AC/DC
Black Ice
Columbia
Jurassic Rock Park.
Inverno 2008, il tempo dei ritorni. Prima i Metallica, e adesso – in attesa dei Guns N' Roses, ormai ridotti al solo Axl – gli AC/DC. Black Ice è uno degli album più attesi e anticipati dell'anno.
Come suona? Per farla breve, come un disco degli AC/DC. Infatti, dal punto di vista musicale è cambiato poco o niente. I fratelli Young, ormai sessantenni a dispetto del nome, continuano a fare ciò che fanno meglio: suonare le loro chitarre. Musica potente, da stadi gremiti, impastata sapientemente con gli urletti del cantante Brian Johnson: ad ascoltarli, sembra che Back in Black sia uscito ieri, non quasi trent'anni fa.
Il tempo, per gli AC/DC, si è cristallizzato. Non stupisce che Angus porti ancora la divisa da scolaretto. È solo una delle tante tradizioni del gruppo, tutte rispettate da Black Ice. Anche quella di fare dischi troppo lunghi: delle quindici canzoni che compongono l'album, se ne sarebbe potuto tranquillamente lasciare un terzo nel cassetto.
Dunque, niente novità . Gli AC/DC non rischiano certo di deludere il loro pubblico più affezionato. Ma la questione rimane aperta: si tratta di ammirevole coerenza, o di semplice pigrizia?

