Musica e Libri
07/11/2007
Più in basso di così si ride
E' in libreria dal 24 ottobre "Non E' Stato Facile Cadere Così In Basso", il secondo capitolo della saga multimediale di "Siamo Una Massa Di Ignoranti. Parliamone" ideata da Flavio Oreglio.
E visto che «siamo una massa di ignoranti»... parliamone!


di Antonio Incorvaia

Guerre, terrorismo, razzismo, intolleranza, inquinamento, riscaldamento globale, malasanità, disinformazione... Tutte patologie della nostra più stretta attualità quotidiana che riconducono in modo inequivocabile verso una ed una sola diagnosi: abbiamo toccato il fondo.
Ma anziché cercare (leggi: far finta) di intervenire per arginare o tamponare ciascuna di queste patologie con strategie correttive o preventive dagli effetti collaterali ancora più disastrosi - altre guerre, altro terrorismo, altro razzismo, altra intolleranza, altro inquinamento e via di seguito, secondo il proverbiale meccanismo del «cane che si morde la coda» -, per iniziare finalmente a risalire la china sarebbe forse più indicato intervenire su quella che di tali sintomi è la causa comune: l'ignoranza.
Perché, in fondo, anche se a malincuore dobbiamo ammetterlo: "Siamo Una Massa Di Ignoranti".
A sbatterci la cruda verità davanti agli occhi è Flavio Oreglio, autore di una saga tragicomica che proprio da questa schiacciante evidenza prende il nome e di cui, lo scorso 24 ottobre, è uscito in libreria il secondo capitolo: "Non E' Stato Facile Cadere Così In Basso" (Edizioni Bompiani). Il progetto, che si completerà con un ultimo volume tra poco più di un anno, mescola in modo innovativo narrativa, musica, teatro e televisione e, com'è facile intuire, riguarda ognuno di noi molto da vicino. Ragion per cui abbiamo deciso di scambiare con Flavio, da anni affezionato Amico di Smemoranda, quattro chiacchiere prima che sia davvero troppo tardi...

Cominciamo dall'inizio: «Siamo una massa di ignoranti». Il problema è che, in quanto tali, non ci si accorge di esserlo... Quali sono, dunque, i segnali che possono consentire a un ignorante di prendere ineluttabilmente coscienza di sé?
I segnali sono sotto gli occhi di tutti! Basta aprire la finestra e guardarsi intorno: malattie, carestie, lotte mucche pazze... Fai una mano di conti e cosa ti viene da pensare?

Beh, a un ignorante viene da pensare che siano ignoranti tutti gli altri!
Questo è sicuramente vero, infatti la mancanza di criticità è, per l'appunto, uno dei principali indicatori di ignoranza: oggi non ci si pone più nessuna domanda e non si mette più in dubbio nessuna 'verità', dando tutto per scontato. Quel che è peggio, non ci si chiede nemmeno come può ciascuno di noi intervenire per cambiare le cose, perché tutti si aggrappano alla convinzione che «fare qualcosa da soli non serva a niente». Ma se ciascuno, da solo, cominciasse a fare qualcosa, è evidente che significherebbe che lo stanno facendo tutti, e il risultato sarebbe ben diverso...

In "Non E' Stato Facile Cadere Così In Basso" distingui l'ignoranza dalla stupidità: puoi spiegarci in cosa consiste questa differenza, magari facendo anche i classici 'esempi pratici' del caso?
In effetti bisogna smitizzare il luogo comune secondo cui ignoranza e stupidità sarebbero sinonimi: ignoranza significa «mancanza di conoscenza», e non ha nulla a che vedere con la stupidità che, invece, è la «mancanza di intelligenza». Si può essere intelligentissimi ma rimanere profondamente ignoranti, così come si possono conoscere un sacco di nozioni pur essendo profondamente stupidi... Un esempio? I meccanismi dei giochi a quiz: chi partecipa a un quiz dimostra di sapere le risposte a una serie di domande, non certo di essere intelligente!

Ma allora il mondo in questo momento è in mano agli ignoranti o agli stupidi?
Il mondo in questo momento è in mano ai furboni! Non possiamo dire di essere governati né da ignoranti né da stupidi, a ben vedere: è tutta gente intelligente che conosce il mestiere della politica. Il fatto è che poi utilizza le risorse di cui dispone soltanto per un tornaconto personale, e questo provoca le conseguenze che siamo sempre più abituati ad avere davanti...

