Musica e Libri
20/02/2008
Consigli ad un giovane musicante: I Winter Beach Disco
Due chiacchiere tramite posta elettronica con I Winter Beach Disco

di L'Alligatore

I Winter Beach Disco ti sconvolgono nel profondo, ti restano dentro un bel pezzo dopo l’ascolto, come conquiste adolescenziali dopo i fuochi d’artificio estivi. Sì, proprio “After The Fireworks, We’ll Sailâ€, come dice il loro fortunato esordio uscito lo scorso autunno tramite la geniale label indipendente Black Candy (distribuzione Audioglobe).
Il quintetto post-rock laziale sembra avere una marcia in più rispetto a tanti altri esordi, in primis per l’assoluta professionalità, poi per certe melodie affascinanti e per una certa sana dose di ironia che traspare nel modo di proporsi e anche da alcuni titoli delle canzoni. La mia preferita e “Gianni Bugno 2000â€, trascinante omaggio al campione di ciclismo ultimamente molto citato da un sacco di giovani artisti (che sia iniziata la riscoperta del ciclista più incompreso della nostra storia?).
Nati nel fondamentale 2001 nei dintorni di Viterbo, i WBD sono cresciuti bene in sette anni, tra concerti e sale prove, ep autoprodotti, ascolti vari/formativi, e ora, finalmente, con un cd intero.
Per questo e per molto altro ancora, ho proposto loro la mia intervista tramite posta elettronica.
Nonostante i numerosi impegni ha accettato di parlare con me tramite e-mail Antonio, voce della band, che vediamo ritratto nella foto di Paolo Cipriani con in mano “Il Maleâ€, omaggio al grande Agnese che la scorsa settimana ci ha lasciati.
Questi sono i suoi consigli a dei giovani musicanti riguardo…

SCRIVERE UNA CANZONE
Come nasce un vostro pezzo? Pensate prima alla musica e poi al testo o succede il contrario? E i titoli delle canzoni, come vi vengono in mente? Prima o dopo?
Nasce in modo naturale. C’è chi porta un riff o chi improvvisa in sala prove, e a volte qualcuno arriva con idee più chiare e si procede insieme all’arrangiamento. Non avendo delle scadenze discografiche ossessive tutto fluisce serenamente. I titoli e i testi delle canzoni in ugual misura, anche se per alcuni c’è un travaglio maggiore se vanno a toccare argomenti privati, sofferenti. Ma niente di drammatico, eh.

LA POLITICA
Bush jr passerà alla storia, oltre che per le sue vergognose guerre, anche per aver ispirato un sacco di buoni musicisti: dal Boss ai Pearl Jam a Neil Young, solo per citare i primi che mi vengono in mente. C’è un modo diretto di parlare di politica, uno più sottile, oppure si può ignorarla del tutto. Voi come vi ponete con l’argomento? Come porsi da giovani musicanti di fronte ad essa?
Il petroliere texano ha ispirato anche noi in un pezzo, “Mystery Babylon is coming†per l’esattezza. Rimasi sconvolto quando Bush si “ribellò†alla decisione presa da Michael Schiavo di porre fine all’agonia della moglie Terri, in stato vegetativo da molti anni. Ho pensato “ma con che faccia si oppone a questa “dolce morte†mentre è l’artefice di centinaia di morti giornaliere?â€. Il mio quesito non ha ancora trovato risposta.
Venendo alla seconda parte della tua domanda, personalmente tratto la questione politica in modo sottile dopo anni di slogan urlati con altre band. Adesso preferisco parlare con le persone in modo diretto, faccia a faccia. Non ho più la foga giovanile di sbraitare il mio dissenso. Non rinnego niente del mio passato, ma adesso preferisco ragionare di più e confrontarmi nei limiti del possibile. Non sono in odore di santità.

GIANNI BUGNO
Perché “Gianni Bugno 2000� Cosa vi affascina di questo grande campione incompiuto? O non v’importa nulla di lui e l’avete scritta sperando di riuscire a piazzarla come sigla del prossimo Giro d’Italia? Sarebbe un bel colpo per voi e una rinfrescata benefica per quelle mitiche dirette sportive, ferme alla celebre “Bartali†di Conte…
Gianni Bugno è un’icona della nostra gioventù. L’antieroe, L’antirockstar, mi si passi il termine pur essendo in ambito sportivo. Il sudore e la passione nei suoi occhi ci hanno lasciato un segno. Senza contare il fatto che negli ultimi anni ha guidato l’elicottero del 118 nella nostra città. La canzone parla di questo. “Gianni vieni a prenderci e portaci via da questo schifoâ€. Questo è il succo, tradotto, della canzone.
Ed inoltre Paolo Conte è intoccabile. Un genio assoluto. Non possumus eh eh.

