Pare proprio che Tricky si fosse perso, e non solo dal punto di vista musicale. Il genietto di Bristol a vent'anni rappava nel primo disco dei massive attack, e poi è stato fra i fondatori di quel suono elettronico lento e ipnotico che i giornalisti hanno definito - forse con sintesi poco felice - trip-hop. Dopo il '95 però, dopo il capolavoro Maxinquaye, la musica di Tricky ha convinto sempre meno, mentre lui scivolava in una tossica spirale depressiva.
Passati i quaranta, è arrivato per Tricky il momento della ricostruzione. Lo diciamo perché sforna finalmente un disco convincente, che si intitola Knowle West Boy e prende il nome dal quartiere in cui il piccolo Adrian Thaws ha vissuto la prima, difficile parte della sua vita. Tricky la racconta su ritmi lenti, accompagnati da melodie tese e paranoiche, ritornando finalmente alle origini e abbandonando le passioni per l'hip-hop da classifica e l'hard rock che ammorbavano i lavori precedenti.
Knowle West Boy condensa l'esistenza di un ragazzo inglese dei quartieri bassi, insomma qualcosa tipo ken loach ma senza analisi politica. Però c'è spazio anche per ospitare il cantato reggae del grande Dj David Rodigan in un paio di pezzi e – cosa ancor più sorprendente – per una cover di Slow di Kilye Minogue, ironicamente sepolta sotto un tappeto di chitarre elettriche.
Nell'anno del ritorno del trip-hop, dopo quello dei Portishead ecco un altro album che farĂ sobbalzare il cuore dei nostalgici.
Ritornare alle origini per proiettarsi nel futuro: sembra una frase fatta, ma è proprio seguendo questo consiglio che Tricky ha trovato un piccolo tesoro musicale.
Il pezzo da scaricare: School Gates

