Musica e Libri
18/10/2007
Trabant, "Music 4 Losers"
Un disco 'impossibile', come se i giovani Radiohead e i giovani Cure suonassero insieme...

di L'Alligatore

Ricordo una gita scolastica a Budapest, poco dopo la caduta del Muro di Berlino. Si trovavano per le strade un sacco di Trabant, le mitiche auto della Germania dell'Est. Mi ero fatto fotografare davanti ad una di esse, azzurro puffo, e poi avevo mandato la foto alla redazione del trimestrale di Smemoranda per un concorso sui mezzi di trasporto più originali...
Bello che un giovane gruppo italico abbia rubato il nome a quella piccola simpatica auto (pure gli U2 l'avevano presa in prestito per un loro famoso tour), bello che producano una musica spumeggiante dedicandola ai perdenti.

La partenza è a tutta birra. Non fai manco in tempo a salire sulla Trabant, che gira già a mille con 187 P.C., mentre non puoi fare a meno di fermarti e scendere dall’auto al secondo pezzo, per ballare al ritmo di un punkettone scatenato come Gone Too Far o, poco dopo, con la suggestiva techno dal volto umano Tonight Party (con musica così il party rischia di non finire mai). Spensierata Milky Way, l'ideale da ascoltare in auto mentre andate per una dritta strada senza meta, una zingarata in montagna tra paesaggi mozzafiato. Dilatato/dilatante il finale con Happyness=Guiltyness, degna coda di un cd tiratissimo (a proposito di coda, la mia, dopo l'ascolto, è distrutta).
Se i giovani Radiohead e i giovani Cure suonassero insieme ne uscirebbe un disco come Music 4 Losers... Un disco impossibile!

Trabant, MUSIC 4 LOSERS - RSVP/Moscow/Self, 2007

Vai al Sito Ufficiale dei Trabant

Chi è L'Alligatore:
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: diegoalligatore@tiscali.it

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