:Album:
Jacinto Canek, BANDITI - CinicoDisincanto, 2007
Ne sento parlare bene da parecchio tempo, anche se sono giovani e al primo cd ufficiale. L'estate scorsa ho avuto la fortuna di vederli dal vivo ed è stata un'esperienza unica. Sono ringiovanito e mi sono rinvigorito a sentire questa banda scatenata di sei teppisti e una pupa (bella e intelligente, non come quelle della tv, s'intende) e l'etno-punk di battaglia che sanno miscelare alla grande. Con un cantante scatenato dal piglio indiano metropolitano, vigorose chitarre hard, strumenti etnici particolari (ma dove cavolo li vanno a pescare?), sanno produrre un sano stordimento sensoriale. Parenti stretti dei Gogol Bordello, hanno preso il nome da un guerriero Maya del '700 che sacrificò la vita per salvare il suo popolo dalla dittatura e dall’oppressione. Scusate se è poco.
Resteranno nelle fauci dell'Alligatore ancora per molto.
Link: MySpace
Winter Beach Disco, AFTER THE FIREWORKS, WE'LL SAIL - Black Candy Records/Audioglobe, 2007
Ritorna, dopo qualche mese di pausa, la label toscana che non sbaglia un colpo. Ritorna con questo frullato di indie-garage-punk-rock'n'roll, omaggio indiretto a Stockhausen con ironia ed estremo buon gusto. Melodie toccanti tra il serio e il faceto, chitarre alla Red Hot Chili Peppers e momenti di filosofia pura. Panic At The Vineyard è una perla, Gianni Bugno 2000 la canzone che la mia generazione aspettava da un sacco... Cinque giovani da Viterbo alla conquista del mondo? È presto per dirlo, al primo album. Di sicuro tornerò a parlare di/con i Winter Beach Disco. Nel frattempo cercate questo magnifico cd dall'intrigante copertina romantica.
Link: MySpace
Lucertulas, TRAGOL DE ROVA - Robotradio records, 2007
Ecco a voi il cd perfetto per gettare le basi di un nuovo forte radicalismo post-punk-rock'n'roll del quale si sente un gran bisogno. Otto gajardi pezzi di noise come Dio comanda ammantato di suggestioni psichedeliche e un ritmo scalpitante. Nati nel 2003 come Superlucertolas, hanno in seguito ridotto il nome, ma non l'impegno, giungendo quest’anno alla seconda prova registrata con l'aiuto di Giulio Ragno Favero (One Dimensional Man, Il Teatro degli Orrori e tante altre belle cose che noi sappiamo …). Ascolterò On Rough Sea a Natale al posto delle solite canzonette, vediamo l'effetto che fa...
Link: MySpace
Handsome Furs, PLAGUE PARK - Sub Pop/Audioglobe, 2007
Da un po' di tempo a questa parte va di moda il duo uomo/donna, magari parenti, come questi Handsome Furs, i fidanzatini Dan Boeckner (Wolf Parade) e Alexei Perry. Nel loro tinello domestico, aiutati solo da una chitarra e una drum machine, hanno creato un piccolo cd apprezzabile, dal cantato dolente e piacevolmente sregolato. Tra le altre si notano Handsome Hate This City, programmatica suggestiva pop-song in crescendo, la corale, molto anni ’80 malinconici Snakes On The Ladder, e le conclusive bucoliche Dumb Animals e The Radio's Hot Sun.
Link: www.handsomefurs.com
Gonzo48k, HI-FI LOVERS - Pippola music/Audioglobe, 2007
Questo disco piace un sacco ai geometri. Non è una battuta da vecchio cabaret, ma un dato di fatto. L'ho prestato a tre geometri diversi, gran ascoltatori di musica, e tutti e tre l’hanno apprezzato un casino. Non me lo volevano più restituire. Sarà per la freschezza dei brani, divertenti e diretti, per certi momenti di dance elettronica molto depeche mode, per l’atmosfera elegante di ogni pezzo, sta di fatto che per colpa loro questo cd è girato poco, purtroppo, sul mio lettore. Dalla stessa label indipendente di Beatrice Antolini e degli Annie Hall, un disco per sbattere la coda dall'inizio alla fine con grazia.
