Musica e Libri
25/08/2008
Aiutini per un rientro soft - Franz Kafka / Peter Kuper, La Metamorfosi
Vacanze terminate? Non lasciate che gli ultimi giorni di agosto siano solo lacrime e asfalto.
Prendetevi il vostro tempo per leggere un libro, vedere un film, ascoltare un disco... il countdown per il patibolo scolastico sarà meno angoscioso.
Secondo consiglio: La Metamorfosi di Kafka interpretata a fumetti da un grande disegnatore americano, Peter Kuper. Ecco la nostra recensione.


di Michele Rumor

Peter Kuper

LA METAMORFOSI

Guanda Graphic

pagg. 80, € 14,50

Non siamo fan degli "adattamenti", parola di per sé già brutta. Viene in mente un paio di scarpe che non calza giusto: ci si può sempre "adattare", ma i piedi fanno male lo stesso. Poi, gli adattamenti a fumetti, presentati come adatti a un pubblico giovane... come se i giovani non avessero la capacità di leggere un libro, dunque come se i giovani fossero deficienti, dunque come se i fumetti fossero dedicati a un pubblico di deficienti!

Si capisce perché l'abbiamo avvicinata con sospetto, questa Metamorfosi di Kafka firmata dal cartoonist newyorchese (d'adozione: è nato a Cleveland) Peter Kuper. Ma lui finisce per volare più alto di qualsiasi critica. Il suo segno spigoloso, da George Grosz del fumetto underground, si adatta (ops!) in maniera straordinaria al racconto dell'autore ceco: ne riflette perfettamente l'angoscia, la durezza, l' inquietante ironia. Il tratto di Kuper – che continua le sue esplorazioni kafkiane dopo la raccolta di nove brevi racconti intitolata Give it Up!, risalente al 1995 e mai arrivata in Italia – ha subito una notevole evoluzione nel corso degli anni: è divenuto sempre più radicale, difficile, rigido ed espressionista; inciso a freddo sulla pagina, graffiato con il bianco e nero.

Alla fine, chi legge finisce per godersi l'interpretazione grafica di materiale letterario celeberrimo, senza pensare a ciò che è andato perso, nel passaggio da un medium all'altro. Certo, La Metamorfosi di Kafka è una lettura fondamentale, bisognerebbe leggerla prima di quella di Kuper. Ma quest'ultima non è certo carta sprecata.

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