Non tragga in inganno la copertina del cd con quella mano che affonda. Niente hard-rock per Will Sheff e soci (giunti al quinto disco), ma un certo pop-folk-rock molto vicino all'ultimo grande disco dei Wilco. Forse più verboso e carico, con derive maggiormente malinconiche, però - a tratti - sulla stessa lunghezza d'onda.
Nove canzoni capaci di narrare un mondo pieno zeppo di personaggi per nulla ordinari, intensi, veri, non perdendo mai di vista l'ironia. Mandolini, xilofoni, hammond, wurlitzer, corni, tromba, archi e chi più ne ha più ne metta senza appesantire, ma facendo da intelligente contrappunto alla particolare voce del buon Will.
Dylanianti nel folk-rock di Plus Ones, intensi nella bella A Girl In Port con il piano protagonista e un coro in sottofondo, conquistano con la strana e particolare Title Track (s'intitola proprio così, che buffo) con rimandi ad una straniata/straniante Whit A Little Help From My Friend di un certo Joe Cocker, chiudono alla grande omaggiando i Beach Boys di Sloop John B con John Allyn Smith Sails ispirata dal suicidio del poeta John Berryman.
Tesi, particolari, eccentrici: dei texani sperimentatori tra il romanticismo dark Anni Ottanta e la giusta indignazione.
Okkervil River, The Stage Names - Jagjaguwar/Wide, 2007
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Chi è L'Alligatore
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: diegoalligatore@tiscali.it

