Sempre difficile parlare di Beck Hansen, che fin dai primi vagiti musicali ha voluto essere sfuggente, non definibile, un camaleonte sonoro. Vero anche, che il suo supermix di hip-hop, rock alternativo, blues e folk psichedelico era potente e innovativo nel 1996 – i tempi del capolavoro Odelay!, per intenderci – ma poi aveva iniziato a trascinarsi più stancamente fra un album e l'altro.
Oggi ci arriva fra le mani Modern Guilt, il decimo (!) disco di Beck, e subito si capisce che il tempo dei bilanci - e della pensione - non è ancora arrivato, per questo quasi quarantenne di Los Angeles. Staccatosi dalla major, Beck esce con la XL, etichetta indipendente pur se di lusso. E stavolta sceglie come compagno di avventura il produttore Danger Mouse, riccioluto ragazzone che sta dietro al suono degli Gnarls Barkley.
Dunque, c'è da chiedersi se il risultato di questa collaborazione sia quella specie di mostro di Frankenstein che ormai molti chiamano Gnarls Beckley. Bè, il punto è che i gusti musicali di Beck e Danger vanno evidentemente nella stessa direzione, quindi si capisce che finiscano per amlgamarsi piuttosto bene. Dunque, se di Gnarls Beckley si tratta, non si capisce cosa ci sia di male: Modern Guilt è un disco breve - una mezz'ora, poco più - e molto piacevole all'ascolto, fatto di batterie energiche e melodie incalzanti, che nascondono testi piuttosto tristi.
Beck forse non è più una forza della natura, ma continua a sfornare musica spessa. Con Modern Guilt sembra aver ormai unito in modo organico le sue due anime, quella di cantautore folk malinconico e quella di maniaco del campionamento. I fan non rimarranno delusi.
Il pezzo da scaricare: Modern Guilt

