Musica e Libri
01/10/2008
Cronache musicali / 1: Mamma mia, quanto mi manca Freddy!

Una Smemoinviata al concerto dei Queen a Milano


di Alessia Gemma

28 settembre 2008. DatchForum di Assago, Milano. Tutto pieno: fans nostalgici over 40, over 50 e pure over 60, ma anche tanti e inaspettati ragazzini e io.

Si spengono le luci, si accendono centinaia di accendini postmoderni, i telefonini e si accende il maxischermo sul palco. Le immagini digitali ricreano lampi, pioggia e meteoriti che ci vengono incontro. Ed eccoli sul palco, boato: il chitarrista storico Brian May, capelli lunghi, jeans neri e camicia bianca; il batterista storico Roger Taylor, pochi capelli e look total white; e poi le new entry della band: Spike Edney alle tastiere, Jamie Moses alla chitarra, Danny Miranda al basso ma soprattutto l’attesissimo Paul Rodgers (ex-leader dei Bad Company… chi?) al posto del mitico Freddy Mercury. Bello, bravi, ma quanto mi manca la Regina: era Freddy che faceva spettacolo muovendosi come una diva rock. Non c’è più Freddy, non c’è più l’atmosfera dei Queen e tutto diventa un triste amarcord, ma soprattutto Paul Rodgers: bella voce sì, ma sbaglia t-shirt, sbaglia movimenti, continua a dimenarsi con l’asta del microfono in mano, goffo, e secondo me ha sbagliato ad accettare un’eredità così importante… provo ad immaginare al suo posto George Michael, forse lui… ma ci hanno provato e pare che non sia andata bene.

È chiaro sin da subito che Brian May e Roger Taylor sono il nuovo logo dei Queen, moderni come il coccodrillo della Lacoste. Occhio di bue puntato su di loro, continuamente ripresi sul maxischermo, captatio benevolentiae (leggi leccatadiculo) del pubblico con paroline in italiano buttate lì per caricarci, e poi assolo di entrambi sulla passerella tra il pubblico. Sembravano i gadget di loro stessi, sembravano quelle t-shirt souvenir che ti vogliono rifilare in tutti i locali di New York, ma soprattutto sembravano una patetica mossa commerciale per lanciare il nuovo album The cosmos rocks uscito in Italia il 13 settembre.

Reazioni isteriche, tutti rispondono dimenandosi allo stimolo “Radio GaGaâ€, ma se in quel momento ci fosse stato Fiorello a cantare per il pubblico probabilmente sarebbe stato lo stesso. Fino a che il peso lacerante dell’assenza di Mercury e del tempo che passa, che Rodgers non riesce a colmare o lenire, diventa insostenibile: parte Bohemian Rhapsody suonata da May e Taylor e cantata da Freddy Mercury che appare sullo schermo. Lo show era Lui e ora che non c’è più, per me non può continuare.

Maledetta nostalgia.

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