Non è per niente autunnale come dice il titolo e manco funereo o gotico come suggerisce la deliziosa copertina. Estivo, direi. Ammesso ma non concesso che un disco si possa definire estivo, Autumn of the Seraphs è un disco da bella stagione: solare, ottimista, pulsante vita e calore.
Non a caso vengono da San Diego, i Pinback, e con questa loro quarta uscita hanno fatto il botto, a sentire gran parte della critica in visibilio. Del resto le undici tracce del cd sono impeccabili, delle perle pop perfette da far schifo.
Sì, Zach Smith e Rob Crow, attivi pure in tante altre buone band, sanno come attrarre con melodie azzeccate e sembrano aver mandato a memoria i classici del canto a due a partire da Simon e Garfunkel in giù. Sentite How We Breathe, con quelle intime note di piano e il coretto o la semplice Subbing For Eden, dorata pop-song alla George Harrison, e capirete al volo cosa intendo. Se poi vi imbattete in Torch, labirintico e solenne inno da fine estate (mi vedo vagare su una spiaggia con il calare del sole e gli ombrelloni chiusi, cosa vorrà dire?) non avrete più dubbi sul come classificare la band californiana.
In analisi finale: più Beatles che Rolling Stones...
Pinback, "AUTUMN OF THE SERAPHS" - Touch and Go/Wide, 2007
Vai al Sito Ufficiale dei Pinback
Chi è L'Alligatore
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: diegoalligatore@tiscali.it

