Non so se avete presente quella scena di Animal House in cui alcuni dei ragazzotti brutti, sporchi e cattivi del gruppo di Bluto Blutasky vanno alla ricerca di un'amica in un vicino collegio femminile e scoprono che è morta (non mi ricordo se è uno scherzo macabro delle ragazze oppure se è vero)...
Beh, mentre attendono c'è una musica eterea molto affascinante, simile, per quello che le mie orecchie ricordano, a Campfire Resemblance, il pezzo di apertura di questo cd.
Se amate le atmosfere misticheggianti e funeree (nel senso alto del termine, cinematografico), se vi piacciono le cantautrici voce e chitarra acustica e mai vi spaccherete in testa la sua di chitarra, tipo il Blutarsky dello stesso film, Hands Across the Void è il disco per voi.
Jesy Fortino, alias Tiny Vipers da Seattle, è dei vostri: sette canzoni "a togliere" per darvi delle emozioni particolari, tipo dondolarsi sull'altalena sopra una distesa di fiori, magari crisantemi, con il vestito nero, l'aria triste e la sua musica in testa. Musica dimessa, come la ballata senza tempo On This Side, la struggente Aron con la chitarra delicatamente pizzicata (titillata, direi), la gridata Forest On Fire (con una distorsione elettrica sempre più forte, tipo una motosega inesorabile), la lunga e dolente Swastika.
Fisicamente assomiglia a Bob Dylan (dico la faccina). Forse non è un caso...
Tiny Vipers, HANDS ACROSS THE VOIDS - Sub Pop/Audioglobe, 2007
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Chi è L'Alligatore:
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: diegoalligatore@tiscali.it

