Forse quattro canzoni sono poche per dare un giudizio definitivo (ammesso e non concesso che ami dare giudizi definitivi), ma sicuramente l’ep autoprodotto dalla giovane band bolognese dei Magic Babyet dimostra che la strada intrapresa è quella giusta: sano alternative rock proposto al meglio della forma.
Si va dall’iniziale cavalcata di blues sporco estremamente piacevole di Hi Man, con una ritmica insistente (dovreste vedere la mia coda alla fine del pezzo), chitarre acide e una cantante arrabbiata quanto basta, al teso post-rock di Mirror, con scampanellio psichedelico all’inizio, pieni e vuoti, accelerazioni, la voce di Francesca ancora in primo piano; e poi Uh! (un titolo che dice già tutto) dove la voce della ragazza, sorretta da una ritmica incessante, lancia urletti gustosi denotando buone doti gigionesche, per chiudere con l’intensa The Day Eugene Saw The Eagle On The Screen, coda strumentale intensa come si conviene.
Registrato al mitico Alpha Dept. di Bologna da Francesco Donadello, l’ep è un assaggio stuzzicante, che spero sia prima o poi seguito da un bel pranzo pantagruelico.
Magic Babyet, Nothing Seems What It Is – Autoprodotto, 2007
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