Il caos dei nostri giorni e gli smottamenti continui, personali e sociali, li ritrovo nella potente miscela esplosiva dei Museo Kabikoff, perfetta colonna sonora dei miei (dei nostri) giorni. Con questo loro secondo cd, a tre anni di distanza dall’omonimo esordio, sono ritornati in pista rinnovati nella formazione e nello stile, ma ben saldi nella forza della loro musica.
Brilliant Cagnara, dato alle stampe da Videoradio/Erazero, è un pugno ben assestato alle cose piatte e convenzionali, una musica viva ricca di stimoli ed emozioni, un modo intelligente di rinnovare la pop song ormai classica con improvvisazioni jazz, rock duro e incazzato, suggestioni desertiche e ritmi balcanici. In più c’è una voce di donna che non ti aspetti.
Per questo e per molto altro ancora mi è venuta voglia di mandare ai MK le mie solite domande tramite posta elettronica. Molto gentilmente hanno accettato di rispondere spartendosi le domande da bravi fratelli. E questi sono i loro consigli a dei giovani musicanti riguardo…
- Scrivere una canzone
Come nasce un vostro pezzo? Pensate prima alla musica e poi al testo o succede il contrario? Scrivere è terapeutico?
Chìa: Ognuno di noi ha un modo personale di scrivere, poi porta la sua idea in saletta e ci si lavora insieme. Io personalmente catturo delle idee melodiche a cui sono associate parole (anche nonsense). Sono loro spesso a dirmi di cosa deve parlare il pezzo. Scrivere è terapeutico e liberatorio... Per questo scrivo di più e meglio quando sto male!
Willy: Brilliant Cagnara è nato da intuizioni estetiche e necessità terapeutiche - Chiara ha ragione! - di ognuno di noi quattro, ed è stato arrangiato dai Museo Kabikoff nella forma più appropriata al pezzo stesso con l’aiuto del quinto elemento (l'elemento Kabikoff, appunto).
- Cambio
Sono passati tre anni dal vostro primo cd, e vi ritroviamo cambiati nelle vesti e anche, in buona parte, nei suoni. Ci volete parlare di questo vostro cambio in corsa? Da cosa è dovuto e cosa vi ha portato?
Chìa: Il cambio di formazione ha portato all’incontro di nuove personalità , nuovi luoghi. Tutti i cambiamenti nei suoni, nelle soluzioni melodiche e interpretative sono il risultato di questo incontro!
Alberto: ...Ed è dovuto al fatto che è stato vitale ad un certo punto avere un’istantanea il più reale possibile del nostro stato delle cose! Abbiamo scelto di registrare in diretta e abbiamo scelto di farlo con Fabio Magistrali: tutto ciò ha avuto come risultato un suono molto crudo e diretto, tellurico e al sangue... Il disco precedente ha un suono più meditato.
- La politica
Bush jr passerà alla storia, oltre che per le sue vergognose guerre, anche per aver ispirato un sacco di buoni musicisti: dal Boss ai Pearl Jam a Neil Young, solo per citare i primi che mi vengono in mente. C'è un modo diretto di parlare di politica, uno più sottile, oppure si può ignorarla del tutto. Voi come vi ponete con l’argomento? Come porsi da giovani musicanti di fronte ad essa?
Chìa: L'aspetto politico è importante e non trascurabile! Per Kabikoff più che esprimersi con una presa di posizione diretta si manifesta nei modi e nell’atteggiamento con cui esprimiamo noi stessi, le nostre emozioni...
- 21 giugno
Il 21 giugno, giorno della Festa Europea della Musica, il movimento dei produttori e discografici indipendenti italiani inviteranno gli ascoltatori radiofonici a spegnere i grandi network che non danno spazio alle indie e ad accendere le radio locali e le web radio che danno spazio alla nuova musica. Voi cosa ne pensate? È sufficiente per dei giovani musicanti?
Chìa: Non è sufficiente, ma è comunque qualcosa. Queste iniziative dovrebbero diventar quotidiane, per muoversi lentamente verso un cambiamento di tipo culturale, unica vera possibilità per la nuova musica in Italia.