I CONCERTI
Vi piace suonare dal vivo? Oppure vi sentite più una band da studio? Per chi è agli inizi quali sono gli ostacoli più difficili da superare in ambito live? Vedo sul vostro myspace che avete suonato e suonerete in diverse parti d’Italia …
Ci piace suonare dal vivo, è ovvio. E’ un esame importante per noi. Ti fa crescere. Ma ci piace molto anche chiuderci in sala prove a sperimentare, a ridere e a scaricare le inevitabile ansie quotidiane.
Agli inizi bisognerebbe suonare ovunque sia possibile e magari organizzare concerti per altre band nella propria città. Creare una rete di contatti e poi i propri concerti arriveranno. Noi abbiamo fatto così, ma ci vuole pazienza e le giovani band non ne hanno molta.
Pensano più al myspace, alle magliette, alle spillette, che ai rapporti umani. Forse hanno ragione loro, il marketing è fondamentale ma noi siamo di altro avviso.

LE CASE DISCOGRAFICHE
Una giovane musicante ha in mente dieci belle canzoni. Le ha provate e riprovate fino alla noia. Suonate dal vivo nel bar sotto casa e nei circoli della propria città. Ora vorrebbe farne un disco. Cosa non dovrebbe assolutamente fare? Cosa, invece, dovrebbe fare? Il vostro incontro con la Black Candy com’è avvenuto?
Si ritorna alla domanda precedente. I rapporti umani. Noi siamo stati “segnalati†alla Black Candy dai Fine before you came e da Umberto Palazzo, due tra i cavalli di razza della Black Candy stessa. L’etichetta ha creduto in noi ed eccoci qui.
Cosa non si dovrebbe fare? Assillare le etichette, ossia bombardarle di demo e di email.
Si può sempre iniziare con una bella autoproduzione del proprio cd. Noi lo abbiamo fatto e ci è servito come veicolo di autopromozione.

INTERNET
La Rete delle Reti è un buon strumento per farsi conoscere: ci sono band che trovano finanziatori online, altre sparano il loro cd direttamente su Internet facendo incazzare la distribuzione tradizionale, altre ancora si limitano a far sentire solo alcuni pezzi. Che rapporto avete voi con questo mezzo potentissimo da utenti? E da giovani musicanti?
Abbiamo il nostro myspace e forse il cd su Itunes. Questo è tutto. Compriamo cd da internet, ma rimpiango i bei negozi di una volta dove stavi ore intere a spulciare i vinili e le pile di cd. Un esempio su tutti la Wide records di Pisa, dove passavo molte ore natalizie a scegliere questo o quell’altro gruppo. Spero solo che l’e-commerce non faccia piazza pulita di tutto. Auspico una felice convivenza o almeno una guerra fredda tra internet e negozi.

INFLUENZE
Clash e Television, Red Hot Chili Peppers e Fugazi … queste, tra le altre, le vostre influenze, a leggere certa stampa. Le sentite realmente vostre oppure sono le solite masturbazioni mentali della critica? Quali altri artisti vi hanno influenzato?
Hai colto nel segno con le influenza tranne per i RHCP, che reputo stucchevoli dai dischi successivi a “blood sugar sex magikâ€.
Comunque siamo degli onnivori in campo musicale. Si passa dai Pil ai Polvo, dai Make up agli Arab on Radar. I Fugazi mettono d’accordo tutti così come i Sigur Ros e i Motorpsycho. Tutto questo amore totale per la musica poi viene rimesso in circolo al momento di scrivere i nostri pezzi. C’è chi sente nelle nostre canzoni anche i Cult che ascoltavamo peraltro in gioventù, per farti un esempio.

LA PIU’ GRANDE TRUFFA DEL ROCK’N’ROLL
Chi è per voi la più grande truffa del rock’n’roll? Ce ne sono tante di truffe ma forse è meglio dire paraculate. E molte sono recentissime. E’ un truffatore chi usa il rock ‘n’ roll solo con un mezzo per spillare soldi. Non abbiamo fatto un voto di povertà, ma ridurre tutto a business quando si parla di rock ‘n’ roll è un ossimoro, e pure schifoso.

VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/winterbeachdisco

Chi è L'Alligatore

Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: http://alligatore.blogspot.com/

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