo sulle Cicale, non perché siano brutte, ma perché non ho assolutamente idea di che cosa trattino, visto che, appunto, la scelta di vivere a Los Angeles era per distaccarmi il più possibile dall’Italia.
Cinque. Per le strade di Los Angeles....
Si sta benissimo, se non ti sparano addosso. Anche guidare è splendido, se non ti sparano addosso. Ma è rilassante, spensierato, amichevole, la gente si saluta anche se non si conosce, le strade sono pulite, i marciapiedi sono ampi, c’è rispetto reciproco... Insomma, è un altro mondo. E son ben felice della scelta fatta.
Sei. Il film da guardare tutta la vita.
“Il†film? Questo restringe un po’ il campo, specie venendo da “Quattro battute che mi hanno lasciato perplesso...†Comunque, senza dubbio, “Jaws†di Spielberg (molto vicini ci sono “E.T. The Extra-Terrestrial,†“The Blues Brothers,†“Harvey,†“The Aristocats,†“Friday the 13th,†“Halloween†(l’originale, non lo scempio di Rob Zombie), “North By Northwest,†e la lista continua).
Sette. Il film che avresti voluto non guardare mai.
Qualsiasi vaccata firmata Fellini o Pasolini — due dei più grossi bluff della storia del mondo, purtroppo esaltati da una critica innamorata del suono delle proprie parole. A tutt’oggi, il più grosso successo di Fellini e Pasolini è stato quello del maggiore spreco di celluloide mai visto dall’umanità .
Otto. Il giorno più lungo della tua vita.
Credo sia il solstizio d’estate, intorno al 21 Giugno, quando i raggi del sole sono perpendicolari al Tropico del Cancro a 23°30†di latitudine Nord.
Nove. La notte più corta della tua vita.
Più o meno tutte. Se ho fortuna dormo 4 ore a notte. Sono immune al sonno.
Dieci. La canzone nella tua testa...
Al momento ho in testa la musica che si sente a Disneyland quando si va a It’s a Small World After All, però nella versione dei Rockapella.
Intervista a Gino e Michele
Uno. Raccontaci un po' di te, delle Formiche e delle Cicale...
Di questa esaltante storia abbiamo già detto e scritto molto. Si possono trovare notizie dettagliate, tra l'altro, sia sul nostro sito www.ginoemichele.it sia nella prefazione alla nuova raccolta di Cicale che è appena arrivata in libreria. Quello che non sta scritto da nessuna parte è il gadget a cui ha diritto chi compra almeno trenta copie (i regali di Natale!) di Visto che non posso avere la maggioranza mi accontenterò dell'unanimità , che è poi il titolo per intero delle nuove Cicale. Il regalo consiste in una gigantografia di Matteo, il terzo della coppia, in tanga leopardati che frusta i suoi amici Gino e Michele. A volte le sue frustate sono quasi meritate, altre volte meno, ma nel dubbio ci stanno tutte...
Due. Milano...
E' un po' come Los Angeles, ma con San Babila al posto di Santa Monica. E soprattutto purtroppo senza San Matteo (Molinari), col quale un tempo condividevamo archivi e studi televisivi, ma soprattutto la Nutella (gliene rubavamo cucchiaiate di nascosto. Ora lo sa).
Tre. Tre battute che hanno segnato la tua vita.
1. "Ogni volta che mi guardo allo specchio mi convinco sempre più che Dio ha un ottimo senso dell'umorismo."
2. "Non mi piace abbronzarmi. Sono di carnagione chiara. Sembra che mi abbiano trapiantato la pelle di un morto. L'ultima volta che sono andato al mare e mi sono svestito, un medico ha insistito per farmi l'autopsia."
3. "Il sogno americano è fare i soldi e riuscirci. il sogno italiano è nascere con un padre ricco."
Naturalmente sono tutte e tre di Matteo.
Quattro. Quattro battute che ti hanno lasciato perplesso.
Scegline quattro nostre.
Cinque. La faccia più comica del mondo.
Matteo Molinari quando è arrabbiato.
Sei. Il film da guardare tutta la vita.
"The Blues Brothers" (è il preferito di Matteo)
Otto. Il quarto d'ora più lungo della tua vita.
Quando abbiamo letto una delle dieci email di Molinari che si lamentava con noi di dimenticarci ogni tanto di lui.
Nove. I tre quarti d'ora più corti della tua vita.
Quando gli abbiamo dovuto rispondere. Non bastavano...
Dieci. La canzone nella tua testa.
Modugno: "Siamo sempre tre, tre somari e tre briganti, solo tre..."
Note della redazione: Gino e Michele non hanno risposto alla domanda numero sette, forse per colpa della domanda numero otto.