Link: MySpace
The Calorifer Is Very Hot!, MARZIPAN IN ZURICH - My Honey Records 2007
Brescia è sicuramente candidata a diventare regina del pop italico dolce(amaro). Zeppa di giovani band interessanti, a partire dagli Annie Hall e Edwood, ha pure una giovane etichetta dal dolcissimo nome di My Honey Records, che ha da poco sfornato l’esordio festaiolo dei The Calorifer is Very Hot!. Piacerà sicuramente a chi ama i Velvet Score e i Pecksniff, per l'aria scanzonata e le liriche giocattolose. Sentite la cullante SlowMotion Dream (l'ideale per calmare i nervi dopo una giornata di scazzi), o Take Care Go Home, beat simpatico per perdersi dentro una festa colorata, o Outside Is Cold For Us, labirintica ed elettronica senza strafare... Cercate la data più vicina a voi (o anche la più lontana) del loro lungo tour. Vi divertirete un casino!
Link: Blog
Giardini di Mirò, DIVIDING OPINIONS - Homesleep/Audioglobe, 2007
Ho visto la band di Cavriago - già , come gli OfflagaDiscoPax - una sola volta live e non ne serbo una grande ricordo. Erano agli inizi, avevano problemi con il mixer e non riuscivano a partire (il concerto cominciò un'ora dopo). Su disco invece mi sono sempre piaciuti. Dividing Opinions, cd politico a partire dalla significativa copertina - foto storica della manifestazione del luglio del 1960 a Reggio Emilia durante la quale furono assassinati cinque manifestanti - conferma le mie precedenti impressioni. In alcuni pezzi sembra di sentire gli amati Blonde Redhead (soprattutto quelli dell'amatissimo Misery Is A Batterfly), in altri traspare un malessere di fondo in sintonia con questi nostri tristi anni, in altri ancora la chitarra di Jukka Riverberi riscalda il cuore. Significativo il ringraziamento ad Andrea Pazienza per l’ispirazione: del suo irriverente spirito punk è intriso l’intero cd.
Link: www.giardinidimiro.com
Iron & Wine, THE SHEPHERD'S DOG - Sub Pop/Audioglobe, 2007
Barbuto, anti-Bush jr, canta e suona ballate meravigliose: poteva sfuggire alle rece dell'Alligatore? No di certo. Sam Bean, in arte Iron & Wine, giunto al terzo cd, è capace di stregare chi l’ascolta con questi 12 pezzi, ognuno dei quali sfuma magicamente nel successivo, toccando più generi musicali. Colorato e sensuale come Devendra Banhart, epico come Neil Young con l’armonica a bocca, delicato come Nick Drake quando vola alto. Ascoltate il cane del pastore, ascolterete il folk-rock degli anni duemila.
Link: www.ironandwine.com
:TV:
Decameron, Politica, Sesso, Religione E Morte
In una televisione generalista ormai morta, con programmi stanchi, noiosi, vetrine per politici o alla ricerca del torbido nel delitto del giorno, lo spazio messo a disposizione da La7 per Luttazzi è (era) una boccata d'ossigeno. Non prima delle 23:20 (chissà poi perché), il comico meno addomesticato che abbiamo, spara battute a raffica. A tratti insostenibile, ma ogni volta perfetto, Luttazzi è sempre sulla notizia, e, come è giusto che sia, non risparmia nessuno. Sofisticato con la macchina da scrivere (esplicito omaggio a Jerry Lewis), duro con la storia del babbo morto, terribile quando mostra la guerra in Afghanistan e la chiama con il suo nome: «guerra», appunto. Attorniato da giovani bravi attori, con Decameron ha creato qualcosa di nuovo e allo stesso tempo antico, quei bei varietà che una volta si facevano in Rai. Sono tornato a guardare la tv dopo un sacco di tempo e ringrazio chi l’ha "chiuso", così tornerò a navigare in Internet o a leggere un libro. Troppo bello per durare, troppo intelligente per la televisione di casa nostra, per i suoi padrini per i suoi padroni...