- I concerti
Vi piace suonare dal vivo? Oppure vi sentite più una band da studio? Per chi è agli inizi quali sono gli ostacoli più difficili da superare in ambito live? In Italia si riesce a suonare bene?
Alberto: Se non suoniamo dal vivo non esistiamo (eh eh)! È faticosissimo in Italia trovare situazioni in cui dignitosamente far suonare la propria musica ma ce la si fa... C'è molta disattenzione umana, scarsissima cultura e quindi nessuna voglia di investire tra gli interlocutori (gestori dei locali, label manager etc. etc.) ma fortunatamente non tutti soffrono di quest’accidia e le cose si fanno comunque.
Willy: Suonare dal vivo è la forma di espressione che più ci appartiene.
Brilliant Cagnara è stato concepito come la fotografia di un nostro spettacolo live per quanto riguarda i suoni, gli arrangiamenti, l’attitudine di esecuzione molto legata all’estemporizzazione delle parti anche durante la registrazione stessa e il metodo di ripresa, realizzato in un teatro in presa diretta. In Italia non si da fiducia alle nuove idee ed è molto difficile suonare dal vivo; questo rende complicata l’esistenza di realtà simili alla nostra prevalentemente improntate sul live.
Chìa: Il live è la verità , ed è una verità che ci piace tanto, che ci permette veramente di esprimere la nostra energia, l’anima! Non è che si suoni benissimo in Italia... Non c’è spazio per chi a qualcosa di nuovo e diverso da dire.
- Le case discografiche
Un giovane musicante ha in mente tredici belle canzoni. Le ha provate e riprovate fino alla noia. Suonate dal vivo nel bar sotto casa e nei circoli della propria città . Ora vorrebbe farne un disco. Cosa non dovrebbe assolutamente fare? Cosa, invece, dovrebbe fare? Il vostro incontro con Videoradio/Erazero com’è avvenuto?
Alberto: Come dicevo prima, non fermarsi agli interlocutori sordi e pigri ma proseguire nella conoscenza di situazioni, strutture e quindi ancora persone che poi, se ci si è creduto incrollabilmente fino a quel momento, sicuramente aderiranno alla sua musica. (Perché 13 canzoni? Tutte belle? =)))
Willy: Questo giovane musicante buona parte del lavoro lo ha già fatto. Il resto consiste nel conservare ciò che ha prodotto nonostante le proposte che vengono fatte dalle produzioni meno azzardate e aspettare di incontrare la persona meno povera di soldi e di buone intenzioni per poter finalmente produrre il lavoro. Ciò che non deve fare è suonare queste tredici canzoni fino alla noia e non perdere di vista la scrittura perché potrebbe riuscire a scrivere un altro disco prima di poter pubblicare il primo. Il nostro incontro discografico è stato abbastanza atipico ma molto coerente e consapevole della realtà indie italiana; abbiamo autofinanziato il disco grazie al sostegno economico di uno di noi e grazie allo sponsor di un nostro amico; abbiamo poi presentato il lavoro finito a tutte le produzioni interessate fino a trovare il compromesso migliore.
- Internet
La Rete delle Reti è un buon strumento per farsi conoscere. Come utilizzarla al meglio? Come la utilizzate voi? I Four Day Hombre hanno cercato e trovato in Internet dei finanziatori per produrre il loro disco. Potrebbe essere una strada da seguire anche da giovani musicanti di casa nostra?
Alberto: È un ottimo strumento, ormai non se ne può più fare a meno, molte cose sono decisamente più semplici come confermano i Four Day Hombre! Fanzine, portali, forum, YouTube, MySpace, qualsiasi cosa possa essere di una qualche attinenza con la musica che proponiamo è utile per divulgarla.
Chìa: Assolutamente sì, anzi è uno dei mezzi più potenti perché permette uno scambio immediato sia con il pubblico che con gli "addetti ai lavori"... Permette di muoversi velocemente alla ricerca del luogo migliore dove collocarsi.
- La più grande truffa del rock'n'roll
Chi è per te la più grande truffa del rock'n'roll?
Tutti: Non credo di saper rispondere a questa domanda... Eh eh eh
Elisa, Ufficio Stampa dei Museo Kabikoff che non riesce a non rispondere: I Milli Vanilli... Geniale!!!
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