In questi giorni si parla tanto della poca voglia di sperimentare delle nuove generazioni, della musica ferma a quarant'anni fa, del fatto che non nascono più Bob Dylan, Rolling Stone e via sbrodolando. In realtà la mia generazione qualcosa ha prodotto (e continua a farlo), cioè una grande band come questa, con quel genio di Jeff Tweedy e le sue paranoie favolose.
Non sbagliano un disco i Wilco, e se questo Sky Blue Sky è solare, country (un ritorno agli Uncle Tupelo, qualcuno ha detto e potrebbe anche essere), suona felice, si vede che Tweedy sta finalmente bene. Niente lato oscuro della luna ma un cielo azzurro, oscurato per un momento da sciami di uccelli canterini come quelli della copertina (molto Anni Settanta, questo sì).
Si parte con un pop-folk soffice, che al sottoscritto ricorda il Clapton più fricchettone - e ascoltarlo in giardino, davanti ad un vaso di margherite, in braghette corte e polo rossa a fiori (molto vintage) ne aumenta il fascino campestre -, per proseguire sulla stessa lunghezza d’onda con altri undici pezzi impeccabili: chitarre a tratti esplosive, una ritmica incisiva ma mai invadente, l’hammond spesso in sottofondo, il piano... Pure il terribile cagnetto bianco di mia nipote si mette tranquillo ad ascoltare, rivelandosi un vero intenditore!
Una spanna sopra le altre (concorda anche Snoopy) You Are My Face e Walken, dove si sentono i Wilco suonare come un solo individuo. Come una vera grande band!
Wilco, Sky Blue Sky - Nonesuch, 2007
Val al Sito Ufficiale dei Wilco