Eppure, guardando la televisione o leggendo i giornali, si ha spesso la sensazione che essere ignoranti sia il miglior biglietto da visita per "avere successo" e il miglior viatico per "vivere felici"... Quindi perché bisognerebbe sforzarsi di 'guarire'?
In realtà non credo che essere ignoranti sia il miglior viatico per avere successo e vivere felici... Secondo me, piuttosto, lo è essere servili: fai strada se sei una persona accondiscendente che non crea problemi, non rompe le scatole, non ha una sua posizione e così via...

Però c'è anche chi pensa che mettere la testa sotto la sabbia e fare finta di niente rispetto a tutto quello che sta succedendo in questo momento sia l'unico modo per non accollarsi dei problemi...
Ma in questo caso non si parla più di gente ignorante, cioè che non sa, ma di gente che sa e fa finta di niente: questo è opportunismo, astuzia... Se vogliamo, l'ignoranza talvolta ha una sua 'purezza d'intento', non si accompagna a simili giochi di convenienza...

Domanda amletica: è più ignorante chi crede a tutto o chi non crede a niente?
A mio parere credere non è una questione di ignoranza o meno: bisogna capire, conoscere, approfondire, valutare, giudicare e verificare: sono questi gli stimoli che permettono di uscire dall'ignoranza. Come vedi, si ritorna al discorso della mancanza di criticità. Quando qualcuno ci sottopone delle notizie e delle informazioni, anche le più banali, la prima cosa da fare è quella di andare a ritovare la fonte che certifichi che sono autentiche, senza prendere indistintamente tutto - o niente - per buono...

Preso atto che «Siamo una massa di ignoranti», secondo te è più saggio cercare di educarne 5 o di speculare sui restanti 5 miliardi?
Speculare non è più saggio, è più facile e più conveniente! Secondo me vale sempre la pena cercare di educarne 5, un po' come avviene in "Matrix" - ovviamente non il programma di Mentana! -: sebbene la conoscenza rimanga appannaggio di una minoranza, il fatto che possa poi comunque essere messa a disposizione anche soltanto di una persona in più può cominciare a fare ugualmente cambiare le cose...

E a questo punto chi ci salverà?
Dobbiamo salvarci da soli, è evidente! Certo, ci sono dei limiti intrinsechi tipici della natura umana che non permettono di spingersi oltre una certa soglia e ai quali bisogna per forza di cose arrendersi, ma intanto fino a quella soglia ci si deve e ci si può arrivare, attraverso il dialogo, lo scambio, il confronto, la curiosità... Tutte condizioni che permettono di arricchire la nostra conoscenza e, di conseguenza, di correggere la nostra ignoranza...

Se è vero che "Non E' Stato Facile Cadere Così In Basso" ma ci siamo riusciti lo stesso, adesso cosa abbiamo sotto i piedi? O meglio: in che cosa siamo affondati?
Sinceramente, penso proprio che siamo affondati nella m***a! Anzi, è davvero paradossale come i mezzi di comunicazione e di informazione si siano sviluppati fino a ciò che sono diventati oggi e come, contemporaneamente, noi siamo regrediti e ci ritroviamo in continuo affanno... A questo punto non dovrebbe rimanere altro che risalire, anche se, come dice il proverbio, si può sempre cominciare a scavare!

Il che significa che il prossimo capitolo della triologia di "Siamo Una Massa Di Ignoranti" sarà venduto direttamente con una vanga in omaggio?
Probabilmente sì: è possibile! Nel terzo capitolo mi occuperò soprattutto della tipologia di ignoranza politica, quella che afferisce - per esempio - alla mancata conoscenza della costituzione e degli strumenti di governo, e dell'ignoranza sociale, quella dei preconcetti e dell'intolleranza, per intenderci... Comunque ci penserò su: ho ancora più di un anno per lavorarci!

Flavio Oreglio, NON E' STATO FACILE CADERE COSI' IN BASSO
Edizioni Bompiani | 14,00 euro
Vai al Sito Ufficiale di Flavio Oreglio | Leggi i racconti di Flavio Oreglio per Smemoranda

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