Link: Blog
:Libri:
Todd Hasak-Lowy, NON PARLIAMO LA STESSA LINGUA - Minimum fax 2007, pp.291
«Lo so, lo so che ci posso provare, ma quella è proprio gente della vecchia scuola. Non sono di larghe vedute come me, Larry. Ho passato sei mesi a Parigi, Larry, sai, a volte ascolto musica jazz, e a differenza di Clinton ho anche aspirato...». Battute così, che un giorno torneranno utili a Gino e Michele e Matteo Molinari per le Cicale, sono presenti in grandi quantità nell’esordio di Hasak-Lowy proposto da Minimum fax. Nuovo umorismo ebraico? Non solo questo. Storie paradossali raccontate con impegno non banale. Sette racconti dove la Storia con la S maiuscola incontra le storie piccole di tutti noi, le stringe la mano e comincia un dialogo fecondo. Pensate solo al racconto che apre la raccolta, ambientato in Israele nel museo dedicato agli ebrei vittime del nazismo, dove scoppia una lite furibonda tra un ebreo americano in viaggio di affari e un giornalista fallito ridotto a fare il barista. Oppure, nella storia dopo, sorridete della mania delle diete degli americani, o più avanti pensate preoccupati all’incubo nucleare materializzatosi in un conflitto tra India e Pakistan, mentre Larry cerca il suo portafoglio e disperato pensa ai suoi problemi... Storie pop con l'impegno di un giovane narratore da tenere sotto stretta osservazione.
Link: www.minimumfax.com
:Film:
I VICERE', di Roberto Faenza con Alessandro Preziosi e Lando Buzzanca (Italia 2007)
Con questo film Roberto Faenza si conferma una garanzia per un cinema alto, difficilmente visibile sui nostri schermi, si conferma uno dei nostri maggiori autori senza troppe cerimonie. Tratto da un romanzo "censurato per oltre 100 anni" (grida la locandina), è la perfetta fotografia del nostro paese. Ambientato nella seconda metà dell’Ottocento in Sicilia, mostra in diretta la "caduta" della monarchia attraverso una famiglia nobile, gli Uzeda, corrotta, bigotta, superstiziosa, e il suo tentativo (riuscito) di reincarnarsi nella nuova Italia. Molto bella la scena dell'arrivo dei garibaldini a Catania con tanto di bandiere rosse e significativo l’atteggiamento del nobile, che dopo un attimo di sbigottimento si mette ad inneggiare a Garibaldi assieme al popolo. Il trasformismo, male italico per eccellenza, è sicuramente la nota dominante, ma non va messo in secondo piano il totale disprezzo per gli ideali, venduti per poco. La politica come mestiere, sinistra e destra senza connotazioni di classe, quindi facilmente interscambiabili, una gestione del potere solo per interessi di bottega. Cambiamento e tradizione facce della stessa medaglia, dello stesso partito, delle stesse persone.
Interpretato da una sfilza di splendidi attori indimenticabili, facce perfette a partire dal nobile capofamiglia (Lando Buzzanca), classico uomo vecchio stampo, padre padrone pieno di pregiudizi, avaro, rappresentazione perfetta dell’intreccio chiesa-famiglia-denaro, la pellicola riesce nell’ardita impresa di mostrare la farsa unita alla tragedia, come solo nel Belpaese può succedere. Inquietanti le analogie con il presente.
Link: www.ivicere.it
Chi è L'Alligatore:
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: diegoalligatore@tiscali.it

